Il marciapiede perimetrale è una fascia di pavimentazione larga tra i sessanta e i cento centimetri costruita tutto attorno alla casa, con una pendenza dell'uno o due per cento verso l'esterno. Serve ad allontanare la pioggia dalla fondazione prima che entri nel terreno addossato al muro. Costa una frazione di uno scavo con impermeabilizzazione e in una parte dei casi risolve il problema da solo. Fatto male, invece, diventa una vasca che raccoglie acqua contro il muro e peggiora la situazione di partenza.
È l'opera meno appariscente che esista e viene quasi sempre trattata come una finitura. In realtà fa un lavoro preciso: intercetta l'acqua che cade nella fascia immediatamente attorno all'edificio e la porta via prima che possa infiltrarsi verso la fondazione.
Il ragionamento è banale ma vale la pena farlo con i numeri. Il tetto di una casa raccoglie l'acqua di tutta la sua superficie e la concentra in pochi pluviali. Se quei pluviali scaricano a terra e il terreno attorno pende verso il muro, tutta quell'acqua finisce a bagnare la fondazione ogni singola volta che piove, per decenni. Nessuna impermeabilizzazione è pensata per lavorare in quelle condizioni per sempre.
Come È Fatto Uno Che Funziona
La stratigrafia non è complicata, ma ogni strato ha un compito e togliendone uno il risultato cambia.
Scavo e piano di posa
Si asporta il terreno vegetale lungo la fascia perimetrale fino a raggiungere un piano stabile. Il terreno vegetale è pieno di materia organica, si comprime e si decompone: lasciarlo sotto significa che la pavimentazione si assesterà in modo irregolare nei primi anni, e la pendenza che avevi impostato scomparirà.
Sottofondo compattato
Si stende e si compatta il misto granulare, che distribuisce i carichi e impedisce i cedimenti localizzati. La compattazione va fatta per strati: uno strato unico troppo alto si compatta solo in superficie e sotto resta soffice.
Pendenza impostata nel sottofondo, non nella finitura
È il punto che distingue un marciapiede fatto da uno improvvisato. La pendenza si crea modellando il sottofondo, così ogni strato successivo mantiene spessore costante. Chi cerca di ottenere la pendenza variando lo spessore del getto o del letto di posa ottiene spessori disuniformi che fessurano o si assestano in modo diverso.
Giunto tra marciapiede e muro
Marciapiede ed edificio si muovono in modo indipendente per dilatazione termica e assestamenti. Se sono incollati rigidamente, il movimento apre una fessura proprio nel punto peggiore, cioè contro il muro, e da lì entra l'acqua. Serve un giunto elastico sigillato, che va anche rifatto ogni tanto: è manutenzione, non un difetto.
Finitura e raccolta
Calcestruzzo, autobloccanti o pietra su letto di posa, secondo il contesto. Se il marciapiede scarica su un vialetto o su una zona che non drena, serve una canaletta o una linea di caditoie collegata a un punto di raccolta, altrimenti hai solo spostato l'acqua di un metro.
I Quattro Errori che Lo Rendono Inutile
| Errore | Cosa produce |
|---|---|
| Pendenza verso il muro o pendenza zero | L'acqua ristagna contro la casa: il marciapiede diventa una vasca e concentra il problema invece di risolverlo |
| Nessun giunto tra pavimentazione e muro | Il movimento differenziale apre una fessura contro l'edificio, che raccoglie e convoglia l'acqua verso la fondazione |
| Pluviale che scarica sul marciapiede senza raccolta | Tutta l'acqua del tetto si concentra in un punto: nessuna pendenza dell'uno per cento smaltisce quella portata |
| Sottofondo non compattato o steso sul terreno vegetale | Cedimenti nei primi anni, pendenza che si inverte localmente e ristagni proprio dove prima scolava |
Il caso più frequente in assoluto: il marciapiede rifatto senza toccare i pluviali
Capita spesso di trovare un marciapiede nuovo, fatto bene, con la pendenza giusta, e l'umidità in casa esattamente come prima. Il motivo quasi sempre è che il pluviale continua a scaricare a terra, oppure entra in un pozzetto che è intasato da anni. Il marciapiede gestisce la pioggia che cade sulla sua superficie, che è poca. L'acqua vera è quella del tetto, e quella va raccolta e portata via. I due lavori vanno fatti insieme, o il primo non serve.
Quando Basta e Quando No
Vale la pena essere onesti sui limiti, perché è il modo per non far spendere due volte.
| Situazione | Il marciapiede basta? |
|---|---|
| Umidità sulla fascia bassa dei muri fuori terra, peggiora dopo la pioggia | Spesso sì, insieme alla sistemazione dei pluviali |
| Terreno che pende verso casa e ristagna dopo i temporali | Sì, è esattamente il problema che risolve |
| Cantina interrata bagnata su tutta l'altezza controterra | No: lì l'acqua preme lateralmente sul muro sepolto, e serve intervenire in profondità |
| Risalita capillare conclamata con efflorescenze saline | No, ma aiuta: riduce l'acqua disponibile e migliora la resa degli interventi sul muro |
| Casa a valle di un pendio con acqua che arriva da monte | Non da solo: serve intercettare l'acqua a monte prima che arrivi, con un dreno |
L'ordine giusto degli interventi
Quando ci chiamano per umidità, l'ordine che proponiamo quasi sempre è questo: prima si guarda dove finisce l'acqua dei pluviali, poi la pendenza del terreno attorno, poi il marciapiede, e solo dopo, se il problema resta, si valuta lo scavo perimetrale con impermeabilizzazione. Non è un ordine commerciale, è un ordine di costo crescente: si prova prima quello che costa meno, e in una parte dei casi ci si ferma lì. Chi parte direttamente dallo scavo qualche volta ha ragione, ma nessuno può saperlo prima di aver escluso le cose semplici.
Domande Frequenti
Mandaci due foto del perimetro della casa, una del punto dove il pluviale arriva a terra, e ti diciamo se il marciapiede risolve il tuo caso oppure se stai guardando il sintomo sbagliato. Su Torino e provincia il sopralluogo è gratuito.
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