Dal 2013 la legge impone lo scarico dei fumi sopra il tetto e vieta le canne fumarie a parete, anche per le stufe a pellet di piccola potenza. Il comignolo deve uscire dalla zona di reflusso e superare il colmo di almeno un metro. Non è un dettaglio impiantistico: è un intervento edile sul tetto, e va progettato prima di comprare la stufa.
Chi compra una stufa a legna o a pellet di solito ragiona sulla stufa. Poi scopre che la parte complicata e costosa è quello che sta sopra: la canna fumaria, il passaggio nel tetto e il comignolo. E che su questo la legge non lascia margini di interpretazione.
La Regola che Sorprende Quasi Tutti
La Legge 90 del 2013 impone lo scarico dei fumi a tetto e vieta canne fumarie e condotti a parete. Per gli apparecchi a combustibile solido fino a 35 kW, che comprende praticamente tutte le stufe domestiche a legna e a pellet, la norma tecnica UNI 10683 esclude la possibilità di scaricare a parete: lo scarico deve sempre uscire sopra il tetto dell'edificio.
Vuol dire che il tubo che esce dal muro e si ferma lì, quello che si vede ancora su molte case vecchie, oggi non è più installabile. E che mettere una stufa in una stanza al piano terra di una casa a tre piani comporta far passare una canna fumaria per tutta l'altezza dell'edificio.
La stufa si compra dopo, non prima
L'errore più costoso che vediamo è comprare la stufa e poi chiamare qualcuno per la canna fumaria. Se il percorso non è realizzabile o costa più della stufa stessa, la spesa è già fatta. Il percorso della canna fumaria va verificato prima dell'acquisto, perché è quello che decide se l'intervento ha senso e quanto costa davvero.
Dove Deve Uscire, e Perché
La quota di sbocco deve trovarsi fuori dalla zona di reflusso, che si calcola traslando in verticale di 1,30 metri l'estradosso della copertura. Una sentenza del Consiglio di Stato ha confermato che il comignolo va innalzato almeno un metro oltre il colmo, cioè il punto più alto del tetto.
Non è burocrazia: la zona di reflusso è la fascia dove il vento, incontrando la falda, crea turbolenze che rispingono i fumi verso il basso. Un comignolo troppo basso non è solo fuori norma, tira male e affumica la casa nelle giornate di vento.
Il comignolo va anche tenuto a distanza adeguata da lucernari, finestre e da qualsiasi altro ostacolo che possa interferire con l'evacuazione dei fumi.
Cosa Facciamo Noi e Cosa Fa l'Installatore
Verifica del percorso, prima di tutto
Si guarda dove può passare la canna, quali solai attraversa, dove esce sul tetto e se rispetta le distanze dal colmo e dalle aperture. È il passaggio che dice se il progetto è fattibile e quanto costa.
Passaggi nei solai e nella copertura
Ogni attraversamento è un intervento edile: foro, ripristino, e soprattutto le distanze di sicurezza dai materiali combustibili, che su un solaio o un tetto in legno sono la parte critica.
Il punto di uscita e la tenuta all'acqua
Il foro sul tetto è un buco fatto apposta in una superficie che deve restare impermeabile. Il raccordo, la scossalina e il ripristino del manto sono la parte che decide se tra due anni avrai un'infiltrazione attorno alla canna.
Comignolo e finitura
Si monta il terminale all'altezza corretta e si chiude il lavoro. La certificazione dell'impianto e il collegamento della stufa spettano all'installatore abilitato, non a noi.
Due mestieri, due responsabilità
La parte edile, cioè i passaggi, il foro sul tetto, il ripristino dell'impermeabilizzazione e il comignolo, la facciamo noi. La scelta della sezione, il materiale della canna, il collegamento all'apparecchio e la dichiarazione di conformità competono all'installatore termotecnico abilitato. Sono due firme diverse e serve che parlino tra loro prima di iniziare, non dopo.
Mandaci una foto della stanza dove vuoi mettere la stufa e una del tetto vista da fuori, possibilmente dal lato dove pensavi di far uscire la canna. Con quelle ti diciamo in giornata se il percorso è semplice o se conviene ripensarlo prima di comprare.
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