In sintesi

In Piemonte l'autunno è tra le stagioni più piovose dell'anno, e ottobre nel 2024 è stato il mese più piovoso in assoluto con 296 millimetri. Settembre è il momento giusto per guardare il tetto, e bastano sei controlli. Ma il punto che quasi tutti saltano non è sul tetto: è a terra. Un tetto perfetto che scarica l'acqua contro le fondazioni fa più danni di qualche coppo rotto.

La manutenzione del tetto ha un problema di tempismo: si pensa a farla quando piove, cioè esattamente quando non si può salire e quando chiunque sappia fare quel lavoro è già occupato altrove.

Il momento è adesso. In Piemonte l'autunno concentra buona parte delle precipitazioni dell'anno: nel 2024 ottobre è risultato il mese più piovoso con 296,3 millimetri, e nell'autunno 2019 il solo novembre aveva registrato 327,6 millimetri medi, oltre la metà della pioggia dell'intera stagione. Sono eventi concentrati, non pioggia distribuita: il tetto e il sistema di smaltimento vengono messi alla prova tutti insieme, in pochi giorni.

I Sei Controlli, e Cinque Si Fanno da Terra

Non serve salire sul tetto per la maggior parte di questi controlli, e non conviene farlo: la caduta dall'alto resta la prima causa di infortunio grave nell'edilizia, e un coppo rotto non vale il rischio. Con un binocolo dal giardino e mezz'ora si vede quasi tutto.

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I coppi e le tegole, guardati col binocolo

Dal giardino o da una finestra vicina, osserva la superficie cercando elementi rotti, scheggiati o visibilmente spostati. Guarda in particolare le file lungo il colmo e quelle sui bordi, che sono le più esposte al vento. Un coppo spostato non fa entrare acqua subito, ma la fa entrare al primo temporale con vento contrario.

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Le grondaie, guardate mentre piove

È il controllo più efficace e richiede solo di affacciarsi durante un acquazzone. Se l'acqua trabocca dai bordi della grondaia invece di scorrere verso il pluviale, la grondaia è piena di foglie e detriti. La pulizia va fatta almeno una volta l'anno, e in presenza di alberi vicini anche due.

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Le scossaline e le sigillature attorno ai punti critici

Comignoli, lucernari, antenne e sfiati sono i punti dove il tetto viene interrotto, e quindi dove entra l'acqua. Le sigillature invecchiano e si crepano, le scossaline metalliche si staccano. Sono la causa di infiltrazione più frequente in assoluto, molto più dei coppi.

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Il sottotetto, con una torcia

Sali in soffitta in una giornata di sole e spegni la luce: se vedi punti di luce dal tetto, hai trovato i buchi. Poi accendi la torcia e guarda le travi e il tavolato cercando macchie scure, aloni o legno che cambia colore. Una macchia asciutta parla di un'infiltrazione vecchia, una scura e fredda parla di una attiva.

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I soffitti dell'ultimo piano

Guarda gli angoli e i perimetri delle stanze sotto il tetto. Le macchie di umidità e le crepe che seguono una linea sono segnali che l'acqua sta arrivando dentro. Anche qui vale la distinzione tra macchia con bordo netto e alone biancastro, che è vecchia, e macchia sfumata e fredda, che è attiva.

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Dove finisce l'acqua dei pluviali

Questo è il controllo che quasi nessuno fa, ed è quello che ci fa lavorare di più. Segui il pluviale fino a terra e guarda dove va. Se scarica sul terreno contro il muro, o entra in un pozzetto di cui nessuno sa dove porti, hai trovato il problema più costoso del sistema, e non è sul tetto.

Il conto che spiega perché l'ultimo punto è il più importante

Un tetto di cento metri quadrati, sotto una pioggia da cinquanta millimetri, raccoglie cinque metri cubi d'acqua, cioè cinquemila litri. Quell'acqua non sparisce: viene concentrata in due o tre pluviali e consegnata a terra in pochi punti.

Se quei punti sono contro il muro, stai versando migliaia di litri sulle fondazioni ogni volta che piove forte, per decenni. Nessuna impermeabilizzazione è progettata per lavorare in quelle condizioni per sempre, ed è il motivo per cui tante cantine umide non si risolvono lavorando sul muro: il muro è la vittima, non la causa.

Cosa È Urgente e Cosa Può Aspettare

Situazione Quando intervenire
Coppi rotti o spostati, macchie attive nel sottotetto Prima delle piogge. L'acqua che entra bagna la struttura in legno, e il legno bagnato non torna come prima
Grondaie intasate, pluviali otturati Prima delle piogge. È il lavoro che costa meno di tutti e quello che evita i danni più cari
Pluviale che scarica contro il muro Prima delle piogge. Si risolve a terra, con un pozzetto e una linea di smaltimento
Sigillature screpolate attorno al comignolo Prima delle piogge se sono aperte, altrimenti può attendere la primavera
Coppi con qualche muschio, aspetto invecchiato Può aspettare. È estetica, non funzione, salvo che il muschio trattenga acqua sui bordi
Travi con macchia scura e legno che cede al tatto Subito, e serve un tecnico. Non è manutenzione, è una questione strutturale

Non salire sul tetto per controllare

La caduta dall'alto è la prima causa di infortunio mortale in edilizia, e succede più spesso su interventi piccoli che su cantieri veri, proprio perché sui lavori piccoli nessuno si attrezza. Un coppo si sposta sotto il piede senza preavviso, e il coperto di un edificio vecchio può cedere in punti che da sopra sembrano identici agli altri. Cinque dei sei controlli si fanno da terra, e il sesto si fa dalla soffitta. Se serve salire, quello è il momento in cui si chiama qualcuno.

Il Legame tra il Tetto e il Terreno

Vale la pena chiudere sul punto che lega le due metà del problema, perché è quello che vediamo sbagliato più spesso.

Il tetto è un sistema di raccolta. Serve a prendere l'acqua che cade su una superficie grande e a portarla via da un edificio. Ma il sistema non finisce alla grondaia: finisce nel punto in cui quell'acqua viene consegnata al terreno, e quel punto sta a terra, dove nessuno guarda mai.

Per questo un intervento di rifacimento del tetto che non guarda anche i pluviali, i pozzetti e le pendenze del terreno attorno alla casa è un lavoro fatto a metà. Costa molto, funziona per la parte alta, e lascia intatto il problema che sta creando le macchie in cantina.

Quando conviene fare il controllo del tetto?
Idealmente due volte l'anno, in autunno e in primavera. Se lo fai una volta sola, falla a settembre: in Piemonte l'autunno concentra buona parte delle precipitazioni, e nel 2024 ottobre è stato il mese più piovoso dell'anno con 296,3 millimetri.
Posso controllare il tetto da solo?
Cinque controlli su sei sì, e senza salire: coppi col binocolo da terra, grondaie guardate mentre piove, scossaline dal basso, sottotetto con la torcia e soffitti dell'ultimo piano. Salire sul tetto non conviene: è la situazione in cui avvengono la maggior parte degli infortuni gravi, e succede più sui lavoretti che sui cantieri.
Ogni quanto vanno pulite le grondaie?
Almeno una volta l'anno, e due se ci sono alberi vicini che perdono le foglie sul tetto. È l'intervento che costa meno in assoluto ed è quello che previene i danni più cari, perché una grondaia che trabocca scarica l'acqua lungo il muro invece che nel pluviale.
Ho una macchia sul soffitto dell'ultimo piano. È per forza il tetto?
Non necessariamente. Può essere infiltrazione dal tetto, ma anche condensa, che nei sottotetti poco ventilati è molto comune. La differenza si vede dall'andamento: l'infiltrazione peggiora dopo la pioggia e segue un percorso, la condensa è più diffusa e peggiora con il freddo e con la casa chiusa.
Il pluviale scarica a terra contro il muro. È un problema grave?
È il problema più sottovalutato che vediamo. Un tetto di cento metri quadrati con cinquanta millimetri di pioggia raccoglie cinquemila litri, e li consegna tutti in due o tre punti. Se quei punti sono contro le fondazioni, l'acqua entra nel terreno esattamente dove non deve. Si risolve a terra, con un pozzetto e una linea di smaltimento verso un punto di raccolta reale.
Quanto costa il controllo?
Su Torino e provincia il sopralluogo è gratuito. Se poi serve intervenire, ti diamo il prezzo prima con le voci separate, così puoi decidere cosa fare adesso e cosa rimandare. Molti dei problemi che troviamo in questa stagione si risolvono in una giornata.

Se il tuo tetto non lo guarda nessuno da qualche anno, settembre è il mese giusto. Mandaci due foto, una del tetto da terra e una del punto dove il pluviale arriva a terra, e ti diciamo se c'è qualcosa da chiudere prima delle piogge.

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