Un ricetto medievale con la porta ancora in piedi, e quattro valli attorno. Nel borgo serve un mezzo che ci entri, nelle valli serve saper gestire l'acqua.
Casalborgone sta sulla collina tra il Po e il Monferrato e ha una storia documentata che parte da lontano: atti del 999 e 1000 nominano l'area di Trebbea, è il nome Casale Bergonis compare nel 1265, dal nome germanico Bergone, probabilmente il proprietario del luogo. Casale indicava un piccolo gruppo di case rurali: il paese nasce come un gruppo di cascine.
Attorno a quel nucleo si formò il castello, le cui strutture più antiche risalgono all'XI secolo, e accanto un ricetto, di cui restano i ruderi di una torretta e la porta d'ingresso del Cinquecento. Il ricetto è la ragione per cui oggi il centro è fatto così: era un recinto fortificato dove la comunità metteva al riparo persone e raccolti, quindi costruito il più compatto possibile, con una sola porta.
Per chi deve far fare lavori questa è l'informazione utile: nel nucleo antico non si passa, o si passa a fatica. Il nostro mini escavatore entra da aperture di ottanta o novanta centimetri, ed è esattamente il tipo di posto per cui esiste. Attorno invece ci sono le frazioni Ceriaglio, Borganino, Val Chiapini e Val Frascherina, dove lo spazio c'è e il problema diventa un altro: dove va a finire l'acqua.
A Casalborgone il territorio si legge in tre fasce, e cambiano completamente sia l'accesso sia il tipo di lavoro.
Il centro storico conserva l'impianto del ricetto: edifici addossati, muratura portante in pietra e mattoni, cortili chiusi e passaggi che nascono per la difesa e non per far passare un mezzo. Della cinta restano la torretta e la porta cinquecentesca.
I lavori tipici sono l'umidità nei piani terra, che qui arriva dal terreno a monte e non dalla risalita, e lo smaltimento delle acque nei cortili interni, spesso affidato a sistemi vecchi di decenni. Il vincolo è sempre lo stesso: entrare. Verifichiamo prima larghezza, altezza dei passaggi voltati e portanza del cortile.
Le frazioni sono nuclei di case rurali, coerenti con l'origine del paese, con attorno cascine e case sparse sui versanti coltivati. Muratura in mattoni, corpi aggiunti in epoche diverse, aie e strutture di servizio.
Qui il mezzo arriva e i lavori sono quelli in cui rende di più: trincee per allacci anche lunghe, drenaggi perimetrali, vecchie fosse e cisterne da bonificare, accessi da sistemare. Il camion serve quanto l'escavatore, perché il materiale da portare via è tanto.
Le due valli danno il nome a due frazioni e descrivono bene la morfologia del comune: non un altopiano ma un sistema di vallecole, dove l'acqua ha un percorso preciso e chi ci costruisce sopra si trova su quel percorso.
Il lavoro qui è la regimazione delle acque e i muri di sostegno. Sui versanti della collina torinese, fatti di marne e argille, l'acqua che scende da monte è la causa della maggior parte dei cedimenti: il muro è quasi sempre la vittima, non il colpevole.
Prezzi indicativi per Casalborgone e frazioni. Siamo a circa venticinque minuti da Chieri, quindi nessun costo di trasferta e sopralluogo gratuito.
Il mezzo passa da aperture di ottanta o novanta centimetri, quindi entra nei cortili del ricetto dove un escavatore normale resta in strada.
Nelle valli l'acqua arriva da monte attraverso il terreno. Si intercetta prima con dreno, geotessile e tubo che finisce in un punto di raccolta reale.
Scavo, fondazione e strato drenante dietro il muro, che è la parte che decide la durata e quella che tutti tagliano per risparmiare.
Sui lotti profondi delle frazioni le trincee sono lunghe, ed è il lavoro in cui il mezzo compatto rende di più perché avanza in continuo.
Autocarro nostro e documentazione in regola. Sulle cascine il volume da portare via è spesso maggiore di quanto sembra.
Case, cascine e appartamenti chiavi in mano, con un solo preventivo e un solo referente.