Lavori Murari per Impianti
Servizio EDIL4

Assistenza Elettrica
a Torino

Apertura tracce, predisposizioni per condizionatori e impianti, chiusura e rasatura. Facciamo la parte edile, coordinandoci con il tuo elettricista. Nessun impianto a metà lavoro.

In sintesi

EDIL4 esegue la parte muraria degli impianti elettrici a Torino: tracce, nicchie per i quadri, fori per gli split, chiusure e rasature. L'impianto e la dichiarazione di conformità del DM 37/2008 restano all'elettricista abilitato. Ordini di grandezza dai nostri preventivi: da 120 a 220 euro le tracce di un locale, dai 4.500 euro l'assistenza completa di una ristrutturazione.

Il Servizio

Cosa facciamo concretamente

Quando si ristruttura una casa o si aggiorna un impianto elettrico, c'è sempre una parte di lavoro che non spetta all'elettricista: aprire le pareti, creare i percorsi per i cavi, installare i tubi corrugati, preparare le nicchie per i quadri e, a fine lavori, chiudere tutto e riportare le superfici allo stato originale. Questo è esattamente quello che facciamo noi.

EDIL4 si occupa dell'intera parte muraria a supporto degli impianti elettrici. Lavoriamo a stretto contatto con l'elettricista che hai scelto: il nostro compito è preparare il terreno prima che lui arrivi e sistemare tutto dopo che ha finito. In questo modo il cantiere avanza senza intoppi e senza che nessuno aspetti l'altro.

Operiamo principalmente su appartamenti in ristrutturazione, ville e piccoli uffici nel territorio di Torino e provincia. Abbiamo esperienza con impianti nuovi su strutture esistenti, rifacimenti completi e aggiornamenti parziali. Conosciamo bene i materiali tipici delle costruzioni piemontesi: intonaco civile, mattoni pieni, solai in laterocemento. Sappiamo dove si può fresare e dove bisogna procedere con più attenzione.

Le predisposizioni per i condizionatori sono una delle richieste più frequenti, soprattutto nella stagione primaverile. Eseguiamo il foro passante per il collegamento tra unità interna ed esterna, predisponiamo il canale di scarico della condensa e, se necessario, realizziamo il supporto a parete per l'unità esterna. Tutto questo prima che arrivi l'installatore del climatizzatore, in modo che il suo lavoro sia rapido e pulito.

Perché esiste un servizio dedicato solo a questo? Perché la parte muraria è quasi sempre il punto in cui un cantiere elettrico si inceppa. L'elettricista è attrezzato per cablare, non per demolire e ricostruire: quando deve occuparsi anche di tracce, chiusure e ripristini, il lavoro rallenta e la casa resta a metà. Nei cantieri dove la parte edile viene affidata a chi la fa di mestiere, la sequenza scorre: si apre, si passa, si chiude, si rasa, e il pittore trova le pareti pronte.

L'altro motivo è il ripristino. Aprire una traccia è facile, richiuderla in modo che dopo la tinteggiatura non si veda più dove passava è un'altra cosa. Serve la malta compatibile con l'intonaco esistente, la rete dove la traccia è larga, la rasatura tirata a filo. È la differenza fra una parete che a luce radente mostra la cicatrice del cavo e una che non racconta niente di quello che c'è dietro.

Cosa è incluso

  • Apertura tracce in pareti e soffitti
  • Fresatura con disco per tracce nette
  • Passaggio tubi corrugati e cavidotti
  • Predisposizioni per punti luce e prese
  • Nicchie per quadri elettrici
  • Fori passanti per condizionatori split
  • Predisposizione scarico condensa
  • Chiusura tracce con malta
  • Rasatura e preparazione superfici
  • Coordinamento diretto con l'elettricista
  • Smaltimento dei detriti prodotti

Importante: EDIL4 non è un'impresa elettrica e non esegue allacci, cablaggi o installazione di impianti. Ci occupiamo esclusivamente dei lavori murari. Per la parte impiantistica, il cliente si avvale del proprio elettricista di fiducia, che è anche l'unico soggetto che può rilasciare la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008.

Un solo interlocutore: se la parte edile è più ampia, tracce e predisposizioni entrano nel preventivo generale della ristrutturazione. Vale la pena saperlo prima: aprire le tracce insieme alle altre demolizioni e chiuderle insieme agli altri ripristini costa meno che farlo in un cantiere a parte, a casa abitata.

Quando Intervenire

I segnali di un impianto arrivato alla fine

Chi ci chiama quasi mai parte dall'impianto. Parte da una parete da aprire, da un condizionatore da montare, da una cucina che cambia posto. Poi, in sopralluogo, salta fuori che l'impianto è di quarant'anni fa. Questi sono i segnali che l'elettricista, una volta chiamato, guarderà per primi. Riconoscerli in anticipo serve a decidere il perimetro del lavoro murario prima di aprire il cantiere, non a metà.

Segnale 01

Prese a due poli senza terra

Le vecchie prese senza contatto di terra sono la firma di un impianto anteriore alla legge 46 del 1990. Il DM 37/2008, all'articolo 6 comma 3, considera adeguati gli impianti nelle abitazioni costruite prima del 13 marzo 1990 solo se hanno sezionamento e protezione dalle sovracorrenti all'origine, protezione contro i contatti diretti e indiretti oppure un differenziale da non più di 30 mA. Se manca la terra, quel requisito non c'è.

Segnale 02

Quadro con i fusibili a tappo

Un quadro fatto di portafusibili in ceramica, magari cresciuto negli anni con aggiunte una sopra l'altra, non ha né la selettività né lo spazio per i dispositivi di oggi. Il quadro nuovo occupa più posto: quasi sempre serve una nicchia più grande, e quella nicchia la facciamo noi.

Segnale 03

Cavi sotto intonaco senza tubo

Negli impianti più vecchi i conduttori corrono direttamente nell'intonaco, senza corrugato. Vuol dire che non sono sfilabili: per cambiare un cavo bisogna riaprire il muro. È il caso in cui l'adeguamento parziale diventa poco sensato e conviene ragionare sul rifacimento.

Segnale 04

Il differenziale che salta

Un salvavita che scatta quando parte il forno o la lavatrice segnala un impianto sottodimensionato per i consumi attuali, oppure una dispersione da cercare. In entrambi i casi la diagnosi non è nostra: è dell'elettricista abilitato, con gli strumenti di misura.

Segnale 05

Ciabatte e prolunghe ovunque

Se ogni stanza ha una ciabatta dietro un mobile, il problema non è l'ordine ma il numero di punti presa. Aggiungere punti significa nuove tracce e nuove scatole, ed è esattamente la lavorazione che decide quanto lavoro murario serve.

Segnale 06

Manca la dichiarazione di conformità

Al rogito o alla stipula di un affitto la sua assenza diventa un problema concreto. Per gli impianti realizzati prima del 27 marzo 2008 esiste la dichiarazione di rispondenza, rilasciata a posteriori da un professionista abilitato, prevista dall'articolo 7 comma 6 del DM 37/2008.

Nessuno di questi segnali si valuta a occhio da una foto. Chi decide se un impianto va adeguato o rifatto è l'impresa installatrice abilitata, con le verifiche strumentali. Quello che possiamo dire noi, in sopralluogo, è un'altra cosa altrettanto utile: quanta muratura comporta la soluzione che l'elettricista propone, dove le tracce si possono fare e dove conviene aggirare il muro. Se stai valutando l'intervento completo, il quadro di costi e norme è nella nostra guida al rifacimento dell'impianto elettrico a Torino.

Sei interventi, sei quantità di muratura diverse

Il lavoro murario non si misura in metri quadri di casa, ma in numero di punti e in metri lineari di traccia. Ecco le sei situazioni che incontriamo più spesso a Torino, dalla più leggera alla più impegnativa.

Sei barre in ordine crescente di lavoro murario. Un punto presa o punto luce aggiuntivo e la predisposizione per il climatizzatore sono interventi leggeri. Il nuovo quadro con la sua nicchia e l'adeguamento di una zona come cucina o bagno stanno a metà. Il rifacimento completo e l'impianto di livello superiore sono i più impegnativi, evidenziati in arancione. La barra misura la muratura da aprire e richiudere, che è la voce che fa il costo.Quanto muro si apreè lì che sta il costo, non nel cavoPunto presa o punto luceLeggeroPredisposizione climatizzatoreLeggeroNuovo quadro e nicchiaMedioAdeguamento di zonaMedioRifacimento completoImpegnativoImpianto di livello superioreImpegnativoIl lavoro non si misura in metri quadri di casama in metri di traccia da aprire e richiudere
Il lavoro elettrico non si misura in metri quadri di casa, ma in metri di traccia. La parte che costa non è il cavo: è il muro che si apre e si richiude.
Leggero

Punto presa o punto luce aggiuntivo

Una traccia breve dalla scatola di derivazione più vicina, una scatola nuova, chiusura e rasatura locale. Mezza giornata di lavoro, spesso abbinata ad altre lavorazioni per non aprire un cantiere per un solo punto.

Leggero

Predisposizione per climatizzatore

Foro passante nel muro perimetrale per le linee frigorifere, pendenza corretta per lo scarico condensa, staffaggio dell'unità esterna. Il collegamento frigorifero e quello elettrico restano all'installatore. Il dettaglio su questo intervento è nella pagina climatizzazione e condizionatori.

Medio

Nuovo quadro e nicchia

Il quadro moderno è più largo e più profondo del vecchio centralino. Si apre la nicchia, si verifica che il muro lo consenta, si predispone la canalizzazione verso il contatore e verso i circuiti. Poi si richiude a filo e si rasa.

Medio

Adeguamento di zona

Cucina e bagno sono le stanze dove i consumi sono cresciuti di più. Rifare i circuiti di questi due locali significa tracce sui tramezzi, spesso in laterizio forato, con attenzione alle piastrelle esistenti quando si vuole conservarle.

Impegnativo

Rifacimento completo

Tracce in tutte le stanze, scatole di derivazione nuove, dorsali dal quadro, chiusure e rasature su tutte le superfici aperte. È il lavoro che conviene fare insieme a una ristrutturazione: le tracce si aprono con le altre demolizioni e si chiudono con gli altri ripristini.

Impegnativo

Impianto di livello superiore

La norma CEI 64-8, nell'Allegato A introdotto dalla Variante V3 in vigore dal 1 settembre 2011, classifica gli impianti domestici in tre livelli di dotazione crescente. Il livello 3, quello con automazione e controllo, richiede molti più circuiti: più circuiti significa più tracce e più scatole, quindi più opera muraria.

La Scelta

Adeguamento parziale o rifacimento completo

È la domanda che divide il preventivo in due. La differenza non è solo di prezzo: cambia il tipo di cantiere, la durata, la possibilità di restare in casa e la quantità di pareti che finiranno da tinteggiare. Dal nostro lato, cioè da quello murario, la distinzione si legge così.

AspettoAdeguamento parzialeRifacimento completo
Perimetro murarioTracce limitate a uno o due locali, scatole aggiunte, quadro spesso sostituitoTracce in tutte le stanze, dorsali dal quadro, tutte le scatole rifatte
Durata della parte edile1-2 giorni3-6 giorni
Superfici da ritinteggiareLe pareti interessate dalle tracceDi fatto tutta la casa
Si può restare in casaQuasi semprePossibile, ma scomodo e più costoso
Quando ha sensoImpianto sano ma povero di punti, o solo cucina e bagno da potenziareCavi non sfilabili, quadro obsoleto, mancanza di terra, casa da ristrutturare comunque

Durate riferite a un appartamento fra 80 e 100 metri quadri, come parte muraria e senza contare i tempi dell'elettricista. Non comprendono la tinteggiatura, che è lavorazione a parte.

Il criterio pratico che usiamo in sopralluogo è semplice: se i cavi non sono sfilabili, ogni adeguamento parziale è denaro speso su un impianto che comunque andrà riaperto. In quel caso conviene mettere il rifacimento nel piano generale della casa, magari insieme al progetto di ristrutturazione o al rifacimento degli impianti idraulici, così le tracce si aprono e si chiudono una volta sola.

Il processo, passo dopo passo

Un cantiere ordinato dipende dalla sequenza corretta dei lavori. Ecco come gestiamo ogni intervento di assistenza elettrica, dalla prima telefonata alla consegna finale.

01
Coordinamento con l'elettricista

Prima di toccare una parete, ci confrontiamo con l'elettricista sul progetto dell'impianto: percorsi, posizioni delle scatole, profondità delle tracce. Se non hai ancora un elettricista, possiamo indicartene uno di fiducia.

02
Tracciatura

Sulla parete segniamo con precisione il percorso di ogni traccia, la posizione di ogni scatola e di ogni foro. Nessuna apertura viene eseguita senza che il tracciato sia stato verificato e condiviso.

03
Apertura tracce

Utilizziamo frese a disco per tracce precise e con il minimo materiale rimosso. Dove necessario, procediamo a scalpello per evitare vibrazioni eccessive su strutture delicate. Il materiale di risulta viene raccolto e portato via.

04
Predisposizioni

Posiamo i tubi corrugati nel percorso delle tracce, realizziamo le nicchie per le scatole e per il quadro, eseguiamo i fori per i condizionatori. A questo punto chiamiamo l'elettricista per il passaggio dei cavi.

05
Chiusura e rasatura

Dopo che l'elettricista ha terminato, chiudiamo tutte le tracce con malta compatibile con l'intonaco esistente. Rasiamo le superfici rendendole pronte per la tinteggiatura del vostro pittore.

Il Muro Comanda

Dove si può fresare e dove si cambia strada

Il percorso più corto sul disegno non è quasi mai quello giusto sul muro. Prima di accendere la fresa guardiamo che cosa stiamo per tagliare, perché una parete divisoria e un muro portante si comportano in modo opposto e perché la stessa traccia, fatta a dieci centimetri di distanza, può essere banale o pericolosa.

Murature portanti

Sui muri portanti si va in punta di piedi. La Circolare del 21 gennaio 2019 n. 7, applicativa delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2018, mette tracce e aperture nelle murature fra gli interventi che, indebolendo un elemento strutturale o il collegamento fra elementi diversi, possono favorire l'innesco di meccanismi di collasso locale. Tradotto in cantiere: niente tracce orizzontali lunghe, niente diagonali, profondità ridotta al minimo, e quando il percorso è obbligato si passa dal tecnico prima di toccare il muro. Torino è in zona sismica 3 dal 2020, dopo la classificazione della Regione Piemonte con la DGR 6-887 del 30 dicembre 2019: è un motivo in più per non trattare un muro portante come un tramezzo.

Tramezzi in laterizio forato

Sono la parete più comune nei condomini torinesi del dopoguerra, spesso di otto o dieci centimetri. Il forato si taglia bene, ma una traccia troppo profonda passa da parte a parte e ti ritrovi il buco nella stanza accanto. Qui la regola è fresa con doppio disco a profondità controllata, non scalpello a percussione, che sbrecciola i setti interni del mattone e allarga il danno.

Solai e soffitti

Nei solai in laterocemento la soletta e i travetti non si toccano. Se un punto luce deve arrivare al centro della stanza e non c'è un percorso esistente, la soluzione pulita quasi sempre non è la traccia: è un controsoffitto o una veletta in cartongesso, che ospita i corrugati senza intaccare la struttura e che si chiude in un giorno. Ne parliamo nella pagina sul controsoffitto in cartongesso.

Muri pieni, pietra e case di collina

Nelle ville e nelle cascine della collina torinese si incontrano mattoni pieni e muratura mista in pietra, spessi anche mezzo metro. Fresare è lento e produce molto materiale di risulta, ma il muro regge tracce che un forato non reggerebbe. È il caso in cui il costo si sposta sulle giornate e sullo smaltimento, non sui metri.

Quello che c'è già dentro il muro

Prima di aprire cerchiamo quello che non si vede: tubazioni del gas, colonne dell'acqua, vecchi cavi ancora in tensione, canne fumarie. Un rilevatore non sostituisce il buon senso, per questo l'ordine di lavoro corretto prevede che l'impianto vecchio sia messo fuori tensione dall'elettricista prima che noi tocchiamo la parete. Su questo non facciamo eccezioni.

Quattro case torinesi, quattro cantieri diversi

Gran parte del patrimonio residenziale di Torino è stato costruito fra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, e si vede nei muri prima ancora che nei quadri elettrici. Questi sono i quattro scenari che ci troviamo davanti più spesso.

Caso 01

Condominio anni 60-70

Struttura in cemento armato, tamponature in laterizio, tramezzi sottili, intonaco spesso a base gesso. L'impianto è sottodimensionato per i consumi di oggi e il contatore sta sul pianerottolo. Qui contano tre cose che non riguardano il muro: gli orari consentiti dal regolamento condominiale, l'ascensore per portare giù il materiale di risulta, la protezione delle parti comuni. Il contesto è quello che raccontiamo nella pagina sulla ristrutturazione degli appartamenti anni 60-70.

Caso 02

Villa in collina

A Pino Torinese, Pecetto, Baldissero e Chieri collina si lavora su murature spesse, locali interrati e impianti cresciuti per aggiunte successive. Spesso il quadro è ancora quello originale e la casa ha bisogno di alimentare anche l'esterno: illuminazione, cancello, presa per l'auto elettrica. Lì il lavoro non è solo traccia, è anche scavo del cavidotto interrato.

Caso 03

Sottotetto recuperato

Mansarde con struttura di copertura in legno e finiture in cartongesso: la muratura da fresare è poca, i corrugati corrono nell'intercapedine e nelle contropareti. Il lavoro si sposta dalla fresa al cartongesso, e la parte delicata diventa la tenuta all'aria e la posizione delle scatole rispetto all'isolante.

Caso 04

Negozio o ufficio in centro

Edifici storici, soffitti alti, volte, a volte vincoli sulle parti visibili. Si privilegiano percorsi non invasivi: controsoffitto, canalizzazioni a vista scelte con criterio, passaggi nei tramezzi non originali. E si lavora negli orari in cui l'attività è chiusa, perché la polvere della fresatura non convive con un locale aperto al pubblico.

Prezzi

Quanto costa, ordini di grandezza reali

Non pubblichiamo un listino, perché un listino su questo lavoro sarebbe finto: il prezzo dipende da quante scatole, quanti metri di traccia, che muro, che piano e se la casa è abitata. Pubblichiamo invece gli importi reali che sono usciti dai nostri preventivi passati, così hai un ordine di grandezza prima ancora di chiamarci.

LavorazioneOrdine di grandezzaCosa lo fa salire
Tracce a parete per un singolo localeda 120 a 220 €Muratura piena, tracce lunghe, piastrelle da conservare
Assistenza muraria e chiusura tracce, intervento parzialeda 470 a 780 €Numero di scatole, ripristini, trasporto delle macerie
Assistenza muraria completa, impianti elettrici e idricidai 4.500 €Metratura, numero di punti, livello di dotazione scelto
Intonaco premiscelato e rasatura a finireda 22 a 30 €/mqSoffitti, altezza dei locali, superfici irregolari
Muratura di scatole e bocchette ricollocatecirca 60 € cad.Numero di pezzi, tipo di supporto
Foro passante per climatizzatore splita misuraSpessore del muro, presenza di cappotto, quota di lavoro

Importi ricavati da preventivi EDIL4 già eseguiti e rivalutati, riportati come ordine di grandezza e non come listino. Sono al netto dell'IVA e si riferiscono alla sola parte muraria: l'impianto, i materiali elettrici e la certificazione sono dell'installatore. Il prezzo definitivo esce dal sopralluogo, gratuito su Torino e provincia se poi ci affidi il lavoro.

70-130 €/mq
Il riferimento 2026 per il rifacimento completo dell'impianto a norma, tutto compreso: materiali, manodopera dell'elettricista, opere murarie e certificazione
3 livelli
Le dotazioni previste per le abitazioni dall'Allegato A della norma CEI 64-8. Più sale il livello, più circuiti servono e più opera muraria comporta
10%
L'aliquota IVA agevolata sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria negli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, prevista dall'articolo 7 comma 1 lettera b della legge 488/1999

Le tre cose che spostano davvero il preventivo

La prima è il numero di punti, non i metri quadri della casa: un bilocale con impianto di livello alto può comportare più tracce di un trilocale con dotazione base. La seconda è il tipo di muro, perché la stessa traccia in un forato e in un mattone pieno non impiega lo stesso tempo. La terza è il contesto: casa abitata, piano alto senza ascensore comodo, orari condominiali stretti e necessità di proteggere pavimenti e mobili aggiungono giornate, e le giornate sono l'unico costo che non torna indietro.

Un'ultima voce che spesso nei preventivi scompare e poi ricompare in fattura: lo smaltimento. Il materiale di risulta della fresatura va raccolto, trasportato e conferito. Nei nostri preventivi è dentro, e quando è dentro si vede scritto.

Fisco e Documenti

Detrazioni 2026 e carte che restano

Le opere murarie collegate a un intervento di recupero del patrimonio edilizio seguono il trattamento fiscale dell'intervento principale. Per il 2026 il quadro è questo, e conviene conoscerlo prima di firmare, perché alcune scelte si fanno al momento del pagamento e non si recuperano dopo.

I documenti che devono restare al cliente

A fine lavori la casa deve avere le sue carte, e non sono le nostre. La dichiarazione di conformità prevista dall'articolo 7 del DM 22 gennaio 2008 n. 37 la rilascia l'impresa installatrice abilitata: attesta che l'impianto è eseguito a regola d'arte e serve alla vendita e all'affitto. Se l'impianto è anteriore al 27 marzo 2008 e la dichiarazione non esiste più, la strada è la dichiarazione di rispondenza dell'articolo 7 comma 6, firmata a posteriori da un professionista con i requisiti di legge.

C'è poi il caso in cui serve un progetto firmato da un professionista iscritto all'albo. L'articolo 5 comma 2 del DM 37/2008 lo impone per le utenze condominiali e per le utenze domestiche di singole unità abitative con potenza impegnata superiore a 6 kW oppure con superficie superiore a 400 metri quadri. Sotto quelle soglie il progetto può essere redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice.

Sulla pratica edilizia: rifare l'impianto elettrico rientra di norma nella manutenzione e non richiede un titolo edilizio dedicato, ma il quadro cambia se l'intervento tocca tramezzi, aperture o distribuzione interna. Quando il dubbio c'è, si verifica prima di aprire il cantiere: il confronto fra i titoli è nella pagina su CILA e SCIA a Torino.

Domande Frequenti

Quello che ci chiedono più spesso

Cosa include esattamente l'assistenza elettrica?
EDIL4 esegue tutti i lavori murari necessari all'impianto: apertura delle tracce, passaggio dei tubi corrugati, predisposizioni per scatole e quadri, fori per condizionatori, chiusura delle tracce a fine lavori e rasatura delle pareti. Non effettuiamo allacci o installazioni elettriche.
Come funziona il coordinamento con il mio elettricista?
Prendiamo contatto direttamente con il tuo elettricista per concordare il tracciato e la sequenza dei lavori. Apriamo le tracce, lui passa i cavi, noi chiudiamo e rasiamo. Se ancora non hai un elettricista, possiamo consigliarti professionisti con cui collaboriamo regolarmente a Torino.
Quanto tempo richiedono i lavori?
Per un appartamento di 80-100 mq, l'apertura delle tracce richiede in genere 1-2 giorni. La chiusura e la rasatura, da eseguirsi dopo il passaggio dei cavi, richiedono altri 1-2 giorni. I tempi esatti dipendono dal numero di punti luce e dalla complessità dell'impianto.
Fate anche predisposizioni per condizionatori?
Sì. Realizziamo il foro passante per il tubo di raccordo tra unità interna ed esterna, il canale di scarico condensa e, se richiesto, il supporto a parete per l'unità esterna. La parte elettrica e il gas refrigerante restano a carico del vostro installatore di climatizzazione.
Le pareti tornano come prima dopo la chiusura delle tracce?
Chiudiamo le tracce con malta e rasiamo le superfici in modo da renderle uniformi e pronte per il pittore. Non eseguiamo tinteggiature, ma consegniamo le pareti in uno stato tale che un normale ciclo di pittura le riporti al loro aspetto originale senza che si vedano le tracce.
Operate in tutta la provincia di Torino?
Sì. Lavoriamo su Torino città e provincia: Chieri, Moncalieri, Nichelino, Collegno, Grugliasco, Settimo Torinese e i comuni limitrofi. Contattateci per verificare la disponibilità nella vostra zona e ricevere un preventivo gratuito.
Quanto costa aprire e chiudere le tracce a Torino?
Dai nostri preventivi: da 120 a 220 euro per le tracce di un singolo locale, da 470 a 780 euro per assistenza e chiusura su un intervento parziale, dai 4.500 euro per l'assistenza completa di una ristrutturazione integrale. La rasatura va da 22 a 30 euro al metro quadro. Ordini di grandezza al netto dell'IVA, non un listino: il prezzo esce dal sopralluogo.
Si possono fare tracce in un muro portante?
Non con la libertà di un tramezzo. La Circolare 21 gennaio 2019 n. 7, applicativa delle NTC 2018, mette tracce e aperture nelle murature fra gli interventi che indeboliscono gli elementi strutturali e i loro collegamenti. In cantiere significa niente tracce orizzontali o diagonali, profondità minima, e parere di un tecnico se il percorso è obbligato. Spesso conviene aggirare il muro: pavimento, battiscopa, controsoffitto.
Serve una pratica edilizia per rifare l'impianto elettrico?
Il rifacimento dell'impianto rientra di norma nella manutenzione e non richiede un titolo edilizio dedicato, ma serve l'impresa abilitata che rilascia la dichiarazione di conformità del DM 37/2008. La pratica scatta quando si toccano tramezzi, aperture o distribuzione interna. Il dubbio si scioglie prima di aprire il cantiere, non dopo.
Si può abitare in casa mentre si aprono le tracce?
Sì, ed è il caso più frequente quando si rifà solo l'impianto. La fresatura produce molta polvere fine: lavoriamo con aspirazione collegata alla fresa, teli sui passaggi e sui mobili, lavorazioni rumorose in giornate concordate. A casa abitata il costo in proporzione sale, perché protezioni e pulizie portano via tempo.
Chi rilascia la certificazione dell'impianto a fine lavori?
L'impresa installatrice abilitata, non l'impresa edile. Il documento è la dichiarazione di conformità dell'articolo 7 del DM 37/2008 e va conservato: serve alla vendita e all'affitto. Per gli impianti anteriori al 27 marzo 2008 e privi di dichiarazione esiste la dichiarazione di rispondenza, firmata a posteriori da un professionista abilitato.
I lavori murari per l'impianto rientrano nella detrazione?
Le opere murarie collegate a un intervento di recupero edilizio seguono la sorte dell'intervento principale. Nel 2026 la detrazione è al 50% per il proprietario che interviene sull'abitazione principale e al 36% negli altri casi, su 96.000 euro per unità immobiliare, in dieci quote annuali. Pagamento con bonifico parlante, ritenuta dell'11%. La valutazione spetta al commercialista.
Approfondimenti

Da leggere prima di decidere

Fonti e riferimenti normativi di questa pagina

Norma CEI 64-8, Allegato A "Ambienti residenziali, prestazioni dell'impianto", introdotto dalla Variante V3 pubblicata nel marzo 2011 ed entrata in vigore il 1 settembre 2011, per i tre livelli di dotazione. Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37, articolo 5 comma 2 per l'obbligo di progetto, articolo 6 comma 3 per gli impianti nelle abitazioni anteriori al 13 marzo 1990, articolo 7 per la dichiarazione di conformità e la dichiarazione di rispondenza. Norme Tecniche per le Costruzioni, DM 17 gennaio 2018, e Circolare del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici 21 gennaio 2019 n. 7, per gli effetti di tracce e aperture sulle murature portanti. Regione Piemonte, DGR n. 6-887 del 30 dicembre 2019, per la classificazione sismica di Torino in zona 3. Articolo 16-bis del DPR 917/86 e informazioni dell'Agenzia delle Entrate per la detrazione sul recupero del patrimonio edilizio, le aliquote 2026 e la ritenuta dell'11% sul bonifico dedicato, in vigore dal 1 marzo 2024. Articolo 7 comma 1 lettera b della legge 488/1999 per l'IVA agevolata al 10%. Gli importi in tabella provengono da preventivi eseguiti da EDIL4 e sono riportati come ordine di grandezza, non come listino.

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