Nei preventivi di scavo c'e sempre una riga che nessuno legge davvero. Si chiama smaltimento, oppure trasporto a discarica, e spesso vale una fetta importante del totale. E la voce che fa la differenza tra due preventivi che sembravano uguali, ed e anche quella dove si concentrano quasi tutti i problemi legali di un piccolo cantiere.

Il motivo e semplice. Una volta caricata sul camion, quella terra smette di essere un mucchio in giardino e diventa una cosa che la legge sa classificare. Puo essere materiale escluso dalla disciplina dei rifiuti, puo essere sottoprodotto, puo essere rifiuto. Tre regimi diversi, tre serie di documenti diverse, tre costi diversi. Questa guida spiega come si stabilisce in quale dei tre ti trovi, quali carte devono viaggiare con il camion e da cosa dipende davvero il prezzo.

In sintesi

La terra escavata non e un rifiuto per definizione: lo diventa in base a dove finisce. Se resta nello stesso sito e non e contaminata puo restare fuori dalla disciplina dei rifiuti, se viene riutilizzata altrove alle condizioni del DPR 120/2017 puo essere gestita come sottoprodotto, in tutti gli altri casi e un rifiuto e serve il formulario, un trasportatore iscritto all'Albo e un impianto autorizzato. Il costo non e mai una cifra sola: e la somma di trasporto, tariffa dell'impianto, analisi, ecotassa dove dovuta ed eventuale selezione del materiale. In Piemonte, pero, un riferimento ufficiale esiste, ed e il Prezzario Regione Piemonte 2026: piu sotto trovi i prezzi per ogni codice EER.

6.000
I metri cubi sotto i quali il DPR 120/2017 parla di piccolo cantiere, con procedura semplificata
Art. 185
La norma che tiene fuori dai rifiuti il suolo non contaminato riutilizzato nello stesso sito
13 feb 2026
Da questa data il formulario digitale e obbligatorio per i soggetti iscritti al RENTRI

La Domanda Vera: Quella Terra e un Rifiuto?

Chi chiama chiede quasi sempre quanto costa portare via la terra. La domanda giusta viene prima: quella terra, giuridicamente, cos'e. Perche la risposta cambia tutto il resto, compreso il prezzo.

Esistono tre binari possibili e non li sceglie l'impresa a piacere. Li determinano la destinazione del materiale, la sua qualita e le verifiche fatte prima di muovere la benna.

Primo binario: riutilizzo nello stesso sito

E il caso piu favorevole e anche il piu frequente nei cantieri piccoli. Il D.Lgs 152/2006, articolo 185 comma 1 lettera c, esclude dalla disciplina della parte quarta il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attivita di costruzione, quando e certo che sara riutilizzato a fini di costruzione, allo stato naturale, nello stesso sito in cui e stato escavato. Il DPR 120/2017, articolo 24, disciplina in concreto questo riutilizzo.

Tradotto in cantiere: se scavi per una piscina e con quella stessa terra rimodelli il giardino della stessa proprieta, non stai producendo un rifiuto. Restano due condizioni che nessuno puo saltare: il materiale deve essere non contaminato e deve essere reimpiegato allo stato naturale, senza trattamenti che ne cambino la natura.

Secondo binario: sottoprodotto

Quando la terra esce dal cantiere ma non va buttata, entra in gioco il DPR 120/2017, il regolamento che disciplina le terre e rocce da scavo. L'articolo 4 fissa le condizioni per qualificare il materiale come sottoprodotto invece che come rifiuto: l'utilizzo deve essere certo, deve avvenire nella stessa opera o in un'altra, per reinterri, riempimenti, rimodellazioni, rilevati, miglioramenti fondiari o viari, recuperi ambientali, oppure in processi produttivi in sostituzione di materiali di cava. Il materiale deve inoltre risultare idoneo sotto il profilo ambientale.

Il regolamento distingue i cantieri per dimensione. Sopra i 6.000 metri cubi di materiale da scavo, calcolati sulla sezione di progetto, si parla di cantieri di grandi dimensioni, con procedure diverse a seconda che l'opera sia o meno soggetta a valutazione di impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale. Sotto quella soglia si parla di piccoli cantieri, ed e la casistica in cui rientrano quasi tutti i lavori residenziali di Torino e provincia. Per i piccoli cantieri il DPR 120/2017 prevede all'articolo 21 una procedura semplificata basata su una dichiarazione di utilizzo, con cui il produttore attesta il rispetto delle condizioni prima che il materiale venga movimentato.

Terzo binario: rifiuto

Se il materiale non rientra nell'esclusione dell'articolo 185 e non ha i requisiti del sottoprodotto, allora e un rifiuto e si applica la parte quarta del D.Lgs 152/2006. Da quel momento servono un codice di classificazione, un trasportatore iscritto all'Albo Nazionale Gestori Ambientali, il formulario di identificazione e un impianto autorizzato che riceva il carico.

I codici che si incontrano piu spesso in un cantiere residenziale sono quattro. La terra e le rocce pulite viaggiano con il codice 17 05 04. La terra che contiene sostanze pericolose ha il codice 17 05 03*, con l'asterisco che segnala il rifiuto pericoloso e fa cambiare tutto. Gli inerti selezionati, cioe cemento, mattoni e ceramiche, stanno nel 17 01 07. I rifiuti misti da costruzione e demolizione, cioe il cassone dove e finito di tutto, stanno nel 17 09 04.

Regime Quando si applica Documento che accompagna
Escluso dai rifiuti Suolo non contaminato riutilizzato allo stato naturale nello stesso sito di scavo, art. 185 D.Lgs 152/2006 e art. 24 DPR 120/2017 Nessun formulario, ma la non contaminazione va documentata
Sottoprodotto Materiale riutilizzato in altra opera alle condizioni dell'art. 4 DPR 120/2017, con idoneita ambientale accertata Dichiarazione di utilizzo per i piccoli cantieri, art. 21 DPR 120/2017, e documento di trasporto previsto dal regolamento
Rifiuto Tutti i casi che non rientrano nei due precedenti, compresa la terra destinata a smaltimento o a recupero come rifiuto Formulario di identificazione dei rifiuti, art. 193 D.Lgs 152/2006, e trasportatore iscritto all'Albo

Cosa Cambia Quando la Terra Esce dal Cantiere

Finche il materiale resta dentro il perimetro del lavoro, la gestione e semplice. Nel momento in cui sale su un camion e attraversa il cancello, cambiano tre cose insieme.

Cambia chi risponde. Il produttore del rifiuto, che nei lavori edili e di norma l'impresa che esegue lo scavo, resta responsabile della corretta destinazione del materiale. Non basta consegnarlo a qualcuno che passava di li con un camion.

Cambia cosa deve viaggiare insieme al carico. Sottoprodotto e rifiuto hanno documenti diversi, e portare via un carico senza il documento giusto e la contestazione piu facile che esista, perche si vede da fuori.

Cambia il costo. Terra riutilizzata in sito costa solo movimentazione. Terra portata a un impianto costa trasporto piu tariffa di conferimento, e la tariffa dipende dal codice e dalla qualita del materiale.

L'errore che costa di piu

Mescolare. Un cassone di inerti puliti e un carico che un impianto di recupero tratta volentieri. Lo stesso cassone con dentro anche imballaggi, legno, cartongesso e sacchi di plastica diventa rifiuto misto, cambia codice e cambia tariffa.

Decidere dopo. La qualifica del materiale, sottoprodotto o rifiuto, si imposta prima di scavare, non quando il camion e gia carico. Le eventuali analisi vanno programmate con settimane di anticipo, non chieste il giorno stesso.

Affidarsi a chi non ha titolo. Il trasportatore deve essere iscritto all'Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria giusta, e l'impianto di destinazione deve essere autorizzato a ricevere quel codice. Sono due verifiche che si fanno in pochi minuti e che evitano problemi seri.

Il Formulario: Quando Serve e Quando No

Il formulario di identificazione dei rifiuti, che tutti chiamano FIR, e il documento previsto dall'articolo 193 del D.Lgs 152/2006. Accompagna il rifiuto dal produttore all'impianto di destinazione e serve a dimostrare che quel materiale ha fatto la strada che doveva fare.

Quando serve

Serve ogni volta che un rifiuto viene trasportato fuori dal luogo di produzione. Nel nostro caso: terra qualificata come rifiuto, macerie, materiali di demolizione, tutto cio che lascia il cantiere con un codice di rifiuto.

Quando non serve

Non serve quando non c'e un rifiuto. E il caso del riutilizzo in sito ai sensi dell'articolo 185 e il caso del sottoprodotto gestito secondo il DPR 120/2017, che ha una propria documentazione di trasporto. Esiste poi un esonero espresso, sempre nell'articolo 193, per i trasporti saltuari di rifiuti non pericolosi effettuati dal produttore stesso, entro 30 chilogrammi o 30 litri per volta. E una soglia pensata per situazioni minime: per un metro cubo di terra di scavo non serve nemmeno fare il calcolo, siamo fuori scala.

Il RENTRI e il formulario digitale: la situazione nel 2026

Il RENTRI e il registro elettronico nazionale per la tracciabilita dei rifiuti, disciplinato dal DM 4 aprile 2023 n. 59. L'iscrizione e partita per scaglioni: 13 febbraio 2025 per impianti di recupero e smaltimento, trasportatori, intermediari e imprese oltre i 50 dipendenti, 14 agosto 2025 per le imprese da 10 a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi, 13 febbraio 2026 per i produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti.

Sul formulario il passaggio e stato graduale. Dal 13 febbraio 2025 il formulario cartaceo va emesso sul nuovo modello e vidimato in modo digitale tramite il portale. Dal 13 febbraio 2026 il formulario digitale e obbligatorio per i soggetti iscritti al registro, con una fase in cui il cartaceo resta ammesso in alternativa fino al 15 settembre 2026.

Le imprese che producono soltanto rifiuti non pericolosi in genere non sono tenute all'iscrizione al registro, ma devono comunque emettere il formulario sul modello aggiornato e vidimarlo tramite il portale. Il perimetro delle esclusioni e stato modificato nel corso del 2025, quindi la posizione della singola impresa va verificata sul caso concreto e non data per scontata.

Albo Gestori Ambientali: Chi Puo Trasportare

Questa e la parte che il committente non vede mai e che invece decide se il lavoro e regolare. Trasportare rifiuti richiede un titolo, e il titolo si chiama iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Le due categorie che interessano un cantiere edile sono due, e non sono intercambiabili.

La categoria 2 bis riguarda il produttore iniziale che raccoglie e trasporta i propri rifiuti. E prevista dall'articolo 212 comma 8 del D.Lgs 152/2006, si ottiene con procedura semplificata e copre i propri rifiuti non pericolosi, oltre a quantita minime di propri rifiuti pericolosi. Il diritto annuale di iscrizione per questa categoria e fissato in 50 euro.

La categoria 4 riguarda invece la raccolta e il trasporto di rifiuti speciali non pericolosi per conto di terzi. Serve quando l'impresa porta via materiale prodotto nel cantiere di un committente e non proprio. E articolata in classi in base alla quantita annua gestita, e il diritto annuale varia di conseguenza: si va da 150 euro per la classe piu piccola fino a 1.800 euro per la classe piu grande. A queste voci si aggiungono i requisiti tecnici e le garanzie finanziarie previsti per la categoria.

Il diritto annuale va versato entro il 30 aprile di ogni anno. Il mancato pagamento comporta la sospensione d'ufficio dall'Albo, e durante la sospensione l'impresa non puo svolgere l'attivita delle categorie sospese. E un dettaglio burocratico che sul cantiere si traduce in una cosa concreta: un camion che non puo caricare.

Iscrizione Cosa consente Diritto annuale
Categoria 2 bis Raccolta e trasporto dei propri rifiuti non pericolosi da parte del produttore iniziale, art. 212 comma 8 D.Lgs 152/2006 50 euro
Categoria 4 Raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi per conto di terzi, suddivisa in classi per quantita annua da 150 a 1.800 euro secondo la classe

Quando Servono le Analisi Chimiche

Le analisi non sono un adempimento decorativo: sono il modo con cui si dimostra che quella terra e pulita. Servono in tre situazioni.

Servono per qualificare il materiale come sottoprodotto. Il DPR 120/2017 prevede la caratterizzazione ambientale secondo l'Allegato 4, con un set analitico minimo che comprende arsenico, cadmio, cobalto, nichel, piombo, rame, zinco, mercurio, idrocarburi pesanti, cromo totale e cromo esavalente, amianto, BTEX e idrocarburi policiclici aromatici. I risultati vengono confrontati con le concentrazioni soglia di contaminazione della Tabella 1, Allegato 5, Titolo V, Parte IV del D.Lgs 152/2006, colonna A per i siti a uso verde pubblico, privato e residenziale, colonna B per i siti a uso commerciale e industriale.

Servono per conferire il materiale a un impianto. Chi riceve deve sapere cosa sta ricevendo, e in molti casi chiede la caratterizzazione prima di accettare il carico.

Servono, soprattutto, quando c'e un sospetto. Terreno con odore anomalo, colore innaturale, presenza di riporti, vicinanza a un vecchio serbatoio di gasolio interrato, storia industriale dell'area. In questi casi la caratterizzazione va fatta prima di muovere la benna, non dopo, perche una volta mescolato il materiale non si torna indietro e il problema si moltiplica per tutto il volume movimentato.

Quanto Costa Portarla Via

Qui la maggior parte delle guide si ferma e scrive che bisogna chiedere un preventivo. In Piemonte non serve fermarsi, perche un riferimento ufficiale esiste ed e pubblico. Si chiama Prezzario Regione Piemonte 2026, e stato approvato con D.G.R. 9 giugno 2026 n. 12-2656, pubblicato sul B.U. n. 23 S.O. n. 2 dell'11 giugno 2026 e rettificato con determinazione dirigenziale 23 luglio 2026 n. 1433. La sezione che interessa gli scavi e la PR290, quella dedicata allo smaltimento dei rifiuti da costruzione e demolizione.

Vale la pena capire da dove arrivano quei numeri, perche e la ragione per cui contano. La Regione non li inventa a tavolino: li costruisce con un'indagine di mercato tra gli impianti del territorio e sui listini vigenti. Sono inoltre gia comprensivi di spese generali al 16% e utile d'impresa al 10%, quindi non sono un costo secco di fabbrica ma un prezzo di opera compiuta. Tradotto: se un preventivo si discosta molto da queste cifre, non e per forza sbagliato, ma qualcuno deve poter spiegare perche.

19,78
Euro a tonnellata per conferire terra e rocce pulite, codice 17 05 04 entro colonna A, Prezzario Piemonte 2026
+43,5%
L'aumento del conferimento della terra pulita tra il prezzario 2024 e quello 2026
10,00
Euro a tonnellata di ecotassa sugli inerti in discarica, il tetto massimo consentito dalla legge nazionale

Resta vero che la tariffa finale la applica l'impianto di destinazione, in base al codice del rifiuto, alla qualita del materiale e alla distanza, e che due impianti a pochi chilometri possono avere listini diversi. Ma ora esiste un metro di paragone. Prima di guardare le cifre, conviene sapere da cosa e composto il conto.

Voce di costo Da cosa dipende Come si riduce
Carico e trasporto Volume, accessibilita del cantiere, distanza dall'impianto, numero di viaggi Scegliere l'impianto giusto per distanza e non solo per tariffa, ottimizzare i viaggi
Conferimento terra pulita Tariffa a tonnellata dell'impianto, codice 17 05 04, qualita del materiale Non contaminare la terra con altri materiali durante lo scavo
Conferimento terra contaminata Tipo e concentrazione dei contaminanti, codice 17 05 03*, impianti autorizzati disponibili Non si riduce quasi mai: si affronta con caratterizzazione anticipata e volumi certi
Conferimento macerie selezionate Omogeneita del carico, codice 17 01 07, possibilita di recupero Separare cemento, mattoni e ceramiche gia durante la demolizione
Conferimento macerie miste Presenza di legno, plastica, cartongesso, imballaggi, codice 17 09 04 Cassoni separati in cantiere: e la leva che pesa di piu sul totale
Analisi chimiche Numero di campioni e set analitico richiesto, tempi di laboratorio Programmarle prima, insieme al progetto dello scavo
Gestione documentale Formulari, dichiarazioni di utilizzo, adempimenti RENTRI Incidenza contenuta, ma va fatta bene: gli errori qui costano molto di piu del tempo risparmiato

Il conferimento, codice per codice

Questa e la tabella che nessuno pubblica e che spiega quasi tutte le differenze tra due preventivi. I valori sono quelli del Prezzario Regione Piemonte 2026, sezione PR290, espressi in euro a tonnellata e riferiti al solo conferimento all'impianto, quindi senza trasporto.

Codice EER Materiale Conferimento
17 05 04 Terra e rocce da scavo entro i limiti della colonna A 19,78 €/t
17 05 04 Terra e rocce da scavo entro i limiti della colonna B 23,22 €/t
17 05 04 Terra proveniente da siti soggetti a bonifica, colonna B 40,83 €/t
17 05 03* Terra contenente sostanze pericolose 229,68 €/t
17 09 04 Rifiuti misti da costruzione e demolizione 19,25 €/t
17 09 04 Rifiuti misti da sottoporre a cernita 82,07 €/t
17 09 03* Rifiuti da costruzione e demolizione contenenti sostanze pericolose 290,93 €/t
17 01 07 Miscugli di cemento, mattoni e ceramiche non pericolosi 17,86 €/t
17 01 01 Cemento 18,16 €/t
17 01 02 Mattoni 17,48 €/t
17 03 02 Miscele bituminose senza catrame 24,47 €/t
17 08 02 Cartongesso non pericoloso 212,07 €/t
17 06 05* Materiali da costruzione contenenti amianto, lastre su pallet 520,61 €/t
17 04 05 Ferro e acciaio Conferimento non oneroso

Guardando la colonna di destra si capisce perche insistiamo tanto sulla selezione in cantiere. Un cassone di miscugli di cemento, mattoni e ceramiche costa 17,86 euro a tonnellata. Lo stesso identico materiale, se ci finisce dentro abbastanza roba da richiedere una cernita all'impianto, sale a 82,07 euro a tonnellata. Non e cambiato nulla nel volume e nulla nel peso: e cambiato solo come e stato riempito il cassone, e il conferimento si moltiplica per quattro e mezzo.

La seconda cosa che salta all'occhio e il salto tra pulito e pericoloso. La terra sana viaggia a 19,78 euro a tonnellata, la stessa terra con sostanze pericolose arriva a 229,68 euro a tonnellata. E la ragione per cui la caratterizzazione del sito si fa prima di scavare e non dopo: la differenza non e un ritocco al preventivo, e un ordine di grandezza.

Quanto sono saliti i prezzi in due anni

Il dato piu utile per un committente non e il prezzo di oggi, e la direzione. Confrontando le edizioni del prezzario regionale la traiettoria e chiara.

Materiale Prezzario 2024 Prezzario 2025 Prezzario 2026 Variazione
Terra 17 05 04, colonna A 13,78 €/t 17,12 €/t 19,78 €/t +43,5%
Macerie miste 17 09 04 16,93 €/t 17,40 €/t 19,25 €/t +13,7%

Portare via la terra pulita costa oggi quasi la meta in piu di due anni fa. E un aumento che nessuno ha comunicato ai committenti e che spiega perche un preventivo di scavo del 2024, ripreso oggi dal cassetto, non torna piu. Vale la pena tenerlo presente anche quando si confrontano prezzi trovati online: se l'articolo che state leggendo non dice a quale anno si riferisce, quel numero probabilmente e vecchio.

L'ecotassa, la voce che quasi nessuno mette in preventivo

Sopra la tariffa dell'impianto puo aggiungersi un tributo. Si chiama tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, tutti lo chiamano ecotassa, ed e disciplinato dalla legge 549/1995. In Piemonte gli importi sono fissati dalla L.R. 1/2018, articolo 15 comma 1 lettera c, e sono in vigore dal 1 gennaio 2024.

Categoria di rifiuto Ecotassa Piemonte Forbice nazionale, L. 549/1995 art. 3 c. 29
Rifiuti inerti 10,00 €/t da 0,001 a 0,01 euro al chilogrammo
Rifiuti speciali non pericolosi 25,82 €/t da 0,00517 a 0,02582 euro al chilogrammo
Rifiuti pericolosi 25,82 €/t da 0,00517 a 0,02582 euro al chilogrammo
Amianto 10,00 €/t da 0,001 a 0,01 euro al chilogrammo

Il confronto tra le due colonne di destra dice una cosa sola, e conviene dirla chiaramente. La legge nazionale fissa una forbice e lascia alle Regioni la scelta dell'importo dentro quella forbice. Il Piemonte applica esattamente il tetto massimo consentito su tutte le categorie. Non un valore intermedio, non un valore prudenziale: il massimo. Chi scava in Piemonte paga la versione piu cara di questo tributo che la legge italiana permetta.

L'ecotassa non si paga sempre

Questo e il punto che fa la differenza in fattura. Il tributo e dovuto per il deposito in discarica, come stabilisce l'articolo 3 comma 25 della legge 549/1995. Non e dovuto quando il materiale viene conferito a un impianto di recupero, perche in quel caso non c'e smaltimento in discarica.

A versarlo e il gestore della discarica, con obbligo di rivalsa su chi conferisce il rifiuto. Significa che l'importo arriva comunque a chi porta il materiale, ma arriva dentro la tariffa, spesso senza essere esplicitato.

La conseguenza pratica: portare gli inerti puliti a recupero invece che in discarica non fa risparmiare solo sulla tariffa, toglie proprio una voce dal conto. Su un carico da 20 tonnellate sono 200 euro di solo tributo.

Il trasporto si paga a metro cubo

Il prezzario regola anche la parte che avviene prima dell'impianto. Le voci del gruppo AT03.I000.000 del Prezzario Piemonte 2026 sono espresse in euro al metro cubo e si intendono al netto di oneri e tributi.

Voce Prezzo
Trasporto entro 5 km 2,30 €/m³
Trasporto da 5 a 10 km 3,93 €/m³
Trasporto da 10 a 30 km 6,81 €/m³
Trasporto oltre 30 km, per ogni chilometro 0,29 €/m³
Carico con mezzo meccanico 2,44 €/m³
Carico a mano 12,80 €/m³

Le ultime due righe meritano attenzione perche riguardano un caso concreto e frequente. Caricare con la macchina costa 2,44 euro al metro cubo, caricare a mano ne costa 12,80, cioe oltre cinque volte tanto. E il prezzo dell'accessibilita: un cortile dove il mezzo non entra, una rampa troppo stretta, un cancello sotto il metro. Quando un preventivo di scavo in centro sembra alto senza motivo, molto spesso il motivo e questa riga.

Il buco che genera gli errori nei preventivi

Va detto in modo esplicito, perche e la trappola tecnica di tutta questa materia. Il prezzario paga il conferimento a tonnellata e il trasporto a metro cubo. Sono due unita di misura diverse, e il prezzario non fornisce alcun fattore di conversione ufficiale tra le due.

Non esiste, in altre parole, una fonte ufficiale che stabilisca quanto pesa un metro cubo di terra o di macerie. Il peso specifico reale cambia con l'umidita, con la granulometria, con il grado di compattazione e con la composizione del materiale demolito. Una terra argillosa bagnata e un misto di laterizio asciutto non pesano lo stesso.

Chi prepara un preventivo deve quindi fare una stima per passare dai metri cubi scavati alle tonnellate conferite, e quella stima va dichiarata come tale, con il coefficiente usato scritto nero su bianco. Un preventivo che salta questo passaggio e che presenta il totale come se fosse un dato certo non sta semplificando: sta nascondendo l'unico punto in cui il conto puo sbagliare in modo sensibile.

Quanto costano davvero le analisi

Anche questa voce, che di solito viene liquidata con un generico dipende, ha un riferimento ufficiale nella sezione PR290 del Prezzario Piemonte 2026.

Le analisi chimiche su rifiuti solidi tal quale, compresa la preparazione del campione, sono prezzate a 289,19 euro cadauna. E un dato interessante anche per come si e mosso: nel prezzario 2025 la stessa voce valeva 429,59 euro, quindi qui il prezzo e sceso in modo netto, in controtendenza rispetto ai conferimenti. Il test di cessione per il recupero in procedura semplificata ai sensi del DM 186/2006, con attribuzione del codice CER, e prezzato a 197,16 euro cadauno.

Come secondo riferimento esiste il tariffario nazionale ISPRA e SNPA, adottato con delibera del Consiglio SNPA n. 37 del 2018, che per le terre e rocce da scavo indica un set minimo intorno ai 385 euro a campione, che salgono a circa 885 euro quando serve anche la determinazione quantitativa dell'amianto. Sono numeri che vanno letti per quello che sono: il costo di sapere prima cosa c'e nel terreno, contro il costo di scoprirlo dopo con il camion gia carico e la terra da riclassificare a 229,68 euro a tonnellata.

Le fonti dei numeri di questo capitolo

Prezzi di conferimento, trasporto e analisi: Prezzario Regione Piemonte 2026, approvato con D.G.R. 9 giugno 2026 n. 12-2656, pubblicato sul B.U. n. 23 S.O. n. 2 dell'11 giugno 2026, con rettifica disposta dalla determinazione dirigenziale 23 luglio 2026 n. 1433. Sezione PR290 per smaltimento e analisi, gruppo AT03.I000.000 per il trasporto. Consultabile su prezzario.regione.piemonte.it/2026.

Importi dell'ecotassa: L.R. Piemonte 1/2018, articolo 15 comma 1 lettera c, in vigore dal 1 gennaio 2024, con i limiti fissati dalla legge 549/1995, articolo 3 commi 25 e 29.

Tariffario delle analisi ambientali: delibera del Consiglio SNPA n. 37 del 2018, ISPRA e sistema nazionale per la protezione dell'ambiente.

Per questo, in un preventivo serio, la voce smaltimento non e mai un forfait nascosto nel totale. E una riga a se, con indicato il codice del rifiuto, il volume o il peso stimato, il coefficiente di conversione usato e l'impianto di destinazione. Se non c'e, va chiesta.

Come Si Imposta un Cantiere Che Non Da Problemi

La sequenza corretta e sempre la stessa, e la parte piu importante avviene prima che la benna tocchi terra.

01

Stima dei volumi in sezione di progetto

Si calcola quanto materiale produce lo scavo, perche da quel numero dipende il regime applicabile e, sopra i 6.000 metri cubi, la procedura da seguire secondo il DPR 120/2017.

02

Storia del sito e verifica dei sospetti

Si guarda cosa c'era prima: riporti, serbatoi interrati, vecchie attivita produttive, discariche di quartiere. Un'ora di verifica evita la sorpresa a meta scavo, quando fermarsi costa molto.

03

Scelta della destinazione

Si decide se il materiale resta in sito, va riutilizzato altrove come sottoprodotto oppure va gestito come rifiuto. E la decisione che determina documenti e costi di tutto il resto.

04

Caratterizzazione ambientale dove serve

Si prelevano i campioni secondo il piano previsto e si confrontano i risultati con le soglie di legge. I tempi di laboratorio vanno messi in conto nel cronoprogramma, non subiti.

05

Verifica di trasportatore e impianto

Si controlla che il trasportatore sia iscritto all'Albo nella categoria corretta e che l'impianto sia autorizzato a ricevere quel codice. Due verifiche rapide che chiudono la catena di responsabilita.

06

Selezione in cantiere durante il lavoro

Cassoni separati per inerti, legno e imballaggi mentre si demolisce. E il singolo accorgimento che sposta di piu il costo finale, e funziona solo se si fa da subito.

07

Documenti emessi e conservati

Formulari o dichiarazioni di utilizzo secondo il regime applicabile, con la copia di ritorno che chiude il ciclo e dimostra dove e finito il materiale. E la carta che serve anni dopo, se qualcuno chiede.

Hai uno scavo da fare
e nessuno ti ha detto dove va la terra.

EDIL4 imposta lo scavo con la destinazione del materiale gia decisa: volumi stimati, verifica del sito, documenti giusti e voce di smaltimento esplicitata in preventivo. Torino e provincia, con base a Chieri.

Richiedi il sopralluogo

Le Guide Collegate

Questo articolo copre la destinazione del materiale di risulta. Per il quadro completo del cantiere di scavo, dalla macchina alle quote, ecco le guide EDIL4 collegate:

Domande Frequenti

La terra del mio scavo e automaticamente un rifiuto?

No, dipende da dove finisce. Il D.Lgs 152/2006, all'articolo 185 comma 1 lettera c, esclude dalla disciplina dei rifiuti il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attivita di costruzione, quando e certo che sara riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui e stato escavato. Se invece la terra esce dal cantiere puo seguire due strade: sottoprodotto, se ricorrono le condizioni dell'articolo 4 del DPR 120/2017, oppure rifiuto, con tutta la gestione documentale che ne consegue. La qualifica non la sceglie chi scava, la determinano la destinazione del materiale e le verifiche fatte prima.

Serve il formulario per portare via la terra di uno scavo?

Serve quando la terra e qualificata come rifiuto e viene trasportata fuori dal cantiere. In quel caso si applica l'articolo 193 del D.Lgs 152/2006 e il trasporto deve viaggiare accompagnato dal formulario di identificazione dei rifiuti. Non serve invece quando la terra resta esclusa dalla disciplina dei rifiuti perche riutilizzata in sito ai sensi dell'articolo 185, e non serve quando il materiale e gestito come sottoprodotto secondo il DPR 120/2017, perche in quel caso il trasporto viene accompagnato dalla documentazione prevista da quel regolamento. Esiste poi un esonero espresso per i trasporti saltuari di rifiuti non pericolosi effettuati dal produttore stesso, entro 30 chilogrammi o 30 litri per volta, quantita che per uno scavo edile e in pratica irrilevante.

Cosa cambia con il RENTRI nel 2026?

Il RENTRI e il registro elettronico nazionale per la tracciabilita dei rifiuti, disciplinato dal DM 4 aprile 2023 n. 59. L'iscrizione e avvenuta per scaglioni: 13 febbraio 2025 per impianti, trasportatori, intermediari e imprese oltre i 50 dipendenti, 14 agosto 2025 per le imprese da 10 a 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi, 13 febbraio 2026 per i produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti. Dal 13 febbraio 2025 il formulario cartaceo va emesso sul nuovo modello e vidimato in modo digitale tramite il portale. Dal 13 febbraio 2026 il formulario digitale e obbligatorio per i soggetti iscritti al registro, con un periodo in cui il cartaceo resta ammesso in alternativa fino al 15 settembre 2026. Le imprese che producono solo rifiuti non pericolosi in genere non sono tenute all'iscrizione, ma devono comunque usare il nuovo modello e vidimarlo tramite il portale. Il quadro delle esclusioni e stato ritoccato nel 2025, quindi la posizione della singola impresa va verificata caso per caso.

Posso trasportare io la terra dello scavo con il mio mezzo?

Solo se sei iscritto all'Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria corretta. Il produttore iniziale che trasporta i propri rifiuti non pericolosi si iscrive in categoria 2 bis, prevista dall'articolo 212 comma 8 del D.Lgs 152/2006, con procedura semplificata. Chi trasporta rifiuti per conto di altri, quindi anche l'impresa che porta via la terra prodotta dal cantiere di un committente terzo, ha bisogno della categoria 4 per i rifiuti speciali non pericolosi, articolata in classi in base alla quantita annua gestita. Portare via terra qualificata come rifiuto senza il titolo giusto e senza formulario e un illecito, non una scorciatoia organizzativa.

Quando servono le analisi chimiche sulla terra da scavo?

Servono ogni volta che qualcuno deve certificare che quella terra e pulita. Per la gestione come sottoprodotto il DPR 120/2017 prevede la caratterizzazione ambientale secondo l'Allegato 4, con un set analitico minimo che comprende arsenico, cadmio, cobalto, nichel, piombo, rame, zinco, mercurio, idrocarburi pesanti, cromo totale e cromo esavalente, amianto, BTEX e IPA. I risultati vengono confrontati con le concentrazioni soglia di contaminazione della Tabella 1, Allegato 5, Titolo V, Parte IV del D.Lgs 152/2006, colonna A per verde pubblico e residenziale e colonna B per uso commerciale e industriale. Analisi servono anche quando la terra va a rifiuto, perche l'impianto di destinazione deve sapere cosa riceve prima di accettare il carico. Nei siti con storia industriale, vicino a serbatoi interrati o dove il terreno ha odore e colore anomali, la caratterizzazione va fatta prima di muovere qualsiasi cosa. Sul costo esiste un riferimento ufficiale: il Prezzario Regione Piemonte 2026, sezione PR290, prezza le analisi chimiche su rifiuti solidi tal quale, compresa la preparazione del campione, a 289,19 euro cadauna, e il test di cessione per il recupero semplificato ai sensi del DM 186/2006 con attribuzione del codice CER a 197,16 euro cadauno. Il tariffario nazionale ISPRA e SNPA, delibera del Consiglio SNPA n. 37 del 2018, indica per le terre e rocce da scavo un set minimo di circa 385 euro a campione, che salgono a circa 885 euro quando serve la determinazione quantitativa dell'amianto.

Quanto costa smaltire terra e macerie a Torino?

In Piemonte esiste un riferimento ufficiale: il Prezzario Regione Piemonte 2026, approvato con D.G.R. 9 giugno 2026 n. 12-2656, sezione PR290. Il conferimento di terra e rocce pulite con codice 17 05 04 entro i limiti della colonna A vale 19,78 euro a tonnellata, entro la colonna B 23,22 euro a tonnellata. I rifiuti misti da costruzione e demolizione con codice 17 09 04 valgono 19,25 euro a tonnellata, che diventano 82,07 euro a tonnellata se il carico deve essere sottoposto a cernita. I miscugli di cemento, mattoni e ceramiche con codice 17 01 07 costano 17,86 euro a tonnellata, mentre la terra contenente sostanze pericolose con codice 17 05 03* arriva a 229,68 euro a tonnellata. A queste cifre si aggiungono il carico, il trasporto, le eventuali analisi e, solo nel caso di deposito in discarica, l'ecotassa. I prezzi del prezzario sono comprensivi di spese generali al 16% e utile d'impresa al 10%. Restano prezzi di riferimento: la tariffa finale la applica l'impianto di destinazione.

Quanto e aumentato il costo di smaltimento negli ultimi anni?

Molto, e in modo silenzioso. Confrontando le edizioni del prezzario regionale piemontese, il conferimento della terra pulita con codice 17 05 04 entro colonna A e passato da 13,78 euro a tonnellata nel 2024 a 17,12 euro nel 2025 e a 19,78 euro nel Prezzario 2026, cioe un aumento del 43,5% in due anni. Le macerie miste con codice 17 09 04 sono passate da 16,93 a 17,40 e infine a 19,25 euro a tonnellata, con un aumento del 13,7%. Significa che un preventivo di scavo impostato nel 2024 e ripreso oggi non torna piu, e che i prezzi trovati online senza indicazione dell'anno di riferimento vanno considerati con prudenza.

Cos'e l'ecotassa e quando si paga sulla terra da scavo?

L'ecotassa e il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, previsto dalla legge 549/1995. In Piemonte gli importi sono fissati dalla L.R. 1/2018, articolo 15 comma 1 lettera c, in vigore dal 1 gennaio 2024: 10,00 euro a tonnellata per i rifiuti inerti, 25,82 euro a tonnellata per i rifiuti speciali non pericolosi e per quelli pericolosi, 10,00 euro a tonnellata per l'amianto. La legge nazionale, all'articolo 3 comma 29 della legge 549/1995, fissa solo una forbice, da 0,001 a 0,01 euro al chilogrammo per gli inerti e da 0,00517 a 0,02582 euro al chilogrammo per i non pericolosi, e il Piemonte applica esattamente il tetto massimo consentito su tutte le categorie. Il punto importante e che il tributo si paga soltanto per il deposito in discarica, come stabilisce l'articolo 3 comma 25, e non per il conferimento a un impianto di recupero. A versarlo e il gestore della discarica, con obbligo di rivalsa su chi conferisce il rifiuto, quindi l'importo arriva comunque a chi porta il materiale, spesso incorporato nella tariffa senza essere esplicitato.

Perche il preventivo parla di metri cubi e la fattura di tonnellate?

Perche le due voci si misurano in modo diverso e la legge non le collega. Il Prezzario Regione Piemonte 2026 paga il conferimento in euro a tonnellata e il trasporto in euro al metro cubo, e non fornisce alcun fattore di conversione ufficiale tra le due unita. Non esiste una fonte ufficiale che stabilisca quanto pesa un metro cubo di terra o di macerie, perche il peso specifico reale cambia con l'umidita, la granulometria, il grado di compattazione e la composizione del materiale demolito. Chi prepara il preventivo deve quindi stimare il passaggio dai metri cubi scavati alle tonnellate conferite, e quella stima va dichiarata come tale, con il coefficiente usato indicato in modo esplicito. E qui che nascono quasi tutti gli errori nei preventivi di scavo, e un preventivo che presenta il totale come dato certo senza mostrare il coefficiente sta nascondendo proprio il punto piu incerto del conto.

Che differenza c'e tra macerie miste e macerie selezionate?

La differenza e economica prima ancora che tecnica. Le macerie selezionate sono inerti omogenei, tipicamente cemento, mattoni e ceramiche, che un impianto di recupero puo trattare e rimettere in ciclo. Le macerie miste sono lo stesso materiale contaminato da legno, plastica, cartongesso, imballaggi e terra, e si classificano con un codice diverso, quello dei rifiuti misti da costruzione e demolizione. Lo stesso cassone, a parita di volume, cambia di prezzo in modo netto solo per come e stato riempito. Per questo la selezione si fa in cantiere mentre si demolisce, non dopo: separare a valle costa manodopera e spesso non e nemmeno possibile.

Il committente privato ha responsabilita su dove finisce la terra?

La responsabilita della corretta gestione del rifiuto ricade in primo luogo sul produttore, che nei lavori edili e di norma l'impresa esecutrice dello scavo. Questo non rende il committente indifferente a cio che succede: e nel suo interesse pretendere che il preventivo indichi la voce di smaltimento in modo esplicito e che, a fine lavoro, gli venga consegnata copia della documentazione di trasporto. E la prova che il materiale uscito dal suo terreno e finito dove doveva finire, ed e anche il modo piu semplice per capire se il preventivo piu basso era davvero il piu basso.

EDIL4: Scavi e Gestione del Materiale a Torino

EDIL4 e un'impresa edile attiva a Torino e provincia dal 2018, con base a Chieri. Sugli scavi lavoriamo con mezzi compatti, che entrano nei cortili e nei giardini chiusi senza rovinare vialetti e recinzioni, e trattiamo la destinazione del materiale come parte del lavoro e non come un problema che salta fuori alla fine.

In concreto significa tre cose. I volumi si stimano prima, non a occhio. La storia del sito si verifica prima di scavare, perche i serbatoi interrati e i riporti si scoprono sempre nel momento peggiore. E la voce di smaltimento entra nel preventivo come riga a se stante, con il codice del materiale e la destinazione, cosi il cliente sa esattamente cosa sta pagando. Interveniamo in tutti i quartieri di Torino e nei comuni di Chieri, Moncalieri, Nichelino, Rivoli, Collegno e dintorni.

La terra esce una volta sola,
i documenti restano per anni.

Torino e provincia. Scavi con mezzo compatto, stima dei volumi, verifica del sito, trasporto con titolo regolare e smaltimento tracciato. Chiama il 329 472 5060 oppure richiedi il sopralluogo online.

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