Dodicimila abitanti fra due laghi e un borgo medievale, con cinque vincoli paesaggistici sovrapposti e la zona sismica 3S mentre i comuni a valle stanno in zona 3.
Dodicimila abitanti su ventitré chilometri quadri, all'imbocco della Val di Susa, dentro l'anfiteatro morenico di Rivoli e Avigliana. Da Chieri sono una quarantina di chilometri, da Torino ventotto.
Due laghi, il Grande e il Piccolo, e un parco naturale di quattrocentonove ettari istituito nel 1980. Un borgo medievale su due nuclei, il Vecchio e il Nuovo, con torri, porte, portici ogivali del Duecento e la Torre dell'Orologio che ospitò il primo orologio pubblico del Piemonte. E sopra, i ruderi del castello, demolito dai francesi nel 1691 e mai più ricostruito.
Poi c'è l'altra Avigliana, quella che ha fatto il Novecento. Nel 1872 la Dinamite Nobel aprì qui la sua filiale italiana, in località Valloja: fu il primo dinamitificio d'Italia, e nel 1917 contava oltre cinquemila dipendenti. Chiuse nel 1965. Da quel momento l'occupazione nell'industria è passata dal quarantotto per cento del 1991 al trentatré del 2011, e il paese è diventato quello che è adesso: una città di residenti che lavorano fuori, con trentotto treni al giorno e ventisette minuti da Porta Nuova.
Due patrimoni che convivono, e non è comune.
Zone A del piano, con una variante dedicata solo al centro storico. Muratura in pietra e mattoni, bifore in cotto, portici. Qui il colore delle facciate segue la mazzetta del Comune di Torino, i serramenti non conformi vanno sostituiti quando si tocca il prospetto, e le ringhiere con bacchette e ricciolo si recuperano, non si buttano.
Avigliana ha insieme più patrimonio storico della media, con il 18,3 per cento delle abitazioni anteriori al 1919 contro il 10,2 nazionale, e più costruito recente della media, con il 10,6 per cento tirato su nell'ultimo decennio censito contro il 6,7 regionale. Non è un paese vecchio e non è un paese nuovo: sono due mestieri diversi che convivono.
Ghiaie, ciottoli e sabbie lasciate dal ghiacciaio, e un regolamento che vieta di spianare. Qui si lavora con muri di sostegno e fondazioni che seguono il pendio, e il piano interrato ha il problema dell'acqua di versante, non della falda.
Avigliana è un bel posto e questo ha un prezzo amministrativo che va conosciuto prima di firmare, non dopo.
Sul territorio insistono cinque dichiarazioni di notevole interesse pubblico: la fascia intorno ai due laghi, una zona del comune, la collina a nord del Lago Grande, il masso erratico della Pera Forcera e l'intera zona intermorenica aviglianese. Sopra ci sono il parco naturale e le zone della Rete Natura 2000. La Commissione Locale per il Paesaggio esiste e lavora, e la Soprintendenza può arrivare a prescrivere il colore: sull'ex Dinamitificio, nel luglio 2026, ha imposto tonalità mattonacee con campionatura in sopralluogo.
E c'è il sisma. Avigliana è in zona 3S, che vuol dire assoggettata alle procedure della zona 2, mentre Rosta, Buttigliera Alta, Rivoli, Trana e Reano sono in zona 3. Sono comuni confinanti: lo stesso intervento strutturale, tre chilometri a valle, ha un iter più leggero. Chi arriva da fuori e non lo sa se ne accorge quando la pratica si ferma.
Questa è la cosa che non si aspetta nessuno, e riguarda anche chi rifa solo un bagno.
Avigliana è stata una delle prime città del Piemonte a darsi un allegato energetico al regolamento edilizio, nell'aprile 2007, e ad approvare in Consiglio Comunale il piano d'azione per l'energia sostenibile. L'allegato vigente è del luglio 2019, e contiene requisiti cogenti che si attivano su interventi che nessuno considererebbe grandi.
Se i servizi igienici vengono sottoposti a ristrutturazione, diventano obbligatorie le cassette di scarico a due volumi e i dispositivi di aerazione su tutti i rubinetti di lavelli, lavandini, bidet e docce. Se si rifà la rete di adduzione dell'acqua sanitaria in un edificio con più unità, diventano obbligatori i contatori volumetrici per unità, e la prescrizione vale anche quando l'intervento riguarda una sola unità. Sull'involucro valgono le verifiche di assenza di condensa interstiziale e la correzione dei ponti termici sui nodi elencati.
Non sono consigli, sono requisiti comunali. Un preventivo che non li prevede non è un preventivo più conveniente: è un preventivo che salta fuori dopo, quando i materiali sono già ordinati.
Valori indicativi per Avigliana, che si chiudono dopo aver visto. Su un edificio del borgo quello che c'è sotto l'intonaco si scopre aprendo, e le finiture non sono libere: un preventivo serio dice sempre cosa succede se sotto si trova più di quanto si vedeva.
| Intervento | Costo indicativo | Da cosa dipende |
|---|---|---|
| Tinteggiatura su intonaco sano | 40 - 60 euro/mq | Tipo di pittura e altezza dell'edificio |
| Risanamento intonaco e tinteggiatura | 60 - 90 euro/mq | Quanta superficie va spicconata |
| Rifacimento completo della facciata | 80 - 110 euro/mq | Stato del supporto e presenza di decori |
| Ripristino frontalini e cordoli | 70 - 180 euro/ml | Profondità della corrosione e sezione dei ferri |
| Impermeabilizzazione di un balcone | 35 - 90 euro/mq | Se il pacchetto va demolito o no |
| Rifacimento completo del balcone | 180 - 350 euro/mq | Demolizione, pendenze, pavimentazione |
| Ponteggio, montaggio e smontaggio | 12 - 20 euro/mq | Una tantum, indipendente dalla durata |
| Ponteggio, nolo | 8 - 15 euro/mq al mese | Corre finché il ponteggio resta su |
Il nolo del ponteggio è l'unica voce che cresce col tempo invece che col lavoro: ogni settimana di pioggia e ogni attesa di una pratica si paga senza produrre avanzamento. È il motivo per cui, quando il ponteggio è su, conviene decidere di fare tutto quello che da lì si raggiunge.
Quattro cose, e due riguardano le carte più dei muri.
Fra esclusi, semplificati e ordinari cambiano i mesi, non i moduli. Su un tetto o una facciata questo può spostare il cantiere di una stagione intera, e in un comune da quasi tremila gradi giorno una stagione persa vale un anno.
In zona 3S le procedure sono quelle della zona 2. Va saputo prima di impostare il cronoprogramma, perché l'autorizzazione preventiva non è una formalità.
Bagno, rete idrica, involucro. Sono voci che entrano nel computo e nel preventivo, e che qui non sono opzionali.
Sulla morena l'acqua scende dentro il versante e preme sul muro controterra. Se c'è un interrato sul lato a monte, si guarda lì per primo.
Cinque passaggi, sempre nello stesso ordine.
Prima di far muovere qualcuno guardiamo un video e le misure grezze. Con quelle diamo un ordine di grandezza in giornata: serve a capire se siamo nello stesso mondo prima di far viaggiare una squadra da Torino.
Ad Avigliana il sopralluogo serve anche a leggere le carte: si guarda in che fascia di vincolo cade l'intervento, se tocca la struttura e cosa fa scattare l'allegato energetico. È il momento in cui il numero smette di essere un'ipotesi e i tempi smettono di essere una speranza.
Lavorazioni, tempi e incognite. Se una porzione non è stata sondata sta scritto, con il modo in cui ci si comporta se sotto si trova più degrado di quanto si vedeva.
Inizio e fine si concordano prima. Se qualcosa cambia in corsa, si ferma quella voce, si quantifica e si riparte: mai un lavoro eseguito e un prezzo comunicato alla fine.
Si gira insieme e si consegna la documentazione: le foto di quello che è stato coperto, le dichiarazioni degli impianti toccati, il conto che riporta le eventuali varianti.
Non un progetto e nemmeno una planimetria. Quattro cose che si prendono col telefono in dieci minuti, e con quelle rispondiamo lo stesso giorno.
Un video girato piano, camminando, con la luce del giorno: vale più di venti foto perché mostra i rapporti fra le cose, quanto è alto un muro rispetto a una porta, quanto è stretto un passaggio, come corre una crepa. Le misure grezze delle superfici, anche a passi. Le quattro misure dell'accesso se serve un mezzo. E una frase su cosa vorresti ottenere, che spesso sposta il preventivo più delle misure.
Quello che ne esce è un'anteprima e la chiamiamo così. Il prezzo si chiude dopo il sopralluogo a Avigliana, e se sotto si trova più di quanto si vedeva il numero cambia: sta scritto nel preventivo, non lo scopri dopo.
Quattro, e tre nascono dal trattare Avigliana come i comuni a valle.
È l'errore che costa i mesi. Un intervento che finisce in procedura ordinaria invece che semplificata non aggiunge un modulo, aggiunge una stagione.
Cassetta a due volumi, aeratori, contatori per unità. Sono poche centinaia di euro, ma se saltano fuori a materiali ordinati diventano una variante e un ritardo.
Scavi e riporti oltre il metro e sbancamenti per ricavare locali fuori terra non sono ammessi. Chi progetta come in pianura si ferma in istruttoria.
Tre chilometri separano la zona 3 dalla 3S. Il progetto strutturale pensato per Rosta, ad Avigliana segue un altro iter.
Siamo di Chieri, in provincia di Torino, e a Avigliana ci lavoriamo abitualmente: rientra nel raggio che copriamo tutti i giorni, non in una trasferta.
Avigliana è sulla direttrice che facciamo abitualmente, con Rivoli, Alpignano e Pianezza sulla strada, e ha tre uscite autostradali sue. La variabile che pesa sul preventivo qui non è la distanza, sono le autorizzazioni: le verifichiamo prima e le scriviamo nel cronoprogramma, invece di scoprirle a cantiere aperto.
Il sopralluogo è gratuito quando i lavori vengono poi affidati a noi. Se serve solo a corredare una pratica o un preventivo senza affidamento ha un costo, che viene scalato per intero dal preventivo in caso di successivo affidamento.
Sì. Sono una quarantina di chilometri e lavoriamo già a Rivoli, Alpignano e Pianezza, che stanno sulla stessa direttrice. Avigliana ha tre uscite autostradali sue, quindi l'accesso non è mai il problema: il problema, semmai, sono le pratiche.
Sì, e sorprende quasi tutti. Il Comune ha un allegato energetico al regolamento edilizio dal 2007, uno dei primi in Piemonte. Se i servizi igienici vengono ristrutturati diventano obbligatori la cassetta di scarico a due volumi e i dispositivi di aerazione su tutti i rubinetti di lavelli, lavandini, bidet e docce. Se si rifà la rete dell'acqua sanitaria scattano i contatori volumetrici per unità, anche quando l'intervento riguarda una sola unità. Sono requisiti cogenti, non consigli.
Per due motivi che si sommano. Il primo è il paesaggio: sul territorio insistono cinque dichiarazioni di notevole interesse pubblico, più il parco naturale dei laghi e le zone della Rete Natura 2000. Il secondo è il sisma: Avigliana è in zona 3S, che segue le procedure della zona 2, mentre Rosta, Buttigliera Alta, Rivoli, Trana e Reano sono in zona 3. Lo stesso identico intervento strutturale, pochi chilometri a valle, ha un iter più leggero.
No. Il regolamento edilizio chiede che le costruzioni in zona collinare seguano l'andamento del terreno, con scavi e riporti contenuti entro un metro, e vieta espressamente gli sbancamenti finalizzati a ricavare locali abitabili fuori terra. Su una morena di ghiaie e ciottoli questo significa lavorare con opere di sostegno e fondazioni articolate, non spianando. È una competenza, e va messa in conto nel preventivo.
Ad Avigliana la risposta la dà il Comune con il listino degli oneri. Una trasformazione d'uso o una ristrutturazione in centro storico paga 14,77 euro al metro cubo, una nuova costruzione ne paga fino a 68,60. E alle ristrutturazioni con aumento di carico urbanistico gli oneri si riducono a un terzo. Il paese ha scelto il consumo di suolo zero e lo ha scritto nelle tariffe.
È il luogo comune più diffuso su Avigliana, e i numeri dicono il contrario. Le abitazioni non occupate nei centri abitati sono il 7,6 per cento, contro il 18,3 della media piemontese. Il turismo qui è giornaliero, non residenziale. Vuol dire che si lavora quasi sempre in case abitate, con la famiglia dentro, e il cantiere va organizzato per la convivenza: polvere, rumore, accessi e tempi si concordano prima.
È un'anteprima e lo scriviamo sempre. Su un appartamento in ordine tiene bene. Ad Avigliana però c'è una variabile che non si vede in nessun video, ed è quali autorizzazioni servono: prima di chiudere un numero verifichiamo in che fascia di vincolo cade l'intervento, perché sposta i tempi molto più del prezzo.
È gratuito quando i lavori vengono poi affidati a noi. Se serve unicamente a corredare una pratica o un preventivo senza affidamento delle opere ha un costo, che viene scalato per intero dal preventivo in caso di successivo affidamento.
Il titolo edilizio, che è solo il primo dei due binari.
I requisiti veri, altezza media compresa.
In collina l'acqua preme di lato, e si ferma da fuori.
Quando conviene e quando invece fa danno.
Dieci chilometri a valle, sulla stessa Dora e sulla stessa morena.
Sulla stessa collina morenica, dall'altro versante.