In sintesi

Quando il materiale lo compra il cliente e la posa la fa l'impresa, la responsabilità si spezza in due. Nel punto di rottura stanno sempre le stesse tre domande: chi controlla il pezzo alla consegna, chi paga la giornata se il pezzo manca, e chi ha preso le misure. Scritte nel preventivo costano tre righe. Discusse a cantiere aperto costano una giornata di lavoro a testa, e quella non la recupera nessuno.

Due catene a confronto. Nella prima l'impresa fornisce e posa: una sola linea continua che va dalla scelta del materiale alla consegna, e chi risponde è sempre lo stesso. Nella seconda il materiale lo compra il cliente e l'impresa fa solo la posa: la linea si spezza in due tronconi, uno che riguarda il pezzo e uno che riguarda il lavoro, e nel punto di rottura ci sono le tre domande che nessuno fa prima. Chi controlla il pezzo quando arriva. Chi paga la giornata persa se manca. Chi risponde se il pezzo è giusto ma posato su una misura sbagliata. Sotto, la nota che quelle tre risposte si scrivono nel preventivo in tre righe e costano zero, mentre discusse dopo costano una giornata di lavoro a testa. La catena si spezza in un punto solo e sempre nello stesso fornitura e posa insieme sceglie posa consegna un interlocutore solo materiale del cliente compri tu posiamo noi Nel punto di rottura, tre domande Chi controlla il pezzo quando arriva Chi paga la giornata se manca Chi risponde se la misura è sbagliata Tre righe nel preventivo: costano zero discusse dopo, una giornata persa a testa e la giornata non la recupera nessuno dei due
Quando il materiale lo compri tu e la posa la fa l'impresa, la catena si spezza a metà. In quel punto stanno tre domande che nessuno fa prima e su cui litigano tutti dopo.

È una situazione normalissima e quasi nessuno la mette per iscritto.

Le porte le scegli tu, perché è una questione di gusto. I sanitari li hai già comprati in offerta. Il pavimento lo prendi dal rivenditore dove ti hanno fatto un prezzo. Noi facciamo la posa. Finché tutto arriva integro e nel giorno giusto, non succede niente e nessuno si accorge che manca un pezzo di accordo.

Poi una volta su cinque qualcosa non torna: il pezzo arriva rotto, ne arrivano quattro invece di cinque, la misura non è quella, oppure arriva il giorno dopo quello in cui serviva. E a quel punto ci sono due persone in buona fede che la vedono in modo opposto.

Perché succede sempre nello stesso punto

Quando un'impresa fornisce e posa, la catena è una sola: sceglie, ordina, controlla, posa, garantisce. Se qualcosa non va, c'è un interlocutore solo, e quell'interlocutore ha tutto l'interesse a che il pezzo arrivi giusto, perché se sbaglia paga lui.

Quando il materiale lo compra il cliente, quella catena si spezza a metà. Da una parte c'è il rapporto fra te e chi ti ha venduto il pezzo. Dall'altra c'è il rapporto fra te e noi, che quel pezzo lo mettiamo in opera. Sono due contratti diversi, con due controparti diverse e due tipi di garanzia diversi.

Il problema non è la spaccatura in sé, che è legittima e spesso conveniente. Il problema è che nel punto in cui si spezza non c'è scritto niente, e le tre cose che stanno lì in mezzo restano di nessuno.

Le tre domande, e le risposte che funzionano

Sono sempre queste. Chiuderle richiede tre righe.

Uno: chi controlla il pezzo quando arriva

La risposta che funziona è: chi lo ha comprato, alla consegna, aprendo gli imballi. Non il giorno della posa e non a scatola chiusa.

È l'unico momento in cui una contestazione al venditore è ancora semplice. Un pezzo aperto due settimane dopo, con il cantiere fermo, mette te in una posizione debole con lui e noi in una giornata persa. La regola pratica: il materiale arriva in cantiere prima del giorno in cui serve, e viene aperto e contato subito.

Due: chi paga la giornata se il pezzo non c'è

È la domanda scomoda e va fatta proprio per quello. Se la squadra è programmata per martedì e martedì il materiale non c'è, quella giornata è persa: non si recupera spostando un'altra lavorazione, perché le lavorazioni hanno un ordine.

La risposta che proponiamo, e che scriviamo, è onesta da tutte e due le parti: se il materiale non è disponibile nel giorno concordato, la lavorazione si riprogramma alla prima data utile e la giornata persa resta a carico di chi doveva fornire. Non è una penale: è il riconoscimento che una squadra ferma costa comunque.

Tre: chi ha preso le misure

Qui non esiste una via di mezzo, e cercarla è il motivo di metà delle discussioni.

Se le misure le hai prese tu, o te le ha date il venditore sulla base di una planimetria, il pezzo che arriva è sotto la tua responsabilità. Se le abbiamo prese noi, sono nostre e il pezzo sbagliato lo paghiamo noi. Nel preventivo scriviamo sempre quale delle due, voce per voce, perché su un lavoro capita di avere tutte e due le situazioni insieme: le porte misurate da noi e i sanitari scelti da te su catalogo.

Cosa succedeDi chi è
Il pezzo arriva rotto o difettosorapporto con il venditore: lo segue chi ha comprato
Il pezzo è giusto ma posato maledell'impresa, con i termini di legge sulle opere
Il pezzo è sbagliato di misuradi chi ha preso la misura, e va scritto prima chi è
Il pezzo non arriva nel giorno concordatola giornata resta a chi doveva fornire
Ne arrivano meno del necessariova contato alla consegna, non il giorno della posa
Il materiale è scadente ma conformeresta la scelta di chi lo ha comprato

È la ripartizione ragionevole, non una norma: quello che vale davvero è quello che avete scritto nel preventivo.

Conviene davvero comprare da sé?

A volte sì, ed è giusto dirlo invece di scoraggiare per comodità. Ma il conto va fatto intero, e quasi nessuno lo fa intero.

Il risparmio è reale su due categorie: i prodotti di marca che trovi in promozione, e le cose che hai già o che ti hanno regalato. Su quelli il vantaggio c'è e non è piccolo.

Dall'altra parte del conto ci sono tre voci che di solito non vengono contate:

La regola pratica che diamo, e che vale anche contro il nostro interesse immediato: sulle scelte estetiche forti, come porte, sanitari e rivestimenti, comprare da sé ha senso, perché il gusto è tuo. Su tutto il resto, e soprattutto sui materiali tecnici che stanno dentro il lavoro e non si vedono, conviene lasciarli a chi li posa.

Il caso del locale commerciale

Merita un paragrafo perché lì questa situazione è quasi la regola.

Chi apre un'attività compra da sé buona parte di quello che entra nel locale: arredi, attrezzature, spesso anche porte e sanitari. È ragionevole, perché quelle scelte fanno parte del progetto commerciale e non di quello edile.

Il punto delicato lì non è la rottura del pezzo: è la data di apertura. Un cantiere commerciale ha una scadenza vera, con un affitto che corre e a volte un finanziamento già deliberato. In quel contesto una fornitura in ritardo non fa perdere una giornata di squadra: fa slittare l'apertura.

Per questo, sui locali commerciali, chiediamo sempre che il materiale fornito dalla Committenza sia in cantiere prima dell'inizio della lavorazione che lo riguarda, e lo scriviamo. È la clausola che protegge di più chi apre, molto più di quanto protegga noi.

Dove va tenuto, e chi lo custodisce

È la parte pratica che nessuno considera quando ordina, e che poi diventa un problema il giovedì pomeriggio.

Il materiale che arriva prima va messo da qualche parte, e quella parte deve essere asciutta, chiudibile e fuori dal passaggio. In un appartamento vuoto non è un problema. In una casa abitata, in un locale in ristrutturazione con la porta aperta tutto il giorno, o in un cantiere dove passano anche altri artigiani, lo diventa.

La soluzione che funziona quasi sempre è banale: consegne scaglionate per lavorazione, non un unico carico all'inizio. Costa qualche viaggio in più al fornitore e toglie di mezzo il novanta per cento dei problemi di custodia.

Le tre righe da mettere nel preventivo

Valgono per noi come per chiunque altro. Se un preventivo non le ha, chiedile.

Sono tre righe. Nessuna delle due parti ci perde qualcosa a scriverle, ed è esattamente il motivo per cui un'impresa che si rifiuta di metterle sta dicendo qualcosa di sé.

Quanto scende davvero il preventivo

È la domanda che sta dietro tutte le altre, e la risposta delude spesso.

Chi decide di comprare da sé ha in testa un risparmio grosso, perché guarda il prezzo del pezzo in vetrina e lo confronta con la voce intera del preventivo. Ma dentro quella voce ci sono tre cose, non una: il materiale, la manodopera per metterlo in opera, e la quota di allestimento e coordinamento che quella lavorazione si porta dietro comunque.

Togliendo la fornitura scende solo la prima. La seconda non si tocca, e la terza nemmeno: la squadra viene lo stesso, il cantiere si allestisce lo stesso, il coordinamento c'è lo stesso. Su lavorazioni dove la manodopera pesa molto, come la posa di un pavimento o di un rivestimento, la voce scende molto meno di quanto sembri.

È anche il motivo per cui non facciamo uno sconto forfettario quando il materiale lo porti tu: rifacciamo la voce. Un numero tondo tolto a occhio finirebbe per essere sbagliato in una delle due direzioni, e in tutti e due i casi qualcuno se ne accorge dopo.

Domande Frequenti

Posate materiale comprato da me?

Sì, e capita spesso: porte, sanitari, rubinetteria, pavimenti, a volte i serramenti. Chiediamo solo tre cose scritte nel preventivo: chi controlla il materiale quando arriva, cosa succede se manca o è rotto il giorno della posa, e chi ha preso le misure. Non è diffidenza, è il modo per non discuterne dopo.

Se il pezzo arriva rotto, chi paga?

Il rapporto con chi te l'ha venduto è tuo, quindi la sostituzione la segui tu. Quello che va deciso prima è un'altra cosa: chi paga la giornata di squadra che salta perché il pezzo non c'è. Se non è scritto da nessuna parte, diventa una discussione in cui tutti e due hanno ragione.

Se il materiale è scadente, ve ne accorgete?

Spesso sì, e te lo diciamo prima di posarlo. Ma su un materiale fornito da te non possiamo garantire il risultato come se lo avessimo scelto noi: se un profilo è storto o una piastrella ha tolleranze fuori norma, il difetto si vede a posa finita e non è della posa. Per questo il controllo al momento della consegna conta più di quanto sembri.

Chi prende le misure?

È la domanda che risolve la metà dei problemi. Se le misure le prendi tu o te le dà il venditore, il pezzo che arriva è sotto la tua responsabilità. Se le prendiamo noi, sono nostre. Non esiste una terza possibilità, e nel preventivo scriviamo sempre quale delle due è.

Conviene comprare da sé per risparmiare?

A volte sì, soprattutto su prodotti di marca che trovi in offerta o su cose che hai già. Ma il conto va fatto intero: il risparmio sul pezzo va confrontato con il rischio di una giornata persa, con il tempo che ci metti tu a seguire ordini e resi, e col fatto che sulla fornitura nostra hai un interlocutore solo. Su lavori piccoli spesso conviene; su lavori grandi quasi mai.

Sui sanitari e sulle porte come funziona di solito?

Sono le due categorie in cui il cliente compra più spesso, ed è ragionevole: sono scelte estetiche. La regola pratica che consigliamo è che il pezzo arrivi in cantiere prima del giorno in cui serve, non lo stesso giorno, e che venga aperto e controllato alla consegna con qualcuno presente.

E la garanzia, poi, di chi è?

Si divide. Del prodotto risponde chi te l'ha venduto, con le regole della vendita. Della posa rispondiamo noi, con i termini di legge sulle opere. Il punto delicato è il caso di mezzo, cioè un pezzo buono posato male o un pezzo difettoso che sembra posato male: si distingue guardandolo, e per questo conviene che eventuali contestazioni arrivino subito, non a distanza di mesi.

Fate uno sconto se il materiale lo porto io?

Il preventivo è per voci: se una voce comprende la fornitura e tu la togli, quella parte scende. Quello che non scende è la manodopera, che spesso è la parte grossa. Capita che chi si aspettava metà prezzo scopra che il risparmio è molto minore: meglio saperlo prima di ordinare.

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