Demolizioni Controllate
Servizio EDIL4

Scavi e Demolizioni
a Torino

Demolizioni controllate, scavi, fondazioni e movimento terra su Torino e provincia. Gestiamo l'intero processo: dalle pratiche burocratiche allo smaltimento delle macerie. Niente lasciato a metà.

In sintesi

EDIL4 esegue scavi e demolizioni controllate su Torino e provincia. Il mini escavatore da circa una tonnellata passa da cancelli di 80-90 cm e scava fino a 1,8 metri. Lo smaltimento delle terre da scavo si paga a tonnellata, intorno a 17-20 euro, non a metro cubo. Il riuso in sito delle terre non contaminate azzera quella voce.

15+
Anni di esperienza
200+
Cantieri completati
100%
Smaltimento regolare
0
Incidenti in cantiere
Il Servizio

Demolizioni precise, senza sorprese

Una demolizione fatta male è un problema che si trascina per tutta la ristrutturazione. Polvere che non si controlla, macerie abbandonate, strutture danneggiate che non avrebbero dovuto esserlo. Il nostro approccio è diverso: ogni demolizione inizia con un sopralluogo in cui valutiamo lo stato della struttura, la presenza di impianti, i punti di carico da rispettare e i materiali con cui abbiamo a che fare.

EDIL4 gestisce demolizioni interne e lavori di scavo su Torino e provincia da oltre quindici anni. Abbiamo lavorato su appartamenti anni '60 con solai in voltine di mattoni, su villette degli anni '80 con telai in calcestruzzo, su costruzioni più recenti. Ogni edificio ha le sue caratteristiche e richiede un approccio su misura. Non esiste un metodo unico.

Le demolizioni interne comprendono l'abbattimento di tramezzi e pareti non strutturali, la rimozione di massetti e pavimentazioni, lo smontaggio di rivestimenti in bagni e cucine, la demolizione di controsoffitti, la rimozione di scale interne in muratura. Per ogni intervento verifichiamo prima che le pareti coinvolte non abbiano funzione portante e, nei casi dubbi, ci confrontiamo con il tecnico strutturale.

Per quanto riguarda gli scavi, lavoriamo su trincee per sottoservizi (fognature, gas, linee elettriche interrate), scavi per fondazioni di nuovi manufatti, movimenti terra in giardini e aree esterne, livellamenti di terreno. Coordiniamo il processo dall'inizio alla fine, incluso il conferimento in discarica autorizzata del materiale di risulta. Al termine del cantiere il sito è pulito e pronto per la fase successiva.

Cosa è incluso

  • Sopralluogo e valutazione strutturale
  • Supporto per pratiche e permessi
  • Interdizione impianti prima dei lavori
  • Demolizione tramezzi e pareti
  • Rimozione massetti e pavimentazioni
  • Demolizione rivestimenti e controsoffitti
  • Scavi per fondazioni e sottoservizi
  • Movimento terra e livellamenti
  • Carico e trasporto macerie
  • Smaltimento in discarica autorizzata
  • Pulizia finale del cantiere
  • Preparazione per la fase successiva

Nota sui permessi: per demolizioni non strutturali all'interno di un'abitazione spesso è sufficiente una comunicazione al Comune. Per interventi più ampi, vi assistiamo nell'identificare le pratiche necessarie, coordinandoci con il vostro geometra o ingegnere.

Scavi in spazi stretti: per cortili, giardini recintati e accessi da 80 a 90 cm usiamo un mini escavatore con operatore che passa dove i mezzi grandi non entrano. Vedi la pagina dedicata: scavi con mini escavatore e operatore a Torino.

Tipologie di Intervento

Cosa scaviamo e cosa demoliamo

Scavo e demolizione sono due mestieri diversi che finiscono spesso nello stesso cantiere. Cambiano gli attrezzi, le verifiche da fare prima e il modo di prezzare il lavoro.

Scavo di fondazione

Scavo a sezione obbligata per plinti, travi rovesce e platee di piccoli manufatti: ampliamenti, box, tettoie, casette da giardino, basamenti per piscina. Si scava seguendo le quote del progetto e si prepara il piano di posa. Nei terreni coesivi della zona il fondo va protetto se resta aperto sotto la pioggia, altrimenti rammollisce e il magrone appoggia male.

Trincee per sottoservizi

Scavi lunghi e stretti per allacci di acqua, gas, fognatura, linee elettriche interrate e cavidotti per la colonnina di ricarica. Prima si verifica cosa c'è sotto: nei cortili di Torino convivono tubazioni vecchie fuori mappa e condotte nuove, e un colpo di benna su una linea gas trasforma mezza giornata in un'emergenza.

Sbancamento e livellamento

Movimento terra su superfici aperte: abbassamento di quota, formazione di piani per vialetti e cortili, riprofilatura di giardini in pendenza. Qui il numero che comanda non è il metro quadro ma il volume di terra che si muove, perché è quello a decidere quanti viaggi servono.

Vespai e drenaggi

Scavo per vespaio aerato sotto i piani terra umidi, e scavo di drenaggio lungo i muri contro terra con posa di tubo drenante e ghiaia. È l'intervento che in collina ha più senso economico: costa una frazione di un risanamento e toglie l'acqua da dove crea il danno, invece di curarne gli effetti sull'intonaco.

Demolizione di pareti non portanti

Abbattimento di tramezzi in mattoni forati o in laterizio, apertura di passaggi tra locali, rimozione di scale interne in muratura non strutturale. Prima si verifica che la parete non porti carichi e non irrigidisca il solaio, poi si smonta. Nei casi dubbi non si tira a indovinare: si chiama il tecnico strutturale e si aspetta la sua risposta scritta.

Demolizione di elementi portanti

Apertura di vani in muri portanti, rimozione di porzioni di solaio, demolizione di setti. È tutta un'altra categoria di lavoro: serve il progetto del tecnico, servono i puntellamenti calcolati e serve il deposito della pratica strutturale. Torino è classificata in zona sismica 3 dal 2020, quindi gli interventi che toccano la struttura seguono la procedura sismica regionale.

Demolizione controllata in spazi stretti

Cortili interni, cantine, appartamenti ai piani alti, cascine con accessi da un metro. Qui la macchina grande non entra e la ruspa non serve: si lavora con martello elettrico, sega a disco e taglio a umido, smontando per pezzi che si possano portare via a mano o con il mini escavatore. Costa più a metro cubo e rende molto meno al giorno, ed è giusto che il preventivo lo dica.

Massetti, pavimenti e rivestimenti

Rimozione di massetti, sottofondi, piastrelle e rivestimenti di bagni e cucine. È la voce che produce più macerie in una ristrutturazione di appartamento, quindi quella che pesa di più sullo smaltimento. Separare le piastrelle dal massetto in cantiere costa tempo e fa risparmiare sul conferimento.

Demolizione manuale o meccanica

La differenza non è una questione di modernità, è una questione di accesso e di vicini. La demolizione meccanica usa l'energia di una macchina: escavatore con martello o con pinza, martello demolitore pneumatico o elettrico di grossa taglia. Avanza molto in fretta, produce macerie di pezzatura grande e trasmette vibrazioni alla struttura. Si usa dove c'è spazio per far entrare il mezzo e dove intorno non ci sono murature delicate.

La demolizione manuale usa attrezzi leggeri e le braccia: martello elettrico piccolo, mazza, scalpello, sega a disco, taglierina. Va molto più piano, costa di più a parità di volume, ma permette di scegliere pezzo per pezzo cosa viene giù. È l'unica strada praticabile quando si lavora in un appartamento abitato, quando sotto c'è un solaio in voltine di mattoni che non sopporta carichi concentrati, o quando la parete da togliere confina con una che deve restare intatta.

Nella maggior parte dei cantieri si usano tutte e due. Il massetto si toglie a macchina, il tramezzo che confina con il vicino si smonta a mano. Una scelta sbagliata si vede subito: crepe nell'intonaco del piano di sotto e telefonate del condominio.

Il taglio, la terza via che quasi nessuno propone

Per aprire un vano in un muro portante o per togliere una porzione di solaio esiste una terza tecnica: il taglio con sega a disco diamantato o con filo, spesso a umido per abbattere la polvere. Non demolisce, incide. Il pezzo viene isolato dal resto della struttura e poi calato, invece di essere sbriciolato sul posto. Le vibrazioni sono quasi nulle e il bordo resta netto, quindi il rinforzo successivo appoggia su una superficie sana.

Costa più del martello e ha senso dove serve davvero: calcestruzzo, murature spesse, piano di sotto abitato. In sopralluogo diciamo quale delle tre strade conviene e perché, con la differenza di prezzo davanti.

La polvere è parte del lavoro

La polvere di demolizione contiene silice cristallina, ed è il motivo per cui il taglio a umido e l'aspirazione alla fonte non sono un vezzo. Si bagna il materiale, si chiudono i vani di comunicazione con teli e si protegge quello che resta. Chi arriva con il solo martello risparmia mezza giornata e la restituisce moltiplicata in pulizie e in rapporti con i vicini.

Il processo in sei fasi

Ogni cantiere di demolizione o scavo segue una sequenza precisa. Saltare un passaggio significa creare problemi nelle fasi successive. Ecco come affrontiamo ogni intervento.

01
Sopralluogo e valutazione

Veniamo in cantiere, valutiamo la struttura, identifichiamo gli elementi portanti, verifichiamo la presenza di impianti attivi. Solo dopo stabiliamo il metodo di intervento e forniamo il preventivo scritto.

02
Pratiche e permessi

Vi indichiamo le autorizzazioni necessarie in base al tipo di intervento. Se avete già un tecnico di riferimento, ci coordiniamo con lui. Se non lo avete, possiamo indicarne uno di fiducia.

03
Messa in sicurezza

Prima di iniziare, facciamo interdire le utenze coinvolte (luce, acqua, gas), installiamo puntellamenti dove necessario, delimitiamo e segnaliamo il cantiere. Nessuna demolizione parte finché il sito non è sicuro.

04
Demolizione e scavo

Procediamo con le attrezzature adeguate al tipo di lavoro: martelli demolitori, frese, attrezzatura per scavo manuale o meccanizzato. Controlliamo le vibrazioni e la polvere per limitare l'impatto sulle strutture adiacenti.

05
Smaltimento macerie

Il materiale di risulta viene separato, caricato e conferito in discarica autorizzata. Gestiamo la documentazione di trasporto. A smaltimento completato, il cantiere viene ripulito dai residui.

06
Preparazione terreno

Dopo demolizione o scavo, prepariamo il sito per la fase successiva: livellamento, compattazione, eventuali riempimenti con materiale idoneo. Consegniamo il cantiere pronto per muratori, idraulici o chiunque intervenga dopo.

Territorio

Scavare sulla collina torinese

La collina che va da Superga a Pino Torinese, Pecetto, Baldissero e Chieri non è fatta di ghiaia. Sotto lo strato coltivo ci sono formazioni marnoso argillose, le stesse che i geologi chiamano marne di Sant'Agata e argille del bacino terziario piemontese. Per chi scava questo si traduce in tre cose molto concrete.

La prima: l'argilla asciutta è dura e la benna fatica, l'argilla bagnata si incolla alla benna e al fondo del cassone. Lo stesso scavo dopo tre giorni di pioggia richiede quasi il doppio del tempo e il materiale pesa di più, quindi il numero dei viaggi cresce. Chi fa un preventivo senza guardare il meteo e la stagione sta indovinando.

La seconda: le pareti di scavo in terreno coesivo reggono in piedi finché sono asciutte e cedono di colpo quando l'acqua entra nelle fessure di ritiro. Oltre il metro e mezzo, e sempre quando qualcuno deve scendere dentro, si arma o si sagoma la scarpata. Non è burocrazia, è la dinamica che sta dietro alla maggior parte dei seppellimenti in trincea.

La terza: sul versante l'acqua scorre dentro il terreno, non solo sopra. Uno scavo aperto in pendio diventa il punto di raccolta di tutto quello che scende. Per questo in collina lo scavo si programma con l'uscita dell'acqua già decisa.

Accessi difficili, la regola vera

  • Cancelli e passaggi da 80-90 cm: entra il mini escavatore
  • Circa una tonnellata di peso, cammina su prato e vialetto
  • Profondità di scavo fino a 1,8 metri
  • Rampe ripide e tornanti: conta il mezzo, non la distanza
  • Se il mezzo non arriva, il lavoro va rifatto a mano e il prezzo cambia

Il vincolo che nessuno racconta: il nostro camion ribaltabile porta 750 kg utili, cioè circa mezzo metro cubo di terra a viaggio. Su un cantiere vicino a Chieri si fanno più viaggi e il problema non esiste. Su un cantiere lontano quei viaggi si mangiano la giornata, e allora conviene lasciare la terra in sito oppure affidare il solo trasporto a un mezzo grande della zona.

Dove finisce davvero il materiale

Macerie da demolizione e terra da scavo sembrano la stessa cosa e seguono due strade normative diverse. Confonderle è il modo più rapido per pagare due volte.

Schema a due rami che parte dal materiale che esce dal cantiere. Il primo ramo, le macerie da demolizione: sono sempre rifiuto, viaggiano con il formulario verso un impianto autorizzato, e il cassone misto viene tariffato al prezzo del materiale peggiore, quindi separare in cantiere fa risparmiare. Il secondo ramo, la terra da scavo: può restare nello stesso cantiere, oppure andare altrove come sottoprodotto, oppure diventare rifiuto, e la strada dipende da dove finisce.Esce materiale dal cantieredue strade normative, non unaMacerieda demolizionesempre rifiutoformulario eimpianto autorizzatoTerrada scavodipende da dove finiscein sito, sottoprodottooppure rifiutoIl cassone misto costa di piùviene tariffato al prezzo del materiale peggioreSeparare in cantiereè la voce su cui si risparmia senza vendere niente in piùConfonderle è il modo più rapidoper pagare due volte
Macerie e terra sembrano la stessa cosa e seguono due strade normative diverse. Il cassone in cui finisce tutto insieme viene pagato al prezzo del materiale peggiore.

Le macerie da demolizione

Sono rifiuti a tutti gli effetti, quasi sempre non pericolosi. I codici che compaiono più spesso nei nostri formulari sono il 17 01 07 per i miscugli di cemento, mattoni e ceramiche e il 17 09 04 per il misto da costruzione e demolizione. Il misto è il codice che costa di più: ogni cassone in cui piastrelle, cartongesso, legno e laterizio finiscono insieme viene tariffato al prezzo del materiale peggiore. Separare in cantiere è la voce su cui si risparmia senza vendere niente in più.

Ogni viaggio verso l'impianto autorizzato viaggia con il formulario di identificazione del rifiuto. La copia che torna firmata dall'impianto è la prova che quel carico è arrivato dove doveva, e va conservata: senza, il rifiuto risulta sparito e la responsabilità resta in capo a chi lo ha prodotto. Il formulario sta passando al digitale attraverso il RENTRI, il registro elettronico nazionale, con le scadenze fissate a partire dal 13 febbraio 2026 per i soggetti iscritti.

Le terre da scavo

Qui la regola cambia. Le terre e rocce da scavo non contaminate che restano nello stesso cantiere e vengono riutilizzate tal quali rientrano nel regime di esclusione previsto dall'articolo 24 del DPR 120/2017: non sono rifiuto, non vanno in discarica, non generano costo di conferimento. Le condizioni sono precise, il materiale deve essere non contaminato secondo l'allegato 4 dello stesso decreto, deve restare allo stato naturale e non deve subire trattamenti. Se sono rispettate, quella riga del preventivo scende a zero.

Quando la terra deve invece uscire dal cantiere e non ricade in nessuna delle strade previste dal decreto, torna rifiuto, in genere con il codice 17 05 04, e si conferisce in impianto autorizzato. In quel caso il conto si fa a tonnellata, non a metro cubo: un metro cubo di terra pesa da 1,5 a 1,8 tonnellate a seconda dell'umidità e del terreno. È il motivo per cui due preventivi apparentemente uguali possono differire di centinaia di euro sulla sola voce di smaltimento.

Ordini di Grandezza

Prezzi indicativi per tipo di intervento

Non pubblichiamo un listino: uno scavo di dieci metri in un cortile chiuso e uno in campo aperto non sono lo stesso lavoro. Questi sono gli ordini di grandezza con cui ragioniamo prima del sopralluogo.

InterventoOrdine di grandezzaCosa lo fa salire
Demolizione interna appartamento medio, tramezzi, massetti e rivestimentida 800 a 1.500 euro a corpoPiano alto senza ascensore, edificio abitato, lavoro a mano
Scavo con mini escavatore e operatore, nolo a caldoriferimento di mercato 50-70 euro l'ora, in genere a giornata o a corpoAccesso stretto, trasporto del mezzo, terreno bagnato
Conferimento terre da scavo non contaminate in impianto autorizzatocirca 17-20 euro a tonnellata, più il trasportoDistanza dell'impianto e numero di viaggi
Riuso in sito delle terre non contaminatenessun costo di conferimentoSolo se ricorrono le condizioni del DPR 120/2017
Conferimento misto da costruzione e demolizionepiù caro del materiale separatoCassone unico con piastrelle, legno e cartongesso insieme
Sopralluogo e preventivo scritto su Torino e cinturagratuitoFuori zona il sopralluogo è a pagamento e si scala dal preventivo

Come si legge la tabella. Sono nostri ordini di grandezza, non un listino e non una media di mercato: servono a orientarsi, non a firmare. Per convertire un volume in tonnellate si usa il fattore da 1,5 a 1,8 tonnellate per metro cubo. Il prezzo definitivo esce dal sopralluogo e arriva per iscritto, con compreso ed escluso.

Le regole che vengono prima

La sezione dedicata alle demolizioni del D.Lgs. 81/2008 non lascia margini su tre punti. Prima di iniziare va verificato lo stato di conservazione e di stabilità di quello che si demolisce, e in base a quella verifica vanno eseguiti rafforzamenti e puntellamenti contro i crolli non previsti. I lavori procedono con ordine e sotto la sorveglianza di un preposto. La successione delle operazioni va scritta in un programma inserito nel piano operativo di sicurezza, a disposizione degli organi di vigilanza.

Tradotto in cantiere: non si comincia dal muro più comodo. Si smonta dall'alto verso il basso, si toglie il carico prima dell'elemento che lo porta, e se una struttura deve restare in piedi durante la lavorazione la si punta prima, non dopo aver sentito uno scricchiolio.

Sul fronte scavi valgono le altre due regole che fanno la differenza tra un cantiere e un incidente: nessuno scende in una trincea non armata o non sagomata, e prima di aprire il terreno si verifica il tracciato dei sottoservizi. Chi conduce l'escavatore deve avere l'abilitazione prevista dall'accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012, aggiornata ogni cinque anni. Vale anche per il mini escavatore: la taglia della macchina non cambia l'obbligo.

Resta la verifica preventiva sui materiali. La presenza di amianto va accertata prima di toccare coperture, canne fumarie, tubazioni e vecchi rivestimenti, e in quel caso il lavoro passa a un'impresa abilitata con il proprio piano di lavoro. È una domanda che si fa in sopralluogo, non una voce che si aggiunge dopo.

Domande Frequenti

Quello che ci chiedono più spesso

Quanto costa una demolizione controllata a Torino?
Il costo dipende dal volume da demolire, dall'accessibilità e dai materiali presenti. Per un appartamento di medie dimensioni (demolizione tramezzi, massetti e rivestimenti) si parte da 800-1.500 euro. Per interventi più ampi o scavi esterni i costi vengono definiti dopo il sopralluogo. Preventivo sempre scritto e senza impegno.
Servono permessi per demolire o scavare?
Per demolizioni interne non strutturali spesso è sufficiente una comunicazione al Comune. Per demolizioni strutturali, scavi profondi o immobili vincolati servono autorizzazioni più specifiche. Vi assistiamo nell'identificare le pratiche necessarie, coordinandoci con il vostro tecnico (geometra o ingegnere).
Quanto tempo richiedono i lavori?
Una demolizione interna di 80-100 mq (tramezzi, massetti, rivestimenti) richiede in genere 2-4 giorni. Gli scavi variano molto in base alla profondità e alla lunghezza. Dopo il sopralluogo forniamo sempre una stima precisa dei tempi, in modo che possiate organizzare le altre fasi della ristrutturazione.
Come smaltite le macerie?
Il materiale di risulta viene caricato e conferito in discariche autorizzate. Gestiamo trasporto, formulari e bolle di conferimento. Lo smaltimento regolare è incluso nel servizio: non lasciamo macerie in cantiere ne le facciamo smaltire al cliente.
Lavorate anche su demolizioni parziali?
Sì. Molti cantieri riguardano interventi mirati: abbattimento di un solo tramezzo, rimozione del massetto in un solo locale, smontaggio dei rivestimenti in un bagno. Non è necessario demolire tutto l'appartamento. Lavoriamo anche su interventi piccoli, purché il cantiere sia organizzato correttamente.
Che misure di sicurezza adottate?
Prima di iniziare facciamo interdire le utenze coinvolte, installiamo puntellamenti dove necessario e delimitiamo il cantiere. Operiamo nel rispetto del D.Lgs. 81/2008. Controlliamo vibrazioni e polvere per limitare l'impatto sulle strutture e sugli ambienti adiacenti al cantiere.
Il mezzo entra nel mio cortile in collina?
Quasi sempre. Il mini escavatore pesa circa una tonnellata, ha il carro retrattile e passa da cancelli e porte di 80-90 cm, poi si allarga per lavorare stabile. Scava fino a 1,8 metri. Sopra quella quota o su grandi volumi serve un mezzo più grande, e ve lo diciamo in sopralluogo invece che a lavoro iniziato.
La terra di scavo posso tenerla in giardino?
Spesso sì, ed è la scelta più conveniente. Le terre non contaminate riutilizzate tal quali nello stesso cantiere rientrano nel regime di esclusione dell'articolo 24 del DPR 120/2017: non sono rifiuto e non generano costo di conferimento. Le condizioni vanno verificate caso per caso, ma quando ci sono quella voce del preventivo sparisce.
Perché lo smaltimento si paga a tonnellata?
Perché gli impianti autorizzati tariffano a peso, non a volume. Il conferimento delle terre non contaminate si aggira intorno a 17-20 euro a tonnellata, più il trasporto, e un metro cubo pesa da 1,5 a 1,8 tonnellate a seconda dell'umidità. Un preventivo espresso solo in metri cubi non vi dice quanto pagherete.
Chi guida l'escavatore ha l'abilitazione?
Sì. La conduzione di escavatori idraulici richiede l'abilitazione prevista dall'accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012, con aggiornamento ogni cinque anni. L'obbligo non dipende dalla taglia della macchina: vale anche per il mini escavatore, e chi lo racconta diversamente sta lavorando fuori regola.

Riferimenti normativi citati

Hai un muro da abbattere?

Descriveteci il lavoro e vi mandiamo un preventivo scritto senza impegno. Sopralluogo gratuito su Torino e provincia. Il sopralluogo resta gratuito se poi ci affidi il lavoro, a pagamento se serve solo per una pratica.

Chiama WhatsApp