Un comune fatto di molti nuclei sparsi, da Castiglione Alto a Rivodora, ognuno con il suo accesso. Lo verifichiamo prima di fissare la data.
Castiglione ha una particolarità che conta più della sua storia: non è un paese, è un insieme di paesi. Il territorio comunale è formato da diversi nuclei principali, La Rezza, Pedaggio, Castiglione Alto e San Rocco, più una serie di località e frazioni tra cui Cordova, La Piana, Rivodora, San Martino e le case sparse.
Le prime notizie storiche risalgono alla prima metà del XII secolo. Del castello dei Turinetti, distrutto dai francesi alla fine del Seicento, restano alcune mura e una cappella. C'è poi un episodio che spiega bene il rapporto con il comune vicino: dal 1928 Castiglione fu inglobato in Gassino dal regime fascista, e tornò autonomo solo nel luglio 1947.
Oggi conta 6.519 abitanti distribuiti su quei nuclei, ed è esattamente questa dispersione a determinare come si lavora qui. Un preventivo fatto sulla base del nome del comune non significa niente: cambia tutto a seconda di quale frazione, perché cambiano quota, pendenza e larghezza delle strade.
Castiglione si legge per nuclei, non per tipologie edilizie. Le tre situazioni che ricorrono sono queste, e la prima domanda che facciamo è sempre in quale delle tre ti trovi.
La parte bassa del comune, verso il Po e la strada principale, ha edilizia residenziale recente e aree produttive. Terreno pianeggiante, strade larghe, spazi di manovra.
Qui i lavori sono trincee per allacci, drenaggi perimetrali, piazzali e sottofondi, cortili da regimare. È la parte del comune dove i cantieri sono più veloci e prevedibili, e dove il costo per metro lineare di scavo è più basso.
I nuclei più antichi stanno più in alto, con muratura portante in pietra e mattoni, cortili chiusi e vie strette. Del castello dei Turinetti restano tracce, ma il tessuto attorno conserva l'impianto storico.
Nei nuclei in quota il problema è duplice: l'accesso e l'acqua. I passaggi sono stretti e servono mezzi che ci entrino, e l'acqua che scende dal versante sopra arriva sui muri e nei cortili. Sono i lavori dove il mini escavatore da ottanta centimetri fa la differenza tra fare il lavoro e non farlo.
Le frazioni collinari e le case sparse sono in gran parte residenza di chi lavora a Torino: ville e case indipendenti con giardino, molte costruite tra gli anni Sessanta e Ottanta, su terreno in pendenza.
Dopo quarant'anni i problemi sono sempre gli stessi: muri di sostegno che si spanciano, drenaggi mai fatti o intasati, accessi carrabili che cedono, terreno che si muove dopo le piogge forti. La collina torinese è formata da marne e argille, che reagiscono all'acqua molto più dei terreni di pianura.
Prezzi indicativi per Castiglione e tutti i nuclei. Siamo a circa venti minuti da Chieri, quindi nessun costo di trasferta e sopralluogo gratuito.
Scavo, fondazione e strato drenante dietro il muro. La parte che nessuno vede è quella che decide se il muro dura o si spancia al terzo inverno.
Si intercetta l'acqua a monte prima che arrivi alla casa, con dreno, geotessile e tubo che finisce in un punto di raccolta reale.
Il mezzo passa da aperture di ottanta o novanta centimetri, quindi entra nei cortili dei nuclei alti dove un escavatore normale resta in strada.
Sottofondo compattato, drenaggio e finitura, con le pendenze impostate nel sottofondo. Su un accesso in pendenza l'acqua conta quanto le auto.
Autocarro nostro e documentazione in regola, con il conferimento quotato a parte.
Case e appartamenti chiavi in mano, con un solo interlocutore dall'inizio alla fine.