Impianti Idraulici · Torino e Provincia

Bagni e cucine
rifatti a norma

Rifacimento completo dell'impianto idraulico: dalle tubazioni ai sanitari. Lavoro certificato, materiali garantiti. Nessun subappalto, un unico referente dall'inizio alla fine.

Preventivo Gratuito 329 472 5060
15+
Anni di esperienza
2-3
Settimane a bagno
100%
Lavoro a norma
0
Subappalti

Impianti nuovi,
senza sorprese

Il rifacimento dell'impianto idraulico è uno degli interventi più tecnici di una ristrutturazione. Non basta cambiare le piastrelle: per fare le cose per bene bisogna demolire, aprire le pareti, rinnovare tutti gli scarichi e le tubazioni di adduzione, richiudere e rifinire. Un lavoro che, se fatto a metà, crea problemi per anni.

Da EDIL4 gestiamo l'intero processo senza coinvolgere altri: demoliamo il bagno o la cucina esistente, rifacciamo l'impianto di scarico e di adduzione acqua calda e fredda, posiamo i nuovi rivestimenti e pavimenti, montiamo sanitari e rubinetteria e collaudiamo il tutto prima della consegna. Un unico referente, nessuna scarica di responsabilità tra idraulico e posatore.

In 15 anni abbiamo rifatto centinaia di bagni e decine di cucine nel torinese. Conosciamo le trappole degli appartamenti degli anni '60-'80: tubazioni in piombo da sostituire, tracce murarie non dove ci si aspetta, pendenze degli scarichi sbagliate. Sappiamo cosa trovare e come gestirlo senza triplicare il preventivo.

La parte che il cliente non vede è quella che decide la durata del lavoro nel tempo. Il dimensionamento delle tubazioni di adduzione, la pendenza dei tratti orizzontali di scarico, la ventilazione della colonna, la protezione dell'acqua potabile a monte di ogni apparecchio di trattamento: sono scelte che nessuno nota il giorno della consegna e che si pagano tutte insieme cinque anni dopo, quando qualcosa non tiene. Il quadro tecnico di riferimento in Italia è la UNI 9182 per le reti di acqua fredda e calda, insieme al gruppo di norme UNI EN 806, mentre gli scarichi a gravità dentro gli edifici seguono la UNI EN 12056.

Lavoriamo con materiali certificati e forniamo la documentazione relativa all'impianto eseguito. Per gli interventi soggetti a dichiarazione di conformità D.M. 37/2008 emettiamo la documentazione tramite installatore abilitato. Prima di richiudere le tracce eseguiamo sempre la prova in pressione delle nuove linee, con controllo visivo di ogni giunzione: è il momento in cui un errore costa un'ora, mentre lo stesso errore scoperto a piastrelle posate costa un cantiere.

Demolizione rivestimenti esistenti
Smontaggio vecchi sanitari
Rifacimento impianto scarichi
Nuove tubazioni adduzione
Posa piastrelle e pavimento
Montaggio sanitari
Posa rubinetteria
Box doccia o vasca
Rasatura e tinteggiatura
Collaudo tenuta idraulica
Smaltimento macerie
Documentazione impianto
Rifacimento Bagno Completo
Demolizione totale, nuovo impianto, nuovi rivestimenti. Doccia o vasca, sanitari sospesi o a terra, rubinetteria monocomando. Il bagno che vuoi, nei tempi che concordiamo.
Impianto Cucina
Nuovi allacci acqua e scarico per lavello, lavastoviglie, frigorifero con attacco acqua. Rifacimento tracce murarie e richiusura. Coordinamento con il montaggio della cucina.
Impianto da Zero
Per appartamenti da ristrutturare completamente: dimensionamento nuovo impianto, scelta materiali (multistrato, PEX, rame), posa, collaudo. Compatibile con caldaie a condensazione e pompe di calore.
Sostituzione Tubazioni Vecchie
Piombo e ferro zincato fuori, multistrato o PEX dentro. Rifacimento delle linee di adduzione dell'appartamento con nuovi collettori e valvole di intercettazione per ogni utenza.
Riscaldamento e Autoclave
Distribuzione a radiatori o a pavimento, valvole termostatiche, gruppi di pressurizzazione per gli ultimi piani e per le case in collina servite da pozzo o da rete debole.
Trattamento dell'Acqua
Addolcitore, filtro dissabbiatore, riduttore di pressione e protezione contro il riflusso. Installazione conforme al D.M. 25/2012 e alla UNI EN 1717.

Sei modi diversi
di mettere mano all'impianto

Non tutti gli impianti hanno lo stesso problema e non tutti vanno affrontati allo stesso modo. Queste sono le sei situazioni che incontriamo più spesso a Torino e nei comuni della prima cintura, con quello che comporta ciascuna.

01

Rifacimento completo dell'impianto idraulico

Si sostituisce tutto quello che sta dentro i muri: adduzione di acqua fredda e calda, collettore, valvole di intercettazione, scarichi dei sanitari fino all'innesto sulla colonna comune. È l'unico intervento che azzera il rischio di perdite, perché non lascia in opera nessun tratto vecchio.

Si sceglie quando l'appartamento viene ristrutturato per intero, quando le linee sono in piombo o in ferro zincato, oppure quando le perdite si ripetono in punti diversi. La regola che usiamo in sopralluogo: se la seconda perdita arriva a meno di due anni dalla prima e in un punto diverso, il problema non è il tratto rotto, è il materiale di tutta la rete.

02

Sostituzione delle tubazioni in piombo o in ferro zincato

Sono i due materiali che troviamo più spesso negli edifici torinesi costruiti prima degli anni Novanta. Sul piombo il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite di 10 microgrammi per litro e lo porta a 5,0 entro il 12 gennaio 2036, con l'indicazione di non installare più tubazioni, leghe e saldature al piombo negli impianti interni.

Il ferro zincato non è pericoloso allo stesso modo, ma si ossida dall'interno: la ruggine riduce la sezione utile, la pressione cala lentamente e le incrostazioni intasano i filtrini dei miscelatori. Al loro posto posiamo multistrato, cioè un'anima di alluminio tra due strati di polietilene reticolato, oppure PEX o rame secondo percorso e temperatura di esercizio.

03

Impianto di riscaldamento

Torino sta in zona climatica E con 2.617 gradi giorno secondo il D.P.R. 412/1993: esercizio dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore al giorno. Sono sei mesi filati, e un impianto mal bilanciato si paga in bolletta ognuno di quei giorni.

Rifacciamo la distribuzione a radiatori con partenze dal collettore, una linea per ogni corpo scaldante, così che ogni ambiente si regoli da solo. In alternativa posiamo il riscaldamento a pavimento, che lavora a bassa temperatura ed è la scelta naturale con una pompa di calore. La decisione va presa prima dei massetti: cambiare idea a pavimento posato significa rifare il pavimento.

04

Autoclave e gruppo di pressurizzazione

La pressione cala salendo di quota per un motivo fisico: una colonna d'acqua alta circa 10 metri vale all'incirca 1 bar. Tre piani di dislivello si mangiano quasi un bar, prima ancora di contare le perdite di carico nelle tubazioni.

Quando la rete arriva debole si installa un gruppo di pressurizzazione a valle del contatore, con pompa, vaso di espansione e pressostato. È un impianto a tutti gli effetti e ricade nel campo del D.M. 37/2008. Va dimensionato sulle utenze contemporanee reali: una pompa sovradimensionata consuma di più, si accende e si spegne di continuo e rovina i galleggianti delle cassette.

05

Addolcitore e trattamento dell'acqua

L'acqua distribuita nell'area torinese è mediamente dura e i valori pubblicati da SMAT variano parecchio da comune a comune. La durezza si misura in gradi francesi e la normativa italiana indica come intervallo consigliato quello compreso fra 15 e 50 gradi francesi: sopra si formano incrostazioni di calcare nelle serpentine e nelle resistenze, sotto l'acqua diventa aggressiva verso rame, ottone e acciaio zincato.

Per questo il D.M. 25 del 7 febbraio 2012 stabilisce che la durezza in uscita da un addolcitore domestico non possa scendere sotto i 15 gradi francesi: un apparecchio regolato a zero non è più efficace, sta corrodendo le tubazioni di casa. A monte degli apparecchi di trattamento la UNI EN 1717 prescrive inoltre un dispositivo di protezione contro il riflusso, dimensionato sulla categoria di rischio del fluido. Insieme all'addolcitore installiamo di norma un filtro dissabbiatore e, dove la pressione di rete è alta, un riduttore tarato.

06

Intervento localizzato

Non tutto merita di aprire i muri. Sostituire un miscelatore, cambiare una cassetta a incasso, rifare il sifone di un lavabo, spostare di mezzo metro l'attacco della lavatrice, riparare una perdita su un tratto ispezionabile: sono lavori da mezza giornata o da un giorno che risolvono il problema senza aprire un cantiere.

Ha senso quando il resto della rete è recente e sano, quando la perdita è su un raccordo raggiungibile e quando l'appartamento non è destinato a una ristrutturazione entro pochi anni. Se invece si sta già pensando di rifare il bagno fra due stagioni, aprire e richiudere oggi è denaro speso due volte. Diciamo sempre quale delle due strade conviene, anche quando la risposta è la meno redditizia per noi.

Otto segnali
di un impianto a fine corsa

Un impianto idraulico non si rompe di colpo. Manda avvisi per mesi, a volte per anni, e quasi sempre vengono letti come piccoli fastidi domestici. Questi sono i segnali che in sopralluogo ci fanno alzare l'attenzione, e che vale la pena osservare prima che sia un vicino a segnalare la macchia sul suo soffitto.

01
La pressione cala di anno in anno
Non un calo improvviso, ma una discesa lenta che nessuno data con precisione. È il segno tipico delle incrostazioni interne nelle tubazioni in ferro zincato, che riducono la sezione utile senza mai perdere una goccia.
02
Acqua colorata al primo getto
Se al mattino il primo mezzo litro esce giallastro o rossastro e poi torna limpido, l'ossidazione è dentro le linee di casa. Sui filtrini dei miscelatori si trovano scaglie scure che si ripresentano ogni pochi mesi.
03
Aloni o macchie sui soffitti
Un alone che cresce piano, anche solo di qualche centimetro a stagione, è una perdita in pressione sotto traccia. È il caso in cui la telefonata arriva dal piano di sotto e non dal proprietario dell'impianto.
04
Il contatore gira a rubinetti chiusi
La prova più semplice che chiunque può fare da solo. Si chiudono tutte le utenze, si guarda il contatore per dieci minuti: se la rotellina si muove, da qualche parte l'acqua sta uscendo dentro il muro.
05
Colpo d'ariete alla chiusura
Quel colpo secco quando si chiude un rubinetto o quando parte la lavatrice. Indica tubazioni mal ancorate o assenza di ammortizzatori, e a ogni colpo sollecita raccordi e giunzioni sotto traccia.
06
Tubi grigi filettati in cantina
Il ferro zincato si riconosce a occhio: tubo grigio opaco con raccordi filettati e canapa. Se si vede in cantina o sotto il lavello, quasi sempre è lo stesso materiale che corre in tutto l'appartamento.
07
Scarichi lenti e gorgoglio
Il lavabo che svuota piano e il gorgoglio quando si scarica il water indicano ventilazione insufficiente o pendenza sbagliata dei tratti orizzontali. La UNI EN 12056 raccomanda per questi tratti una pendenza minima dell'1 per cento.
08
Odore di fogna in bagno
Un sifone che si svuota lascia passare l'aria della colonna. Succede quando manca la ventilazione o quando uno scarico è stato collegato senza rispettare battute e pendenze durante un lavoro precedente.

Riparare un tratto
o rifare tutto?

È la domanda che riceviamo più spesso al telefono, e la risposta onesta non è sempre la stessa. Dipende dall'età del materiale, da quante volte il problema si è già ripresentato e da cosa si ha in programma per quella casa nei prossimi anni.

Confronto a due colonne. A sinistra l'intervento localizzato: ha senso su una rete recente e sana, con il guasto su un raccordo raggiungibile e alla prima perdita in assoluto; dura da mezza giornata a due giorni e la casa resta abitabile, con l'acqua chiusa solo per poche ore. A destra il rifacimento completo: ha senso con tubazioni in piombo o ferro zincato, perdite ripetute in punti diversi o una ristrutturazione già in programma; dura da due a quattro settimane e il bagno interessato resta fuori uso per tutta la durata.Riparare un tratto o rifare tuttonon c'è una risposta sola: dipende da tre coseetà del materiale, quante volte è successo, cosa hai in programmaUn tratto soloquando ha sensorete recente e sana,prima perdita in assolutoquanto durada mezza giornataa 2 giornisi può abitaresì, acqua chiusasolo poche oreRifacimento completoquando ha sensopiombo o ferro zincato,perdite ripetutequanto durada 2 a 4settimanesi può abitareil bagno restafuori usoRiparare due volte lo stesso trattocosta più che rifarlo una volta sola
La risposta onesta non è sempre la stessa. Cambia con l'età del materiale, con quante volte il problema si è già ripresentato e con quello che hai in programma per quella casa.
AspettoIntervento localizzatoRifacimento completo
Quando ha sensoRete recente e sana, guasto su un raccordo raggiungibile, prima perdita in assolutoTubazioni in piombo o ferro zincato, perdite ripetute in punti diversi, ristrutturazione già in programma
Durata del cantiereDa mezza giornata a 2 giorniDa 2 a 4 settimane
Casa abitabile durante i lavoriSì, con l'acqua chiusa solo per poche oreIl bagno interessato resta fuori uso per tutta la durata
Cosa resta vecchioTutto il resto della rete, compresi i tratti sotto traccia mai ispezionatiNiente, dalle valvole di intercettazione fino agli scarichi
RivestimentiSi apre e si richiude solo la porzione interessata, con differenza di tonalità quasi sempre visibileRivestimenti nuovi su tutta la superficie, nessun rappezzo
Rischio nei cinque anni successiviInvariato sul resto dell'impiantoPraticamente azzerato sulle linee rifatte

C'è un aspetto che pesa più di quanto sembri: le piastrelle. Per sostituire una tubazione sotto traccia bisogna aprire parete e pavimento, e trovare piastrelle identiche a quelle posate dieci o vent'anni fa è quasi sempre impossibile. Anche quando il modello esiste ancora, il lotto di produzione è diverso e la differenza di tonalità si vede. Il risultato è una riparazione tecnicamente corretta che lascia una cicatrice permanente in un bagno che il cliente continuerà a guardare tutti i giorni.

Per questo, quando il tratto da aprire supera un paio di metri, il confronto reale non è tra il costo della riparazione e quello del rifacimento. È tra la riparazione più un rappezzo visibile per sempre e un bagno nuovo. La diagnosi si fa in sopralluogo, non al telefono: guardiamo il materiale delle linee dove è ispezionabile, verifichiamo la pressione a monte e a valle, controlliamo il contatore a utenze chiuse e chiediamo lo storico dei guasti.

Sei fasi,
zero imprevisti

01
Sopralluogo
Vediamo lo stato dell'impianto esistente, valutiamo i percorsi delle tubazioni e analizziamo eventuali criticita. Gratuito e senza impegno.
02
Progetto impianto
Definiamo il tracciato delle nuove tubazioni, i punti di allaccio, la scelta dei materiali e il layout sanitari. Preventivo analitico con compreso ed escluso.
03
Demolizione esistente
Smontaggio sanitari, rimozione piastrelle e pavimento, demolizione tracce per le nuove tubazioni. Smaltimento macerie incluso.
04
Posa tubazioni
Messa in opera dei nuovi scarichi e delle tubazioni di adduzione acqua fredda e calda. Protezione termica dove necessario. Richiusura tracce.
05
Sanitari e rubinetteria
Posa rivestimenti e pavimento, montaggio sanitari, rubinetteria, box doccia o vasca. Siliconi, sigillature e finiture finali.
06
Collaudo
Test di tenuta dell'impianto, verifica di tutti gli allacci, controllo scarichi. Consegna documentazione e sopralluogo finale con il cliente.

Quanto costa
rifare il bagno?

I costi variano in base alle dimensioni, allo stato dell'impianto esistente e alla qualità dei materiali. Ecco una guida orientativa per Torino nel 2026.

Bagno Piccolo
4-6 mq
5.000-8.000 €
Materiali di fascia media, impianto in buono stato, singolo bagno.
  • Demolizione e smaltimento
  • Nuovo impianto idraulico
  • Piastrelle standard incluse
  • Sanitari in ceramica
  • Rubinetteria monocomando
Bagno di Pregio
10+ mq
12.000-18.000 €
Materiali premium, doppia vasca o doccia walk-in, finiture su misura.
  • Rifacimento completo
  • Riscaldamento a pavimento
  • Materiali di lusso
  • Sanitari top di gamma
  • Rubinetteria incasso
  • Specchi e illuminazione

Range indicativi
per tipo di intervento

Le tre fasce qui sopra riguardano il bagno chiavi in mano. Sotto trovi invece le singole lavorazioni, utili quando l'intervento è parziale o quando serve capire quanto pesa una voce dentro un preventivo più grande.

InterventoRange indicativoCosa comprende
Nuovo punto acquada 130 a 220 €Adduzione e scarico per un singolo punto, a punto
Solo impianto idraulico del bagnoda 1.000 a 2.500 €Scarichi e adduzione rifatti, rivestimenti esclusi
Impianto bagno con spostamento scarichida 1.500 a 4.000 €Nuovo tracciato degli scarichi verso la colonna esistente
Impianto idraulico nuova cucinada 700 a 1.800 €Allacci per lavello, lavastoviglie e frigorifero con presa acqua
Sostituzione adduzione di tutto l'appartamentoda 3.000 a 6.500 €Nuove linee, collettore e valvole, opere di finitura escluse
Rifacimento bagno completo 4-6 mqda 5.000 a 8.000 €Demolizione, impianto, rivestimenti, sanitari e collaudo
Rifacimento bagno completo 6-10 mqda 8.000 a 12.000 €Come sopra, con materiali selezionati e sanitari sospesi
Rifacimento bagno oltre 10 mqda 12.000 a 18.000 €Finiture su misura, doccia walk in, riscaldamento a pavimento
Addolcitore domesticoda 800 a 1.800 €Fornitura, posa, by pass e taratura sopra i 15 gradi francesi
Gruppo di pressurizzazioneda 900 a 2.200 €Pompa, vaso di espansione, collegamenti e messa in servizio
Riduttore di pressione e filtroda 200 a 450 €Riduttore tarato e filtro dissabbiatore a valle del contatore

Sono i nostri range indicativi, IVA esclusa, coerenti con i valori pubblicati nella guida ai costi di ristrutturazione del nostro journal. Non sostituiscono il preventivo: il numero definitivo esce dal sopralluogo, perché dipende dal materiale delle linee esistenti, dall'accessibilità delle tracce, dal piano e dalla presenza o meno di un ascensore per il trasporto delle macerie.

Prezzi indicativi IVA esclusa. Il preventivo esatto dipende dallo stato dell'impianto esistente, dalla disponibilità dei materiali e dalla complessità dei lavori. Il sopralluogo è sempre gratuito se poi ci affidi il lavoro, a pagamento se serve solo per una pratica.

Quattro situazioni
che incontriamo di continuo

Il patrimonio edilizio di Torino e della prima cintura è fatto in gran parte di edifici del dopoguerra e del boom. Ogni epoca costruttiva porta con sé lo stesso tipo di impianto e quindi lo stesso tipo di problema. Sapere in anticipo cosa aspettarsi è quello che permette di fare un preventivo che poi regge.

Anni 60 e 70

Appartamento in condominio di quartiere

È il caso più frequente. Adduzione in ferro zincato sotto traccia, scarichi in ghisa o in gres, bagno cieco con aerazione forzata, cassetta esterna a zaino. Qui l'intervento parziale quasi non esiste: appena si apre un tratto si scopre che il resto della rete ha la stessa età e le stesse incrostazioni. Il preventivo serio prevede fin dall'inizio la sostituzione di tutta l'adduzione dell'appartamento, non solo del tratto che perde.

Ultimo piano

Mansarda o sottotetto recuperato

Il recupero del sottotetto porta due problemi insieme. Il primo è la pressione: all'ultimo piano arriva già ridotta dal dislivello e spesso serve un gruppo di pressurizzazione dedicato. Il secondo sono gli scarichi, che vanno portati alla colonna esistente rispettando pendenze e ventilazione con altezze di solaio ridotte. Sono i cantieri in cui il tracciato va deciso prima e non durante.

Collina e cintura

Villetta o cascina fuori Torino

A Chieri, Pecetto, Pino Torinese, Baldissero e in generale sulla collina troviamo spesso impianti autonomi con serbatoio, pozzo o autoclave installata decenni fa. La pressione è instabile, il trattamento dell'acqua è assente o mai manutenuto e le linee corrono anche all'esterno, dove il gelo invernale fa il resto. L'intervento tipico rimette in ordine pressurizzazione, filtrazione e protezione dal riflusso insieme alle tubazioni.

Parti comuni

Condominio con colonne di scarico originali

Capita di rifare un bagno perfetto e di continuare a sentire odore o gorgoglio: la causa è la colonna comune, che è parte condominiale e non si può toccare per iniziativa del singolo. In questi casi documentiamo la situazione con il rilievo del nostro intervento, così il proprietario ha in mano un elemento tecnico da portare in assemblea invece di una discussione a parole.

Le regole
a cui ci teniamo

Queste sono le fonti citate in questa pagina. Sono pubbliche e verificabili: chiunque può controllarle prima di firmare un preventivo, il nostro compreso.

D.M. 37/2008
Regolamento sugli impianti negli edifici. Definisce i requisiti delle imprese installatrici e la dichiarazione di conformità rilasciata a fine lavori.
UNI 9182:2014
Impianti di alimentazione e distribuzione d'acqua fredda e calda. Criteri di progettazione, installazione e collaudo, a integrazione nazionale del gruppo UNI EN 806.
UNI EN 806, parti 1-5
Norme europee sugli impianti di acqua potabile all'interno degli edifici, dalla progettazione all'installazione, alla prova in pressione e alla manutenzione.
UNI EN 12056, parti 1-5
Sistemi di scarico a gravità all'interno degli edifici. Include il dimensionamento delle acque reflue, la ventilazione delle colonne e la pendenza dei tratti orizzontali.
UNI EN 1717
Protezione dall'inquinamento dell'acqua potabile negli impianti idraulici. Classifica i fluidi per categoria di rischio e prescrive i dispositivi contro il riflusso.
D.Lgs. 18/2023
Qualità delle acque destinate al consumo umano. Fissa il limite del piombo a 10 microgrammi per litro e a 5,0 microgrammi entro il 12 gennaio 2036.
D.M. 25 del 7 febbraio 2012
Apparecchiature per il trattamento dell'acqua destinata al consumo umano. La durezza in uscita da un addolcitore non può scendere sotto i 15 gradi francesi.
D.P.R. 412/1993
Zone climatiche e gradi giorno. Torino è in zona E con 2.617 gradi giorno, periodo di riscaldamento dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore al giorno.

Risposte
chiare

Il costo di un rifacimento bagno completo a Torino varia da 5.000 a 15.000 euro. Un bagno piccolo (4-5mq) con materiali di fascia media si attesta intorno a 5.000-8.000 euro. Un bagno di medie dimensioni (6-10mq) con finiture selezionate arriva a 8.000-12.000 euro. Per bagni grandi o con materiali di pregio si supera facilmente i 12.000 euro. Il preventivo esatto si definisce al sopralluogo, che è gratuito.
Un bagno completo richiede mediamente 2-3 settimane. I tempi si dividono così: 2-3 giorni per la demolizione, 3-4 giorni per la posa delle nuove tubazioni, 2-3 giorni per rivestimenti e pavimento, 2-3 giorni per il montaggio sanitari e il collaudo. I tempi possono allungarsi se l'impianto esistente presenta criticità impreviste, cosa non rara negli appartamenti anni '60-'80 del torinese.
Il nostro intervento standard comprende: demolizione rivestimenti e pavimenti esistenti, smontaggio sanitari vecchi, rifacimento impianto idraulico (scarichi e adduzione acqua calda e fredda), posa nuovi rivestimenti e pavimento, montaggio sanitari e rubinetteria, siliconi e sigillature, rasatura e tinteggiatura pareti libere, collaudo e smaltimento macerie. I sanitari e la rubinetteria possono essere forniti da noi o dal cliente.
Entrambe le opzioni. Possiamo fornire sanitari, rubinetteria e rivestimenti tramite i nostri fornitori a prezzi competitivi, oppure posare il materiale che il cliente acquista autonomamente. In entrambi i casi la garanzia sull'installazione e sulla tenuta idraulica è la stessa. Per i materiali forniti da noi offriamo la consulenza nella scelta.
Sì. Realizziamo gli impianti idrosanitari secondo le norme UNI vigenti, in particolare la UNI 9182 e il gruppo UNI EN 806 per l'acqua potabile e la UNI EN 12056 per gli scarichi a gravità. Al termine dei lavori forniamo la documentazione relativa all'intervento eseguito. Per gli impianti soggetti a dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/2008 il documento viene emesso dall'installatore abilitato.
In quasi tutti i casi conviene fare il rifacimento completo. Per sostituire le tubazioni è necessario aprire le pareti e il pavimento, rovinando inevitabilmente i rivestimenti esistenti. Cercare le piastrelle identiche per riparare è spesso impossibile, soprattutto su prodotti di 10-20 anni fa. Rifare tutto insieme non costa molto di più e il risultato è incomparabilmente migliore.
Sì, ed è la situazione normale. L'intervento del singolo proprietario riguarda tutto quello che sta a valle del punto di consegna: adduzione, collettore, valvole, scarichi dei sanitari fino all'innesto sulla colonna. La colonna montante e la colonna di scarico sono parti comuni e si toccano solo con una delibera dell'assemblea. Se in sopralluogo vediamo che il problema sta nella colonna lo diciamo subito, perché rifare il bagno non lo risolverebbe.
L'acqua distribuita nell'area torinese è mediamente dura e i valori pubblicati da SMAT cambiano da comune a comune, per cui la risposta va data sul dato del proprio indirizzo e non sulla media. L'intervallo consigliato dalla normativa italiana è compreso fra 15 e 50 gradi francesi. L'addolcitore ha senso quando si è stabilmente sopra quella fascia e si vuole proteggere caldaia, scaldacqua e rubinetteria. Attenzione a un punto: il D.M. 25 del 7 febbraio 2012 impone che l'acqua in uscita non scenda sotto i 15 gradi francesi, perché un'acqua troppo dolce corrode rame, ottone e acciaio zincato. Un addolcitore regolato a zero fa più danni del calcare.
Le due cause si distinguono con una verifica semplice. Una colonna d'acqua di circa 10 metri vale all'incirca 1 bar, quindi salire di tre piani costa quasi un bar di pressione: se la rete arriva già debole, in alto la doccia va male per forza e la soluzione è un gruppo di pressurizzazione. Se invece la pressione al contatore è buona e cala solo dentro casa, il problema sono le tubazioni interne incrostate. Misuriamo a monte e a valle prima di proporre qualsiasi cosa: installare un'autoclave su un impianto intasato non risolve niente e aumenta solo la sollecitazione sui raccordi.
Il ferro zincato si riconosce a vista dove è ispezionabile, tipicamente in cantina o sotto il lavello: tubo grigio opaco, raccordi filettati, spesso canapa sulla filettatura. Il piombo è un metallo molto più tenero, di colore grigio scuro, e si trova soprattutto sui tratti più antichi e sugli allacci. In caso di dubbio la strada corretta è l'analisi dell'acqua al rubinetto: il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite del piombo a 10 microgrammi per litro e lo porta a 5,0 entro il 12 gennaio 2036, con l'indicazione di non usare più tubazioni, leghe e saldature al piombo negli impianti interni.
Per le spese sostenute nel 2026 la detrazione IRPEF per il recupero del patrimonio edilizio è al 50 per cento sull'abitazione principale e al 36 per cento sugli altri immobili, con un limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2027 le aliquote scendono rispettivamente al 36 e al 30 per cento. Il rifacimento dell'impianto rientra fra gli interventi agevolabili quando è inquadrato come manutenzione straordinaria. Le regole cambiano di frequente e il caso concreto va verificato: la fonte da guardare è la guida dell'Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie, il conteggio va fatto con il proprio commercialista.
No, se la casa ha un secondo servizio. Il bagno su cui interveniamo resta fuori uso per tutta la durata del cantiere, mentre l'acqua nel resto dell'appartamento viene chiusa solo nelle poche ore degli allacci. Se il bagno è unico si valuta insieme una soluzione, di solito il ripristino provvisorio del water dopo la posa dei nuovi scarichi. Le fasi rumorose, cioè demolizione e tracce, si concentrano nei primi giorni e negli orari consentiti dal regolamento condominiale.
Lavoriamo in tutti i quartieri di Torino e nei comuni della prima cintura: Chieri, dove abbiamo sede, Moncalieri, Nichelino, Collegno, Pecetto, Pino Torinese, Baldissero e i centri vicini. Il sopralluogo è gratuito nella nostra zona operativa. Il sopralluogo resta gratuito se poi ci affidi il lavoro, a pagamento se serve solo per una pratica. Per località più distanti il sopralluogo si concorda su richiesta, perché il costo di trasferta incide in modo diverso a seconda della distanza.

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