Un castello documentato dal 1047 come presidio militare e un campanile che richiama le cento torri di Chieri. Sotto, cascine bianche recuperate una alla volta.
Pavarolo sta sulla collina tra Torino e Chieri, all'ombra della basilica di Superga. Il paese è dominato dalla mole del castello, dal campanile e dalla chiesa di Santa Maria dell'Olmo. Il castello nelle forme attuali risale ai primi decenni del Trecento, ma è documentato già nel 1047, quando l'imperatore Enrico III di Franconia ne confermò il possesso ai canonici torinesi di San Solutore: era un presidio militare e una fortificazione difensiva.
Il campanile richiama una delle cento torri del comune di Chieri, e questo dice molto sul tipo di costruito: muratura pensata per durare e per difendere, non per essere leggera. Nel nucleo antico gli edifici sono addossati e i passaggi stretti, perché nascono con quella logica.
C'è poi un'altra Pavarolo, quella delle cascine. Nel 1930 il pittore Felice Casorati e sua moglie Daphne Maugham comprarono una cascina bianca con giardino nel centro del paese come rifugio estivo: oggi quello studio è un museo aperto al pubblico. Quella scelta racconta un fenomeno più ampio, cioè il recupero delle cascine di collina come seconde case, che qui va avanti da quasi un secolo e che porta con sé un tipo di lavoro molto preciso.
Pavarolo si legge per nuclei, non per tipologie. Le situazioni ricorrenti sono queste.
Il centro conserva l'impianto attorno al castello e alla chiesa di Santa Maria dell'Olmo, con edifici addossati, muratura portante spessa e passaggi nati per la difesa.
I lavori tipici sono l'umidità nei piani terra, che qui arriva dal terreno a monte e non dalla risalita, e lo smaltimento delle acque nei cortili interni. L'accesso va sempre verificato prima.
Le cascine sparse sulla collina sono state recuperate a ondate da chi lavora a Torino e cerca la collina, un fenomeno che qui dura da quasi un secolo.
Il lavoro ricorrente è il consolidamento di murature vecchie, il rifacimento dei solai in legno e la gestione dell'acqua attorno all'edificio, quasi mai affrontata alla costruzione.
Le case fuori dal centro hanno quasi sempre giardino in pendenza verso valle e accesso in salita.
Muri di sostegno che si spanciano, vialetti che cedono, drenaggi mai fatti: sono le tre cose che vediamo più spesso su questo tipo di terreno.
Prezzi indicativi per Pavarolo. Siamo a pochi minuti da Chieri, quindi nessun costo di trasferta e sopralluogo gratuito.
L'acqua che scende dal versante va intercettata prima della casa, con dreno, geotessile e tubo che finisce in un punto di raccolta reale.
Scavo, fondazione e strato drenante dietro il muro. Il dreno decide la durata, non lo spessore del calcestruzzo.
Trincee, livellamenti, basamenti, allacci. Il mezzo passa da aperture di ottanta o novanta centimetri e lavora nei cortili chiusi del nucleo storico.
Quello che c'è sotto non si deduce da sopra. Uno o due saggi mirati costano poco e tolgono di mezzo la variabile più cara.
Autocarro nostro con documentazione in regola, conferimento quotato a parte.
Case e appartamenti chiavi in mano, con un solo preventivo e un solo referente.