Terra di Freisa e di versanti coltivati, dove i muri tengono su la collina da secoli. Venti minuti da Chieri, e il mezzo arriva.
Sciolze sta nel cuore della zona Collina Torinese DOC, dove si coltivano Barbera, Bonarda, Freisa, Malvasia di Schierano e Cari. Non è un dettaglio da guida turistica: è la ragione per cui questo territorio ha la forma che ha.
Le vigne di queste colline comparivano negli atti pubblici come vinee ultra padum, le vigne oltre il Po, e già dal Quattrocento il vino di questa zona arrivava alla corte dei Savoia. Notizie precise sulla zona di produzione e sui vitigni si hanno però solo dal Seicento.
Secoli di viticoltura di versante lasciano un'eredità precisa a chi oggi ci deve lavorare: terreni terrazzati, muri di sostegno ovunque e un sistema di regimazione delle acque costruito nel tempo, che funziona finché qualcuno lo mantiene. Quando smette di essere mantenuto, la collina se ne accorge in fretta.
A Sciolze quasi tutto il lavoro ha a che fare con la pendenza e con l'acqua. Le tre situazioni ricorrenti sono queste.
Il centro conserva l'impianto storico con muratura portante, edifici addossati e cortili interni, tipico dei paesi di crinale della collina torinese.
I lavori ricorrenti sono l'umidità nei piani terra, che qui arriva dal terreno a monte e non dalla risalita, e lo smaltimento delle acque nei cortili, spesso affidato a sistemi vecchi che scaricano dove capita. L'accesso è stretto ed è il caso in cui serve un mezzo che passi da ottanta centimetri.
I versanti sono modellati da secoli di viticoltura: terrazzamenti, muri di sostegno, capezzagne e canali di scolo. È un sistema che ha funzionato per generazioni perché veniva mantenuto ogni anno.
Oggi i lavori più richiesti sono il rifacimento o consolidamento dei muri di sostegno e il ripristino del drenaggio. La parte che decide la durata non è il muro ma quello che sta dietro: strato drenante, geotessile e tubo con uno sbocco reale. Un muro che cede dopo qualche inverno quasi mai ha ceduto per il calcestruzzo.
Attorno al concentrico ci sono case indipendenti e ville, molte di chi lavora a Torino e ha scelto la collina, con giardini su pendio, accessi in salita e terrazzamenti ornamentali.
I problemi sono gli stessi delle vigne, in scala domestica: muretti che si spanciano, acqua che arriva da monte e finisce in garage o in taverna, vialetti che si sgretolano al gelo, terreno che scivola dopo le piogge forti. Le marne e le argille della collina torinese rispondono all'acqua molto più dei terreni di pianura.
Prezzi indicativi per Sciolze e case sparse. Siamo a circa venti minuti da Chieri, quindi nessun costo di trasferta e sopralluogo gratuito.
Scavo, piano di posa, fondazione e tutta la parte drenante dietro. Il progetto strutturale, quando serve, resta del tecnico incaricato dalla proprietà: noi eseguiamo e coordiniamo.
Su un pendio l'acqua arriva da monte attraverso il terreno. Si intercetta prima con dreno e tubo che finisce in un punto di raccolta vero, non dentro il terreno.
Trincee per allacci anche lunghe, livellamenti, basamenti, scavi per piscina. Il mezzo entra da aperture di ottanta o novanta centimetri.
Sottofondo compattato per strati, drenaggio e finitura. Su una salita l'acqua prende velocità e lava il materiale fine sotto la pavimentazione: va raccolta, non lasciata correre.
Autocarro nostro con documentazione in regola. Sui versanti il volume da portare via è spesso maggiore di quanto sembra.
Case, cascine e appartamenti chiavi in mano, con un solo interlocutore.