Pavimentazioni · Torino e Provincia

Pavimenti posati
a regola d'arte

SPC, parquet, laminato, gres porcellanato. Levigatura pavimenti esistenti. Massetti e autolivellanti. Finitura perfetta, tempi certi, preventivo gratuito.

Preventivo Gratuito 329 472 5060
15+
Anni di posa
4
Materiali disponibili
1-5
Giorni a lavoro
0
Difetti accettati

Il pavimento
cambia tutto

Il pavimento è la superficie su cui si vive. È quello che si vede per primo entrando, quello che determina la percezione della temperatura, del silenzio, della qualità di un ambiente. Farlo male, con sottofondo non livellato, giunti aperti, posa non allineata, si vede subito e peggiora nel tempo.

Da EDIL4 gestiamo tutto il ciclo della pavimentazione: verifica e preparazione del sottofondo, posa del massetto o dell'autolivellante dove necessario, posa del materiale scelto, stuccatura, pulizia finale. Lavoriamo su SPC, parquet prefinito e massello, laminato, gres porcellanato in tutte le dimensioni e formati.

Per chi ha già un parquet in legno ma non vuole sostituirlo, offriamo il servizio di levigatura e lucidatura: eliminiamo graffi, differenze di livello e segni del tempo, applichiamo il prodotto di finitura scelto (olio, cera o vernice) e il risultato è spesso indistinguibile da un pavimento nuovo, a una frazione del costo.

Siamo rapidi: un appartamento di 80-100mq in SPC si completa in 2 giorni. Il gres richiede più tempo per la stagionatura delle fughe, ma i tempi li definiamo prima di iniziare. Non accettiamo cantieri che non riusciamo a finire nei tempi concordati.

Posa SPC flottante
Posa parquet prefinito
Posa parquet massello
Posa laminato
Posa gres porcellanato
Posa grandi formati
Massetti tradizionali
Autolivellanti
Levigatura parquet
Verniciatura e oliatura
Battiscopa e soglie
Rimozione vecchio pavimento

Quale pavimento
fa per te?

Ogni materiale ha i suoi pregi e i suoi limiti. Ecco una guida pratica per scegliere in base al tipo di ambiente e al budget.

SPC
Stone Plastic Composite
25-45 €/mq tutto compreso
  • Resistente all'acqua al 100%
  • Posa veloce (1-2 giorni)
  • Calpestio silenzioso
  • Facile da pulire
  • Si posa sul vecchio pavimento
Meno pregiato del legno, non levigabile, non adatto ad ambienti molto caldi.
Ideale per: affitto, cucine, bagni, velocità
Parquet
Prefinito o massello
35-100 €/mq tutto compreso
  • Estetica premium
  • Caldo al tatto
  • Rivaluta l'immobile
  • Levigabile e rinnovabile
  • Durata molto lunga
Non adatto a cucine e bagni, richiede manutenzione, sensibile all'umidità.
Ideale per: soggiorni, camere, abitazioni di pregio
Gres
Porcellanato
40-80 €/mq tutto compreso
  • Durabilissimo
  • Facile da pulire
  • Infinite finiture
  • Resistente all'usura
  • Ideale con riscaldamento a pavimento
Freddo al tatto, posa più lunga, richiede massetto stabile, peso elevato.
Ideale per: cucine, bagni, ambienti ad alto traffico
Laminato
Flottante
20-40 €/mq tutto compreso
  • Economico
  • Posa veloce
  • Aspetto del legno
  • Facile da sostituire
  • Molte finiture disponibili
Non resistente all'acqua, non levigabile, durata inferiore al parquet massello.
Ideale per: camere, budget contenuto, soluzioni temporanee

Cosa cambia davvero
da un materiale all'altro

Le schede tecniche dei produttori sono piene di sigle che nessuno spiega mai. Qui sotto trovi cosa significano e come si traducono in una scelta concreta, ambiente per ambiente.

Ceramica

Gres porcellanato

Si chiama gres porcellanato la piastrella che assorbe meno dello 0,5% del proprio peso in acqua, il gruppo BIa della UNI EN 14411. È quel numero, non il prezzo, a decidere se regge il gelo di un cortile.

  • La classe PEI. Misura la resistenza della superficie al passaggio, secondo la UNI EN ISO 10545-7, e vale solo per il gres smaltato. Sul gres a tutta massa non si applica: lì conta l'abrasione profonda della ISO 10545-6, con limite di 175 mm³ di volume asportato. In casa PEI III copre tutto, cucina e ingresso compresi.
  • Antiscivolo. La prova sulla rampa inclinata con calzatura, oggi raccolta nella UNI EN 16165, assegna le classi da R9 a R13. R9 vale solo all'asciutto, bagno e cucina vogliono R10, gli esterni bagnati R11 o più.
  • Grandi formati. Le lastre 60x120 e 120x120 pretendono un fondo più piano, colla su entrambe le facce, sistemi di livellamento e due posatori. È la ragione per cui costano di più al metro quadro.
Legno

Parquet prefinito e massello

Il prefinito è un multistrato: uno strato nobile di legno vero, da 2,5 a 4 mm, incollato su un supporto stabile. Il massello è legno pieno. Il primo si muove meno e si posa prima, il secondo si leviga molte più volte.

  • Incollato o flottante. L'incollato è più silenzioso ed è l'unica strada con un impianto radiante sotto. Il flottante si posa più in fretta e si smonta, ma trasmette il rumore del calpestio.
  • Schema di posa. Dritta, diagonale, spina italiana, spina ungherese, cassero irregolare. La spina raddoppia i tagli: nei nostri cantieri calcoliamo circa il 5% di materiale in più sulla posa dritta e dal 10 al 15% sugli schemi a spina.
  • Umidità del fondo. È la causa numero uno dei parquet imbarcati. La UNI 11371 fissa i limiti prima della posa: 2,0% sul massetto cementizio, 1,7% con impianto radiante, 0,5% sui massetti in solfato di calcio. Si misura col metodo al carburo secondo la UNI 10329, non a occhio.
Resiliente

SPC e vinilico LVT

L'SPC ha un'anima rigida a base minerale e si posa a incastro, il vinilico LVT è più flessibile e in genere si incolla. Entrambi riproducono il legno con una stampa protetta da una pellicola trasparente e nessuno dei due teme l'acqua.

  • Guarda lo strato d'usura, non lo spessore totale. È la pellicola sopra la stampa a decidere quanto dura: sotto 0,3 mm il pavimento si consuma nei punti di passaggio, da 0,55 mm in su regge anche un negozio.
  • Classe d'uso. La scala della EN ISO 10874 dice dove può stare: da 21 a 23 è la fascia domestica, da 31 a 34 quella commerciale. Per una casa vissuta tutti i giorni ci si mette su 23, o su 32 se girano cani e bambini.
  • Si dilata. È plastica e si muove col calore: serve un giunto perimetrale libero, poi coperto dal battiscopa, e va valutata una vetrata a sud senza tende.
Superficie continua

Resina e microcemento

Una superficie continua, senza fughe, applicata a più mani per pochi millimetri. Sopra le piastrelle esistenti si può fare, ed è il suo vantaggio più grande: la quota sale di due o tre millimetri e nient'altro.

  • Non è un materiale, è un ciclo. Primer, rasature, carteggiature, finitura. Ogni mano ha i suoi tempi di attesa, quindi il cantiere dura più di quanto lo spessore finale lasci immaginare.
  • Segue il supporto. Se il fondo si muove o è già crepato, la crepa si ripresenta in superficie. La resina non irrigidisce niente e non nasconde un problema strutturale.
  • Dove ha davvero senso. Loft e open space dove il pavimento continuo è una scelta estetica precisa, box e cantine con resina epossidica o poliuretanica. Un ritocco locale, invece, si vede quasi sempre.
Esterni

Cortili, vialetti e ingressi carrai

Fuori casa il pavimento non combatte contro l'usura delle scarpe, combatte contro l'acqua e contro il gelo. Torino è zona climatica E con 2.617 gradi giorno secondo l'allegato A del DPR 412/1993: i cicli di gelo e disgelo qui sono la normalità di ogni inverno.

  • Masselli autobloccanti. Fondazione in misto granulare compattato, letto di sabbia, posa a secco. Si smontano e si rimettono, quindi restano la scelta più sensata dove sotto passano tubi o pozzetti.
  • Gres da 20 mm. Si posa a secco su ghiaia, su piedini regolabili oppure incollato su massetto armato. Dove passano le auto serve sempre il massetto armato, mai la posa a secco.
  • Pietra e cemento. Porfido e pietra di Luserna restano la scelta piemontese di sempre. Il calcestruzzo stampato costa meno, ma senza giunti tagliati nei tempi giusti si crepa.
  • La pendenza è tutto. Sotto l'1% verso una caditoia il cortile trattiene acqua, e d'inverno l'acqua ferma diventa ghiaccio e stacca la posa. Quasi nessuno dei cortili che ci chiamano a rifare ha un problema di materiale: ha un problema di quote.

Il pavimento si vede,
il massetto si sente

Nessuno entra in una casa per guardare il massetto. Però quando un pavimento suona a vuoto sotto il passo, quando una piastrella si stacca dopo due anni, quando le doghe di un parquet si alzano ai bordi, la causa sta quasi sempre sotto e non sopra.

Sezione degli strati di un pavimento, dal basso verso l'alto: il solaio esistente, poi dove serve un massetto alleggerito che riempie lo spessore senza caricare il solaio, poi il massetto tradizionale da quattro a sei centimetri che ripartisce i carichi e annega gli impianti, poi la colla e infine il pavimento a vista. A parte, l'autolivellante: pochi millimetri di rasatura, che non è un massetto e su un fondo che si sbriciola non risolve niente.Quello che si vede, e quello che si sentepavimentocollamassetto 4-6 cmimpianti annegatialleggeritodove servesolaioL'autolivellante non è un massettopochi millimetri: corregge un fondo sano ma non pianoSe il fondo si sbriciola non risolve nienteprima si sistema sotto, poi si posa sopraIl pavimento si vede, il massetto si sente
Quando una piastrella si stacca o un parquet si alza ai bordi, la causa sta quasi sempre sotto. Il pavimento si vede, il massetto si sente.

Massetto, alleggerito o autolivellante

Sono tre cose diverse. Il massetto tradizionale in sabbia e cemento, da 4 a 6 cm, ripartisce i carichi e dà la quota finale: serve quando si riparte da zero o quando sotto vanno annegati impianti. Il massetto alleggerito riempie spessori importanti senza caricare il solaio, tipico dei solai in legno delle case vecchie. L'autolivellante non è un massetto: è una rasatura da pochi millimetri che corregge un fondo sano ma non piano, e su un fondo che si sbriciola non risolve niente.

Le tre verifiche che facciamo prima di posare

I giunti, cioè dove il pavimento deve poter respirare

Il giunto perimetrale, lasciato libero lungo i muri e poi coperto dal battiscopa, non è mai facoltativo: senza, un pavimento che si dilata spinge contro le pareti e si solleva al centro. Sulle superfici ampie e nei passaggi tra le stanze servono giunti di frazionamento. Un giunto strutturale coperto dal pavimento si riapre sempre, e quando si riapre taglia in due le piastrelle che stanno sopra.

Regola di cantiere. Se il fondo non passa le tre verifiche il preventivo cambia prima della posa, non a lavoro iniziato. Per questo il sopralluogo lo facciamo con la staggia e con lo strumento per l'umidità, non guardando una foto sul telefono.

Posare sopra l'esistente
oppure demolire?

È la prima domanda che ci fanno, e la risposta non dipende dal gusto: dipende da tre cose misurabili: quanto tiene il vecchio pavimento, quanta quota si può perdere e cosa deve passare sotto.

Si posa sopra quando

Il vecchio tiene ancora

  • Le piastrelle esistenti suonano piene alla battitura, non ci sono vuoti né parti staccate.
  • Il fondo è dentro tolleranza, o ci rientra con una rasatura da pochi millimetri.
  • Non c'è umidità di risalita: al piano terra e nei seminterrati è la verifica che decide tutto.
  • Il nuovo materiale è sottile: SPC da 4 a 6 mm, gres di spessore ridotto, resina da 2 a 3 mm.
  • Le quote reggono: porte accorciabili, soglie raccordabili, termosifoni e mobili fissi compatibili con il nuovo livello.

Cosa si guadagna. Niente demolizione, niente macerie, poca polvere, uno o due giorni di cantiere invece di quattro o sei, e spesso la casa resta abitabile.

Si demolisce quando

Sotto c'è un problema vero

  • La battitura rivela vuoti diffusi, oppure ci sono già piastrelle mosse e fughe che si sbriciolano.
  • I dislivelli sono fuori tolleranza e servirebbero centimetri di rasatura, non millimetri.
  • Sotto il pavimento devono passare impianti nuovi, scarichi o un impianto radiante.
  • Il pavimento poggia su un letto di sabbia sciolta, come in molte case fino agli anni 60.
  • Si vuole posare un parquet incollato o un massello, che tra spessore e colla mangiano quota.

Cosa comporta. Uno o due giorni in più, il trasporto delle macerie a un impianto autorizzato e quella zona di casa non vivibile. In cambio si riparte da un fondo su cui si può garantire il risultato.

Case anni 60-70, una verifica prima del martello. In quegli anni si sono usate anche piastrelle vinilamianto e collanti bituminosi contenenti amianto. In Italia il divieto è pienamente operativo dal 28 aprile 1994, e la verifica va fatta prima di demolire, non dopo aver alzato la polvere. Se c'è un dubbio ci fermiamo e lo diciamo: la rimozione è un intervento specialistico, con impresa iscritta e procedura propria.

Dal sopralluogo
alla pulizia finale

01
Sopralluogo e misurazioni
Verifichiamo lo stato del sottofondo, misuriamo gli ambienti, controlliamo l'umidità e valutiamo se è necessario un massetto o un autolivellante. Gratuito.
02
Scelta del materiale
Ti aiutiamo a scegliere il materiale giusto per ogni ambiente in base a utilizzo, budget e estetica desiderata. Preventivo analitico con i prezzi dei materiali e della manodopera separati.
03
Preparazione sottofondo
Rimozione del vecchio pavimento se necessario, eventuale massetto, applicazione autolivellante per correggere dislivelli. Un sottofondo perfetto è il 50% di una posa perfetta.
04
Posa
Posa del pavimento scelto con attenzione alle fughe, agli allineamenti, ai tagli perimetrali. Uso di attrezzatura professionale. Controllo con riga di 2 metri su tutta la superficie.
05
Finitura e pulizia
Montaggio battiscopa e soglie di raccordo, stuccatura fughe, applicazione siliconi perimetrali. Pulizia completa del cantiere. Consegna con sopralluogo finale.
06
Levigatura (se richiesta)
Per parquet esistenti: levigatura a secco con macchina professionale, stuccatura nodi e imperfezioni, applicazione finitura a olio, cera o vernice. Il pavimento torna nuovo.

Le situazioni che troviamo
più spesso a Torino

Ogni casa ha la sua storia, ma dopo qualche centinaio di cantieri le situazioni si somigliano. Queste sono quelle che troviamo più spesso tra Torino, Chieri e la prima cintura.

Appartamento anni 60-70 con le marmette di graniglia

È il caso più frequente in città. Il pavimento in graniglia o in piastrelle di piccolo formato spesso è ancora sano, ma le quote tra una stanza e l'altra ballano di qualche millimetro. Se il fondo tiene, la strada corta è l'SPC posato sopra dopo una rasatura leggera: due giorni e la casa torna vivibile. Se invece si rifà l'impianto sotto traccia tanto vale demolire e ripartire da un massetto nuovo, perché la polvere la si fa una volta sola. Spesso il lavoro sta dentro una ristrutturazione completa, e allora il pavimento va programmato per ultimo.

Bagno o cucina rifatti senza toccare il resto

Il problema non è la posa, è il raccordo. Il pavimento nuovo incontra quello vecchio sulla soglia e i due quasi mai stanno alla stessa quota. Si risolve con una soglia in pietra o in alluminio, oppure alzando il massetto della stanza nuova e recuperando la differenza sotto la porta. Nei bagni chiediamo sempre una classe antiscivolo R10.

Casa con riscaldamento a pavimento

Qui il pavimento è parte dell'impianto. La UNI EN 1264 chiede che la resistenza termica del rivestimento, strato di posa compreso, non superi 0,15 m²K/W: il gres è il materiale ideale, il legno si può fare ma solo incollato e di spessore ridotto, mai flottante con un materassino spesso sotto. Prima di posare il legno va eseguito il ciclo di avviamento dell'impianto e l'umidità del massetto deve essere scesa a 1,7%.

Alloggio da rimettere a reddito

Ogni settimana di cantiere è un affitto perso. SPC classe 33 sopra l'esistente, battiscopa nuovo, uno o due giorni di lavoro e un costo prevedibile al metro quadro. Se una doga si rovina si sostituisce quella e basta. Il parquet in un alloggio in affitto è quasi sempre una spesa che l'inquilino successivo non ripaga.

Negozio e ufficio

Cambiano le classi, non il metodo: PEI IV o V, almeno R10 all'ingresso perché con la pioggia entra acqua dalla strada, zerbino incassato dove passa più gente. La variabile vera sono gli orari, perché si posa a settori la sera o nel fine settimana per non chiudere l'attività.

Cortile e ingresso carraio

Fuori si ragiona per acqua, non per estetica. Masselli autobloccanti dove sotto passano impianti, gres da 20 mm dove si cerca continuità con l'interno, calcestruzzo dove passa un mezzo pesante. Servono sempre pendenza verso una caditoia, sottofondo compattato e giunti pensati prima. Se il cortile va anche scavato o drenato, il lavoro rientra tra gli scavi e le demolizioni e va coordinato con la posa.

Quanto costa
il nuovo pavimento?

Prezzi comprensivi di materiale e posa per un appartamento standard a Torino. Variano in base alla qualità del materiale scelto e alla complessità dell'ambiente.

Materiale Descrizione Costo/mq Tempi (80mq)
SPC Flottante, classe 33+, spessore 6mm 25-45 € 1-2 giorni
Laminato Classe AC4, spessore 8mm, doppio click 20-40 € 1-2 giorni
Parquet prefinito Multistrato incollato, varie essenze 35-65 € 2-3 giorni
Parquet massello Levigato e verniciato in opera 60-100 € 3-4 giorni
Gres 60x60 Porcellanato, varie finiture 40-65 € 3-5 giorni
Gres grandi formati 120x120 o 60x120, posa speciale 55-90 € 4-6 giorni
Levigatura parquet Solo su parquet esistente, con verniciatura 18-35 € 2-3 giorni
Massetto tradizionale Spessore 4-6cm, stagionatura inclusa 20-35 € 5-7 giorni

Prezzi orientativi IVA esclusa. Non includono demolizione vecchio pavimento (da 8 a 15 €/mq aggiuntivi) né autolivellante (da 10 a 18 €/mq). Il preventivo esatto richiede sopralluogo.

Le voci che si aggiungono

Il prezzo al metro quadro del pavimento è solo una parte del conto. Queste sono le lavorazioni che nella pratica compaiono quasi sempre, e che preferiamo scrivere separate invece di nasconderle dentro un numero unico.

Voce Quando serve Costo indicativo
Demolizione pavimento esistente Quando il vecchio non tiene o si deve recuperare quota da 8 a 15 €/mq
Autolivellante Fondo sano ma fuori tolleranza di planarità da 10 a 18 €/mq
Smaltimento macerie Sempre insieme alla demolizione, con conferimento a impianto autorizzato a preventivo
Battiscopa e soglie Quasi sempre, si conta a metro lineare e cambia molto col materiale a preventivo
Posa a spina o in diagonale Scelta estetica: più tagli, più tempo, dal 10 al 15% di materiale in più supplemento
Sgombero e protezione mobili Casa abitata durante i lavori a preventivo

Cosa fa salire e cosa fa scendere il prezzo

Risposte
dirette

La posa di un pavimento SPC a Torino costa mediamente 15-25 euro al metro quadro per la sola manodopera. Includendo il materiale SPC di fascia media (8-18 euro/mq), il costo totale si attesta tra 25 e 45 euro al metro quadro. Per un appartamento di 80mq il costo totale è tra 2.000 e 3.600 euro. È il materiale con il miglior rapporto qualità-prezzo per appartamenti in affitto o ristrutturazioni rapide.
Il costo della posa parquet varia a seconda del tipo: parquet prefinito incollato 35-65 euro/mq tutto compreso, parquet massello levigato in opera 60-100 euro/mq, parquet flottante di qualità 25-45 euro/mq. Il prezzo dipende dalla specie legnosa (rovere, frassino, noce), dalla larghezza delle doghe e dalla direzione di posa (dritta, diagonale, a spina di pesce, che richiede più manodopera).
Dipende dall'uso e dal budget. SPC: è la scelta più pratica, resistente all'acqua al 100%, si posa velocemente, si monta anche sopra il pavimento esistente. Perfetto per cucine, bagni e appartamenti in affitto. Parquet: la scelta estetica per eccellenza, caldo, pregiato, rivaluta l'immobile. Non adatto ad ambienti umidi. Gres porcellanato: dura una vita, facile da pulire, disponibile in infiniti formati e finiture. Richiede un sottofondo perfettamente piano e tempi più lunghi. Al sopralluogo ti aiutiamo a scegliere.
Dipende dal materiale e dalla situazione. L'SPC si posa quasi sempre in sovrappavimentazione, a patto che il vecchio pavimento sia piano, solido e senza avvallamenti superiori ai 3mm. Il gres richiede una base stabile e perfettamente piana: spesso si deve demolire il vecchio pavimento o applicare un autolivellante. Il parquet incollato richiede una superficie liscia e asciutta. Lo valutiamo sempre al sopralluogo con gli strumenti adatti.
Per un appartamento di circa 80mq: SPC 1-2 giorni lavorativi, laminato 1-2 giorni, gres porcellanato 3-5 giorni più 24-48 ore per la stagionatura delle fughe prima del calpestio, parquet incollato 2-3 giorni più levigatura e verniciatura. Se serve il massetto, aggiungere 5-7 giorni di attesa per la stagionatura prima di procedere con la posa.
Sì. Leviamo e luciamo parquet e pavimenti in legno esistenti. La levigatura elimina graffi, segni del tempo e le piccole differenze di livello tra le doghe. Al termine applichiamo un prodotto di finitura a scelta del cliente: olio naturale, cera o vernice poliuretanica. Il risultato è spesso indistinguibile da un pavimento nuovo, a una frazione del costo della sostituzione. Va detto anche il limite: un prefinito con strato nobile da 2,5 mm sopporta in genere una o due levigature in tutta la sua vita, un massello molte di più.
Il PEI misura quanto la superficie smaltata di una piastrella resiste al passaggio, secondo la norma UNI EN ISO 10545-7. C'è un dettaglio che in negozio quasi nessuno spiega: vale solo per il gres smaltato. Sul gres a tutta massa il PEI non si applica e si guarda invece l'abrasione profonda della ISO 10545-6, dove il limite è 175 mm³ di volume asportato. Nella pratica: PEI I e II bastano per camere, bagni e soggiorni, PEI III copre un appartamento intero cucina e ingresso compresi, PEI IV e V servono a negozi, uffici e locali pubblici. Pagare un PEI V per una camera da letto è soldi buttati.
Sì, se è vero gres porcellanato. Il gruppo BIa della UNI EN 14411 assorbe meno dello 0,5% d'acqua, e senza acqua dentro il gelo non ha niente da spaccare. Torino è zona climatica E con 2.617 gradi giorno secondo l'allegato A del DPR 412/1993, quindi i cicli di gelo e disgelo arrivano ogni inverno. Quello che cede quasi mai è la piastrella: è la posa fatta senza pendenza, senza giunti e senza drenaggio, che lascia l'acqua ferma sotto il pavimento. Sugli esterni chiediamo sempre almeno l'1% di pendenza verso una caditoia e una classe antiscivolo R11.

Le norme
citate in questa pagina

Ogni dato tecnico riportato qui sopra viene da uno di questi riferimenti. I prezzi invece sono stime nostre, costruite sui lavori che facciamo a Torino e in provincia: sono un ordine di grandezza per orientarsi, non un preventivo. Il preventivo nasce dal sopralluogo, perché lo stato del fondo lo si vede solo dal vivo.

Pavimento nuovo
entro la settimana

Sopralluogo gratuito, misurazioni precise, preventivo chiaro e senza sorprese. Chiamaci o scrivici su WhatsApp: ti diciamo in 5 minuti qual è il materiale giusto per il tuo caso.

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