Ottomilatrecento abitanti sulla piana del Sangone, con quarantaquattro metri di dislivello in tutto il comune. Metà delle case è del ventennio 1961-1980, e la falda sta fra zero e cinque metri sotto i piedi.
Ottomilatrecento abitanti su cinque chilometri quadri e mezzo, sulla riva destra del Sangone, all'imbocco della Val Sangone. Da Chieri sono poco più di venti chilometri.
La prima cosa da sapere su Bruino sta in un numero: fra il punto più basso e il punto più alto del comune ci sono quarantaquattro metri. È pianura alluvionale, piatta, con i canali irrigui che la attraversano e il Sangonetto che la costeggia a ovest.
La seconda cosa sta in un altro numero. Fra il 1961 e il 1971 la popolazione è passata da novecentotrenta a tremilatrecento abitanti: il paese è quadruplicato in dieci anni. Il quartiere della Quercia nacque per gli operai dello stabilimento Fiat di Rivalta, il Valverde come edilizia economica popolare, e attorno un gran numero di case piccole con un po' di giardino. Lo stemma comunale, concesso nel 1979, porta una ruota dentata industriale: il paese si è dato per simbolo un ingranaggio.
Tre blocchi, e uno solo vale metà del paese.
È il cinquantadue per cento delle abitazioni di Bruino. Sono case tirate su prima della prima legge sul risparmio energetico: muratura senza isolamento, ponti termici su travi e pilastri, serramenti senza taglio termico, cassonetti che soffiano. E quasi tutte hanno cantina o box sotto quota.
Settecento alloggi fra il 1991 e il 2000. Hanno il primo isolamento, ma sottile, e oggi sono le più mature per la sostituzione della caldaia e dei serramenti: l'involucro regge ancora, gli impianti no.
La forma tipica di Bruino. Due piani fuori terra, sette metri e mezzo di altezza massima, un lotto attorno. Su queste il piano regolatore concede un ampliamento una tantum del venti per cento, ed è la richiesta che riceviamo più spesso: veranda, portico, una stanza in più, il sottotetto recuperato.
In quasi tutti i comuni l'acqua nel seminterrato è un sospetto da verificare. A Bruino è scritta nel piano regolatore.
Il piano individua le aree IDR, dove la falda sta fra zero e tre metri e fra tre e cinque metri dal piano campagna. In quelle aree vieta le infrastrutture interrate sotto falda e impone che fra l'imposta delle fondazioni e la massima escursione della falda resti almeno un metro libero. E siccome così diventerebbe impossibile fare cantine e box, in cambio permette di alzare il piano terra fino a centotrenta centimetri sopra il piano stradale, contro i quaranta ammessi nel resto del comune. La motivazione, scritta nelle norme, è evitare le tracimazioni d'acqua nelle costruzioni.
Il punto è che questa regola è recente e metà delle case di Bruino è degli anni Sessanta e Settanta. Quelle case il metro di franco non ce l'hanno, e le loro cantine sono state scavate quando nessuno metteva per iscritto dove stava l'acqua. Non è un difetto di costruzione: è il motivo per cui in questo paese il lavoro sull'acqua è ordinario e non eccezionale.
Valori indicativi per Bruino, che si chiudono dopo aver visto. Su una casa del ventennio 1961-1980 quanto lavoro serve davvero si capisce quando si apre: un preventivo serio dice sempre cosa succede se sotto si trova più di quanto si vedeva.
| Intervento | Costo indicativo | Da cosa dipende |
|---|---|---|
| Tinteggiatura su intonaco sano | 40 - 60 euro/mq | Tipo di pittura e altezza dell'edificio |
| Risanamento intonaco e tinteggiatura | 60 - 90 euro/mq | Quanta superficie va spicconata |
| Rifacimento completo della facciata | 80 - 110 euro/mq | Stato del supporto e presenza di decori |
| Ripristino frontalini e cordoli | 70 - 180 euro/ml | Profondità della corrosione e sezione dei ferri |
| Impermeabilizzazione di un balcone | 35 - 90 euro/mq | Se il pacchetto va demolito o no |
| Rifacimento completo del balcone | 180 - 350 euro/mq | Demolizione, pendenze, pavimentazione |
| Ponteggio, montaggio e smontaggio | 12 - 20 euro/mq | Una tantum, indipendente dalla durata |
| Ponteggio, nolo | 8 - 15 euro/mq al mese | Corre finché il ponteggio resta su |
Il nolo del ponteggio è l'unica voce che cresce col tempo invece che col lavoro: ogni settimana di pioggia e ogni attesa di una pratica si paga senza produrre avanzamento. È il motivo per cui, quando il ponteggio è su, conviene decidere di fare tutto quello che da lì si raggiunge.
Quattro cose, e le prime due costano poco da sistemare.
È la causa più frequente e la meno cara da togliere. Un pluviale che scarica a venti centimetri dal muro allaga la cantina molto prima della falda, e nessuno lo guarda.
Su un comune con quarantaquattro metri di dislivello totale, la pendenza nei primi due metri attorno all'edificio non ce l'ha nessuno per natura: gliela si dà. Se non c'è, l'acqua resta appoggiata al muro.
Venti centimetri separano una cantina asciutta da una che si allaga. Si misurano rispetto al piano di campagna attuale, che spesso è salito nel tempo per via delle pavimentazioni rifatte una sopra l'altra.
Nelle case di quel ventennio stanno spesso in basso, in taverna o nel box, messi quando nessuno pensava che potesse entrare acqua. È la voce che trasforma un allagamento in un danno serio.
Cinque passaggi, sempre nello stesso ordine.
Prima di far muovere qualcuno guardiamo un video e le misure grezze. Con quelle diamo un ordine di grandezza in giornata: serve a capire se siamo nello stesso mondo prima di far viaggiare una squadra da Torino.
Su una casa con l'acqua in cantina il sopralluogo non è una formalità: si misurano le quote attorno all'edificio, si guarda dove scaricano i pluviali e a che altezza stanno bocche di lupo e soglie. È il momento in cui il numero smette di essere un'ipotesi.
Lavorazioni, tempi e incognite. Se una porzione non è stata sondata sta scritto, con il modo in cui ci si comporta se sotto si trova più degrado di quanto si vedeva.
Inizio e fine si concordano prima. Se qualcosa cambia in corsa, si ferma quella voce, si quantifica e si riparte: mai un lavoro eseguito e un prezzo comunicato alla fine.
Si gira insieme e si consegna la documentazione: le foto di quello che è stato coperto, le dichiarazioni degli impianti toccati, il conto che riporta le eventuali varianti.
Non un progetto e nemmeno una planimetria. Quattro cose che si prendono col telefono in dieci minuti, e con quelle rispondiamo lo stesso giorno.
Un video girato piano, camminando, con la luce del giorno: vale più di venti foto perché mostra i rapporti fra le cose, quanto è alto un muro rispetto a una porta, quanto è stretto un passaggio, come corre una crepa. Le misure grezze delle superfici, anche a passi. Le quattro misure dell'accesso se serve un mezzo. E una frase su cosa vorresti ottenere, che spesso sposta il preventivo più delle misure.
Quello che ne esce è un'anteprima e la chiamiamo così. Il prezzo si chiude dopo il sopralluogo a Bruino, e se sotto si trova più di quanto si vedeva il numero cambia: sta scritto nel preventivo, non lo scopri dopo.
Quattro, e tre nascono dal voler risolvere da dentro.
È il rimedio più venduto e quello che dura meno. L'acqua continua ad arrivare e trova un'altra strada, di solito mezzo metro più in alto.
Cartongesso, pavimento nuovo e pittura su un muro che continua a prendere acqua da fuori. Dopo due inverni si rifa tutto, e si è pagato due volte.
Ogni pavimentazione posata sopra la vecchia alza il terreno rispetto alla casa. Fatto due volte, la soglia finisce sotto il piano di campagna e l'acqua entra dalla porta.
A volte lo è, spesso no. Prima si escludono pluviali, pendenze e perdite di una tubazione interrata, che costano poco da verificare e pochissimo da sistemare. Partire dal drenaggio profondo è partire dalla voce più cara.
Siamo di Chieri, in provincia di Torino, e a Bruino ci lavoriamo abitualmente: rientra nel raggio che copriamo tutti i giorni, non in una trasferta.
Bruino è dentro il raggio in cui ci muoviamo tutti i giorni: Rivalta, Piossasco e Orbassano sono a pochi minuti e spesso serviamo più cantieri nella stessa zona. Vuol dire che qui non c'è il costo di trasferta che mettiamo su un lavoro in Liguria, e si vede sul preventivo.
Il sopralluogo è gratuito quando i lavori vengono poi affidati a noi. Se serve solo a corredare una pratica o un preventivo senza affidamento ha un costo, che viene scalato per intero dal preventivo in caso di successivo affidamento.
Sì, e non è una trasferta: sono poco più di venti chilometri e lavoriamo già a Rivalta, Piossasco e Orbassano, che sono qui accanto. Su Bruino ci muoviamo anche per lavori di media dimensione, non solo per i cantieri lunghi.
Spesso sì, e a Bruino non è un sospetto: la falda è mappata nel piano regolatore fra zero e cinque metri dal piano campagna, nelle aree chiamate IDR. Ma prima di dare la colpa alla falda si guardano due cose più banali e più economiche: dove scaricano i pluviali e come pende il terreno attorno alla casa. In molti casi il problema è lì, e costa un decimo.
Su una casa esistente non si alza il piano terra: si lavora sul contorno. Quello che il piano regolatore permette fino a centotrenta centimetri riguarda le costruzioni nuove nelle aree a falda superficiale. Su una casa fatta cinquant'anni fa si interviene con drenaggi, vespai, bocche di lupo rialzate e soglie.
Il piano regolatore di Bruino prevede per gli edifici uni e bifamiliari un ampliamento una tantum del venti per cento del volume per miglioramento igienico e funzionale, con un minimo garantito di settantacinque metri cubi. Se l'indice del lotto è già saturo si può comunque recuperare un venti per cento di superficie calpestabile dentro la sagoma. I numeri esatti sul tuo lotto li conferma il tuo tecnico: noi ti diciamo cosa comporta in cantiere.
A Bruino il sottotetto è abitabile se raggiunge un'altezza media di due metri e settanta, e la sua cubatura viene conteggiata. È una delle richieste più frequenti in un paese dove le case hanno due piani fuori terra e non se ne possono aggiungere.
Perché il piano regolatore fissa sette metri e mezzo di altezza massima e due piani fuori terra nelle zone residenziali di completamento. Il paese è cresciuto in orizzontale, con case piccole e un po' di giardino, e questo determina il tipo di lavoro che serve: interventi su singole proprietà, non delibere condominiali.
È un'anteprima e lo scriviamo sempre. Su un appartamento in ordine tiene bene. Su un problema d'acqua al piano interrato no: le quote del terreno non si leggono da una fotografia. Il numero definitivo si chiude dopo il sopralluogo.
È gratuito quando i lavori vengono poi affidati a noi. Se serve unicamente a corredare una pratica o un preventivo senza affidamento delle opere ha un costo, che viene scalato per intero dal preventivo in caso di successivo affidamento.
Perché l'acqua si ferma da fuori e non da dentro.
Venti centimetri di quota separano l'asciutto dall'allagato.
L'opera più economica contro l'acqua alla base, e la meno fatta.
Quando serve davvero scavare attorno alla casa.
Il comune accanto, sulla stessa piana del Sangone.
Tre chilometri a sud, dove la pianura incontra il monte San Giorgio.