Scavi e Ristrutturazioni ad Alassio

Località di villeggiatura dove la casa sta chiusa gran parte dell'anno: fasce che cedono senza che nessuno le veda e cantieri da fare fuori stagione.

Alassio e com'è fatta

Alassio conta 11.026 abitanti residenti, ma chiunque ci sia stato sa che d'estate ne ospita molti di più. È una delle località di villeggiatura più note del ponente ligure, e questo definisce il patrimonio edilizio meglio di qualunque altro dato.

Il numero che spiega tutto è quello provinciale: in provincia di Savona il 49,8 per cento delle abitazioni non è occupato da residenti. Ad Alassio la quota reale è verosimilmente più alta, e questo significa una cosa sola per chi possiede casa qui: la casa sta chiusa per la maggior parte dell'anno.

La città si sviluppa fra la spiaggia e le colline che le stanno dietro. In basso il tessuto e denso, con edifici in linea, cortili interni e locali interrati. Salendo si trovano ville, terrazzamenti e fasce, e con la pendenza arrivano l'acqua e i muri di sostegno.

Danni che nascono quando non ci sei

La casa vuota per dieci mesi non è solo una casa usata poco: e una casa dove i problemi crescono senza che nessuno li veda, ed è una differenza che cambia tutto.

Un muro a secco che si gonfia lo fa lentamente, in mesi. Chi passa davanti ogni giorno se ne accorge e chiama. Chi arriva a luglio dopo un anno vede solo il risultato, e spesso lo vede quando non è più una pancia ma un crollo.

Lo stesso vale per l'acqua: una perdita lenta, un pozzetto che si è otturato, un pluviale staccato dal muro. Sono tutte cose che a vederle subito costano poco e che dopo un inverno intero costano molto.

E c'è il problema peggiore, quello del calendario: il momento in cui te ne accorgi e il momento in cui non si può lavorare. Ad agosto, in una località balneare, aprire un cantiere è complicato quando non è proprio vietato. Così il lavoro slitta all'autunno, e in autunno arrivano le piogge.

Le fasce e perché cedono

Sopra Alassio, come su tutto il ponente, ci sono terrazzamenti costruiti quando la terra si coltivava. Un terrazzamento coltivato veniva guardato ogni settimana, e la pietra che si muoveva veniva rimessa a posto subito. Un terrazzamento abbandonato non lo guarda nessuno, e i primi cedimenti passano inosservati per anni.

Il punto tecnico che quasi nessuno conosce: un muro a secco non cede per il peso della terra, cede per l'acqua che non riesce più a uscire. Con gli anni la terra fine intasa il drenaggio dietro il paramento, l'acqua resta dentro e diventa una spinta che il muro non è stato costruito per sopportare.

Per inquadrarlo nel contesto: secondo ISPRA, in tutti i 235 comuni liguri sono presenti aree a pericolosità da frana elevata o molto elevata, oppure a pericolosità idraulica media, per un totale di 902,8 chilometri quadrati, il 16,7 per cento della superficie regionale.

I lavori per cui ci chiamano

Veniamo da Chieri, e questo vuol dire che siamo la scelta giusta per certi lavori e quella sbagliata per altri. Preferiamo dirlo prima del sopralluogo, non dopo.

Siamo adatti ai lavori che tengono occupata la squadra per un periodo continuativo: scavi e drenaggi perimetrali, muri di sostegno e fasce da ricostruire, cortili e accessi da rifare, ristrutturazioni complete.

Non siamo adatti alla riparazione singola: il guasto, la perdita, l'intervento di due ore. Non è il nostro mestiere e a questa distanza non avrebbe senso per nessuno dei due.

Sul modo di lavorare, con i proprietari che stanno lontano ci siamo organizzati così: quello che facciamo e in quanto tempo lo mettiamo per iscritto prima di iniziare, e durante il cantiere mandiamo foto e video ogni settimana. Vedi come procede senza doverti muovere, e se qualcosa non ti torna lo dici quando si può ancora cambiare.

Quello che vediamo più spesso

Cementare la faccia di un muro a secco. Sembra un rinforzo ed è una condanna: gli si toglie l'ultima via d'uscita all'acqua, la spinta aumenta e quando cede viene giù un blocco rigido invece di pietre sciolte.

Rimandare il lavoro a stagione aperta. Il danno si scopre a luglio, quando in riviera i cantieri sono limitati e a volte vietati. Così si slitta a ottobre, e a ottobre arrivano le piogge che fanno cadere quello che era ancora in piedi.

Drenaggi senza sbocco. Un tubo che non ha un punto più basso dove scaricare si satura e smette di funzionare: in due stagioni si torna al punto di partenza, con i soldi dello scavo già spesi.

Pavimentare tutto intorno a casa senza pendenza. Sembra ordine, ed è il modo più rapido per far restare l'acqua contro il muro. Una pavimentazione va sempre in allontanamento, e possibilmente staccata dalla parete.

Piante dentro i muri. Un fico o un'acacia nati fra le pietre non sono pittoreschi: le radici entrano negli incastri e li aprono come cunei. Un albero adulto dentro una fascia è una demolizione programmata.

Il calendario che funziona

Da ottobre a maggio. Non è una preferenza nostra, sono tre ragioni pratiche messe insieme.

In estate le località balneari limitano i cantieri, e in diversi comuni della riviera i ponteggi in stagione non si montano proprio. Il traffico e la ricettività rendono difficile anche solo far arrivare un mezzo e trovare dove sostare per scaricarlo. E soprattutto d'estate la casa la stai usando: un cantiere sotto il terrazzo ti rovina le uniche settimane in cui ci sei.

Il ragionamento è opposto a quello che fa la maggior parte dei proprietari, che chiama a giugno. Chi chiama a ottobre trova le imprese più libere, i prezzi meno tirati e il lavoro finito per l'apertura.

La misura che decide tutto

Sulle fasce e nei carruggi il problema numero uno non è il lavoro: e portarci sopra una macchina.

Le fasce sono strette, spesso due o tre metri, collegate da scale o rampe pensate per un uomo con la gerla. Un escavatore da cantiere non ci sale, e anche arrivandoci non ci girerebbe.

Le quattro misure che guardiamo, da una foto: larghezza del punto più stretto, altezza libera, pendenza della rampa, portata del passaggio. Con una macchina piccola si sale, si lavora sul tratto e si scende: non è una questione di risparmio, è la differenza fra un lavoro fattibile e uno da fare interamente a mano.

Le Domande che ci Fanno

La casa e chiusa dieci mesi l'anno: come faccio a controllarla?
E la condizione normale dei nostri clienti in riviera, non l'eccezione. Prima di iniziare mettiamo per iscritto cosa viene fatto e in quanto tempo, e durante il cantiere mandiamo foto e video ogni settimana: vedi come procede senza doverti muovere e se qualcosa non ti torna lo dici quando si può ancora cambiare.
Il muro della fascia si è gonfiato: quanto tempo ho?
Sei nel momento giusto per intervenire e non lo sarai ancora per molto. La pancia e la fase in cui il paramento si sposta ma le pietre tengono ancora l'incastro: si smonta il tratto, si rifa il drenaggio dietro e si rimonta, riusando quasi tutta la pietra. Dopo il crollo il lavoro riguarda un tratto più esteso, va messo in sicurezza il fronte e la pietra va recuperata da valle.
Posso cementare il muro a secco per rinforzarlo?
No, ed è l'errore più caro su questi muri. Un muro a secco tiene perché lascia uscire l'acqua: chiudendogli la faccia con cemento o intonaco gli togli l'unico sfogo, la spinta aumenta e il cedimento accelera. In più, quando cede, una struttura cementata viene giù in blocco e fa molto più danno delle pietre sciolte.
Quando conviene far fare i lavori ad Alassio?
Da ottobre a maggio. In estate i cantieri sono limitati, in diversi comuni della riviera i ponteggi in stagione non si montano, e comunque un cantiere ad agosto rovina proprio le settimane in cui usi la casa. Fuori stagione trovi le imprese più libere e il lavoro finito per l'apertura.
Venite ad Alassio anche se avete sede a Chieri?
Si, per lavori che valgono la trasferta: sono circa 175 chilometri di strada. Prendiamo cantieri che tengono occupata la squadra per un periodo continuativo, in genere almeno una settimana. Le riparazioni singole e le urgenze non le facciamo.
Sulle fasce il mezzo ci arriva?
Con una macchina piccola quasi sempre si, ed e proprio il caso in cui serve. Le fasce sono strette e collegate da rampe e scale dove un escavatore da cantiere non sale. Servono quattro misure per esserne certi: larghezza del punto più stretto, altezza libera, pendenza della rampa e portata del passaggio.

Hai un progetto a Alassio?

Siamo di Chieri. Mandaci un video su WhatsApp e ricevi un'indicazione di prezzo gratis, in giornata. Il sopralluogo tecnico con prezzo confermato ha un costo, che si scomputa interamente dal preventivo se ci affidi il lavoro. Rispondiamo noi, non un call center.

☎ Chiama WhatsApp