Dal borgo sul Po alle frazioni collinari di Bardassano e Bussolino. Venti minuti da Chieri, il mezzo arriva ovunque e il sopralluogo è gratuito.
Gassino ha una data di nascita documentata: un diploma del 1004 con cui Arduino, re d'Italia, concede la giurisdizione di Villa Gassingo ad Alberico. Da allora la sua storia è quella di un posto di confine, e i posti di confine ottengono privilegi: nel 1299 gli abitanti ricevono l'autorizzazione a circondare il borgo di mura.
Quelle mura servirono. Nel 1305 Manfredi IV di Saluzzo occupò il territorio e il principe Filippo d'Acaia assediò Gassino per quasi un anno, prima di arrivare a un accordo con gli assediati. Il legame definitivo con i Savoia arrivò solo nel 1418. Nella frazione Bardassano c'è ancora il castello dell'XI secolo, documentato dal 1290 come presidio fortificato della Repubblica di Chieri contro i marchesi del Monferrato.
Oggi Gassino ha 9.332 abitanti ed è il comune più grande di questo tratto di collina. Per chi deve far fare lavori conta una cosa sopra tutte: qui il territorio si divide in due, il fondovalle lungo il Po e le frazioni collinari, e sono due tipi di cantiere completamente diversi.
A Gassino le situazioni sono tre e cambiano soprattutto per la pendenza, che è quello che decide come si comporta l'acqua e quanto lavora un muro.
Il nucleo storico e la fascia lungo il Po hanno edilizia in muratura, cortili interni e case a cortina, con l'aggiunta di edilizia residenziale del secondo dopoguerra. Il terreno è pianeggiante e alluvionale.
I lavori ricorrenti sono trincee per allacci, drenaggi perimetrali, cortili che si allagano e vecchie fosse o pozzi perdenti da bonificare. Qui il mezzo entra ovunque e i cantieri si chiudono in tempi certi, che è il modo in cui preferiamo lavorare.
Salendo verso la collina il patrimonio cambia: ville e case indipendenti costruite in gran parte tra gli anni Sessanta e Ottanta, con giardini su pendio, muri di sostegno e accessi in salita.
Qui si concentra il grosso del nostro lavoro: muri di sostegno che si spanciano, drenaggi che non scaricano più, vialetti che cedono, terreno che si muove a valle dopo le piogge forti. La collina torinese è fatta di marne e argille, e queste rispondono all'acqua molto più della ghiaia di pianura.
Le frazioni collinari hanno nuclei di origine medievale, con edilizia in muratura di pietra e mattoni, cortili chiusi e passaggi stretti, e attorno cascine e case sparse sui versanti coltivati.
Nei nuclei l'accesso è il vincolo: si passa da androni e vie strette, ed è il caso in cui serve un mezzo che entri da ottanta centimetri. Nelle case sparse invece lo spazio c'è, e il lavoro è la regimazione delle acque su superfici ampie.
Prezzi indicativi per Gassino e frazioni. Siamo a circa venti minuti da Chieri, quindi non applichiamo costi di trasferta e il sopralluogo è gratuito.
Scavo, piano di posa, fondazione e soprattutto lo strato drenante dietro il muro. Quasi nessun muro cede per il calcestruzzo: cede perche l'acqua dietro non aveva una via d'uscita.
Su un pendio l'acqua non arriva dal cielo ma da monte, e va intercettata prima che raggiunga la casa o il muro. Dreno, geotessile e tubo con sbocco reale.
Trincee per allacci, livellamenti, basamenti, scavi per piscina. Il mezzo passa da aperture di ottanta o novanta centimetri.
Sottofondo compattato per strati, drenaggio e finitura. Su un accesso in salita la pendenza va gestita anche per l'acqua, non solo per le auto.
Portiamo via terra e macerie con il nostro autocarro e la documentazione in regola.
Case e appartamenti chiavi in mano, con un solo preventivo e un solo interlocutore.