In sintesi

Raccogliere e riusare l'acqua piovana per usi non potabili, come irrigazione e scarico del WC, è libero e non richiede licenza o concessione. Il manufatto invece comporta scavo e in molti comuni un titolo edilizio. Per un giardino di 200 mq il volume tipico è 5.000-10.000 litri. La regola che non si può violare è la separazione totale dalla rete dell'acqua potabile: nessuna commistione, mai. Per un uso serio l'interramento batte il serbatoio fuori terra, perché non occupa spazio e mantiene l'acqua fresca al riparo dalla luce.

Ogni estate arriva la stessa domanda: l'orto ha sete, il prato ha sete, e l'acqua del rubinetto costa e non è nemmeno la scelta più sensata per irrigare. La risposta più semplice è sempre lì sopra, sul tetto, e finisce quasi sempre nel tombino invece che nella cisterna.

Raccogliere l'acqua piovana non è una moda ambientalista: è una fonte gratuita che oggi va per lo più sprecata, e con i temporali sempre più intensi degli ultimi anni tenerla in un serbatoio invece che scaricarla tutta in fognatura in un colpo solo fa bene anche al sistema fognario del quartiere.

Uso libero
Accumulare acqua piovana per usi non potabili non richiede licenza né concessione di derivazione
Mai potabile
La rete raccolta e quella dell'acquedotto devono restare separate, senza nessun punto di commistione
5.000-10.000 litri
Il volume tipico per un giardino di 200 mq, fra siepi e prato

Cosa Puoi Fare Senza Chiedere Permesso a Nessuno

L'accumulo di acque piovane in invasi e cisterne al servizio di un edificio a uso civile è libero, e non richiede licenza o concessione di derivazione d'acqua. Il riuso per usi non potabili, cioè irrigazione, lavaggio di piazzali e cortili, alimentazione dello scarico del WC, è consentito senza autorizzazioni specifiche, a una condizione chiara e non negoziabile: nessuna commistione con la rete idrica potabile.

Quello che invece non è libero è il manufatto in sé. Una cisterna interrata comporta scavo, dimensionamento tecnico e, in molti comuni, una comunicazione o un titolo edilizio. È qui che il progetto smette di essere "compro un serbatoio e lo interro" e diventa un lavoro vero.

La commistione è il rischio che nessuno vede finché non è già successo

Se l'impianto di irrigazione o di scarico del WC alimentato dalla cisterna finisce per collegarsi, anche per errore o per un allaccio fatto male, con la rete dell'acquedotto, il rischio è sanitario, non solo formale. L'acqua raccolta dal tetto non è potabile e può contaminare la rete pubblica se il collegamento non è progettato con le dovute cautele, come le valvole di non ritorno e la separazione fisica dei circuiti.

Come Si Dimensiona una Cisterna

01

Calcolo della superficie di raccolta

Conta la superficie del tetto proiettata in pianta, non quella reale della falda inclinata. Da lì si stima quanta acqua arriva in un anno medio, e quanta in un temporale forte, che è il dato che decide anche il troppopieno.

02

Filtro delle prime piogge

Le prime acque che lavano il tetto portano con sé polvere, foglie e residui. Un filtro o un separatore di prima pioggia le scarta prima che entrino in cisterna, altrimenti l'acqua accumulata si sporca e si ripulisce da sola nel tempo, con cattivo odore.

03

Scavo e posa del serbatoio

Per un giardino di 200 mq con siepi e prato, il volume tipico è fra 5.000 e 10.000 litri. La cisterna va posata su un piano stabile, con le distanze corrette da fondazioni e confini, e con un pozzetto d'ispezione accessibile per la manutenzione futura.

04

Pompa, troppopieno e collegamento separato

La pompa alimenta l'impianto di irrigazione o lo scarico del WC. Il troppopieno va collegato alla rete di smaltimento delle acque piovane, non a quella nera. È il punto in cui i due impianti devono restare visibilmente, fisicamente separati dall'acqua potabile.

Prima di scegliere il volume, conta i giorni senza pioggia

Il dimensionamento giusto non è solo "quanta acqua cade in un anno": è quanta ne serve nelle settimane secche, quando la pioggia non arriva e l'irrigazione diventa quotidiana. Una cisterna troppo piccola si svuota proprio quando serve di più, e a quel punto l'investimento non ha reso quanto poteva.

Serbatoio Fuori Terra o Interrato: Non È Solo Una Scelta di Spazio

Un bidone da duecento o trecento litri appoggiato accanto al pluviale non richiede nessun permesso e costa poche decine di euro, ma copre a malapena qualche annaffiatura. Per un uso serio, l'interramento è quasi sempre la scelta giusta: occupa zero superficie visibile, mantiene l'acqua fresca e al riparo dalla luce, che altrimenti favorisce le alghe, ed è l'unica soluzione che regge un volume di 5.000 litri o più senza diventare un ingombro nel giardino.

Il rovescio della medaglia è che l'interramento è un lavoro di scavo vero, con tutto quello che comporta: verificare cosa c'è già nel sottosuolo, valutare l'accesso per il mezzo, e prevedere un pozzetto d'ispezione che resti raggiungibile anche dopo che il giardino è stato sistemato sopra.

Serve un permesso per installare una cisterna interrata per l'acqua piovana?
L'accumulo e il riuso per usi non potabili sono liberi e non richiedono licenza o concessione di derivazione. Il manufatto in sé, però, comporta scavo e in molti comuni una comunicazione o un titolo edilizio: va verificato prima di scavare.
Posso usare l'acqua piovana raccolta anche per bere o cucinare?
No. È consentito solo per usi non potabili: irrigazione, lavaggio di cortili e piazzali, alimentazione dello scarico del WC. La rete raccolta deve restare sempre separata da quella dell'acquedotto, senza nessun punto di commistione.
Che volume di cisterna serve per un giardino normale?
Per un giardino di circa 200 metri quadri fra siepi e prato, il volume tipico è fra 5.000 e 10.000 litri. Il dimensionamento va comunque fatto sulla superficie del tuo tetto e sulle settimane senza pioggia, non solo sulla media annuale.
Meglio un serbatoio fuori terra o interrato?
Dipende dal volume che ti serve. Per pochi litri un bidone fuori terra basta e non richiede lavori. Per un uso serio, dai 5.000 litri in su, l'interramento è quasi sempre la scelta giusta: non occupa spazio visibile e mantiene l'acqua fresca al riparo dalla luce.
Cosa succede se l'acqua piovana raccolta si mescola con quella dell'acquedotto?
È il rischio più serio dell'impianto, perché l'acqua piovana non è potabile e può contaminare la rete pubblica. Per questo l'impianto va progettato con separazione fisica dei circuiti e valvole di non ritorno, non collegato a occhio.
Serve un filtro prima che l'acqua entri in cisterna?
Sì, un filtro o un separatore di prima pioggia scarta l'acqua che lava il tetto, carica di polvere e foglie. Senza, l'acqua accumulata si sporca e sviluppa cattivo odore nel tempo.
Dove va collegato il troppopieno della cisterna?
Alla rete di smaltimento delle acque piovane, mai a quella delle acque nere. È un altro punto in cui la separazione fra i due sistemi deve restare netta.
Quanto costa realizzare una cisterna interrata con tutto l'impianto?
Dipende dal volume, dalla profondità di scavo e dall'accessibilità del cantiere per il mezzo. Mandaci le misure del tuo giardino e la superficie del tetto: ti diamo un ordine di grandezza in giornata.

Mandaci le misure del tuo giardino e la superficie del tetto: ti diciamo il volume giusto per la cisterna e come si integra con l'impianto di irrigazione, in giornata.

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