Il borgo che salì sulla collina per difendersi e i due villaggi nati lungo la strada. Tre luoghi, tre modi diversi di lavorarci.
San Raffaele Cimena ha una storia che si legge ancora nella forma del paese. Il primo insediamento sulla collina nacque probabilmente nel VI secolo come caposaldo bizantino: i soldati di Giustiniano vi costruirono una cappella dedicata a San Raffaele, arcangelo protettore dei viaggiatori, come buon auspicio per chi passava di lì.
Poi, nel X secolo, per le incursioni saracene la popolazione si spostò più in alto, attorno al castello, dove oggi si trova il Parco della Rimembranza. È il motivo per cui San Raffaele si è sviluppato come borgo raccolto attorno alla fortezza, e si distingue ancora nettamente dalle altre due località principali del territorio, Cimena e La Piana, nate invece come villaggi lungo le strade. Cimena fu aggregata nel 1818, e fino al 1928 il comune si chiamava San Raffaele e Cimena.
Con 3.159 abitanti è il più piccolo dei quattro comuni di questo tratto di collina, ma è anche quello con la differenza più netta tra le sue parti. Il borgo in quota e la piana sul Po sono due cantieri diversi: nel primo il problema è entrare, nel secondo è l'acqua.
Tre luoghi con tre origini diverse producono tre modi diversi di lavorare. È utile saperlo prima di chiedere un preventivo.
Il borgo si è formato in quota per difesa, attorno al castello di cui resta il sito, oggi Parco della Rimembranza. Ne deriva un tessuto compatto: edifici addossati, muratura portante in pietra e mattoni, cortili chiusi e vie strette.
Qui il vincolo è l'accesso. Il nostro mini escavatore passa da aperture di ottanta o novanta centimetri ed entra dove i mezzi normali restano fuori, ma nei borghi in quota va verificata anche l'altezza dei passaggi voltati e la portanza dei cortili, che a volte nascondono vecchie cantine o vuoti.
Nati come villaggi lungo le vie di passaggio, si sono poi ampliati con edilizia residenziale del secondo Novecento: case indipendenti e villette con giardino, su terreno pianeggiante o poco acclive.
Qui il mezzo arriva senza difficoltà e i lavori sono i più prevedibili di tutto il comune: trincee per allacci, drenaggi perimetrali, cortili che si allagano, vialetti e basamenti. Sono i cantieri che chiudiamo in giornata o in due.
Tra il borgo e la piana ci sono i versanti, con ville, case sparse e terreni terrazzati. È la fascia dove si concentrano i lavori più impegnativi e più richiesti.
Muri di sostegno che si gonfiano, drenaggi che non scaricano, accessi in salita che cedono. Sui versanti della collina torinese, formati da marne e argille, l'acqua che scende da monte è la vera causa della maggior parte dei cedimenti: il muro è quasi sempre la vittima, non il colpevole.
Prezzi indicativi per San Raffaele, Cimena e La Piana. Da Chieri sono circa venticinque minuti, quindi nessun costo di trasferta.
Il mezzo passa da ottanta o novanta centimetri, quindi lavora anche nei cortili chiusi del borgo alto. Trincee, drenaggi, livellamenti, basamenti.
Scavo, fondazione e strato drenante dietro il muro, che è la parte che decide la durata e quella che tutti tagliano per risparmiare.
L'acqua che scende da monte va intercettata prima della casa, non asciugata dopo. Dreno, geotessile e sbocco in un punto di raccolta reale.
Nel borgo l'umidità arriva quasi sempre dal terreno a monte e non dalla risalita. Prima si capisce da dove viene, poi si sceglie l'intervento.
Portiamo via terra e macerie con il nostro autocarro, con la documentazione in regola.
Case e appartamenti chiavi in mano, con un solo preventivo e un solo referente.