Un castello ricostruito due volte, nel Seicento e nel Settecento, e intorno le vigne della Freisa. Qui il lavoro cambia tra il nucleo storico e i versanti coltivati.
Riva presso Chieri sta a circa duecentosessanta metri di altitudine, su un poggio a pochi minuti da Chieri. Le prime tracce risalgono a molto prima del Medioevo: nella zona sono stati trovati resti di insediamenti celtici e liguri, e diversi siti archeologici di epoca romana. Il nome del paese compare nei documenti già nel 1223, quando Riva era divisa tra i signori di Asti e il comune di Chieri, e dal 1034 il feudo era tra i possedimenti dei conti di Biandrate.
Il segno più visibile di questa storia è il castello. Nel 1618 il duca Carlo Emanuele I lo donò a Margherita di Roussillon de Châtelard, e l'architetto Carlo di Castellamonte lo ricostruì secondo i canoni dell'epoca. Un secolo dopo, nel 1738, fu Bernardo Vittone a fornire nuovi disegni per un'ulteriore trasformazione. Due ricostruzioni barocche in un secolo lasciano un centro storico con muratura spessa e portante, pensata per durare, non per essere leggera.
Attorno al nucleo, la collina è coperta di vigneti: da qui nasce la Freisa di Chieri. Ed è proprio la parte agricola a portare il lavoro più frequente, perché un versante coltivato a vite ha bisogno di terrazzamenti e muri a secco che nel tempo cedono, e di un drenaggio che va rifatto quasi sempre da capo.
Riva presso Chieri si legge per nuclei, non per tipologie. Le situazioni ricorrenti sono queste.
Il centro conserva l'impianto delle due ricostruzioni seicentesca e settecentesca, con muratura portante spessa e fondazioni pensate per un edificio nobiliare. Attorno, case e cascine più semplici si sono addossate nei secoli.
I lavori tipici sono il consolidamento di murature datate e la regimazione delle acque nei cortili interni, spesso su un fondo che non è mai stato impermeabilizzato a dovere.
La collina intorno al paese è coltivata a vite fin dall'Ottocento, e il paesaggio è fatto di terrazzamenti sostenuti da muri a secco o in pietra, che nel tempo si spanciano o cedono per l'acqua che si accumula dietro.
Qui il lavoro più richiesto è il consolidamento del muro con un drenaggio vero dietro, non solo il rifacimento della faccia a vista.
Attorno al concentrico si sono sviluppate case indipendenti e ville, molte con giardino in pendenza verso valle.
I problemi ricorrenti sono muri di sostegno del giardino, vialetti che cedono dopo le piogge e scarichi delle acque piovane mal risolti in fase di costruzione.
Prezzi indicativi per Riva presso Chieri. Siamo a pochi minuti da Chieri, quindi nessun costo di trasferta e sopralluogo gratuito.
L'acqua che scende dal versante va intercettata prima della casa, con dreno, geotessile e tubo che finisce in un punto di raccolta reale.
Scavo, fondazione e strato drenante dietro il muro. Il dreno decide la durata, non lo spessore del calcestruzzo.
Trincee, livellamenti, basamenti, allacci. Il mezzo passa da aperture di ottanta o novanta centimetri e lavora nei cortili chiusi del nucleo storico.
Quello che c'è sotto non si deduce da sopra. Uno o due saggi mirati costano poco e tolgono di mezzo la variabile più cara.
Autocarro nostro con documentazione in regola, conferimento quotato a parte.
Case e appartamenti chiavi in mano, con un solo preventivo e un solo referente.