Ottomila abitanti, comune industriale e portuale. Qui non ci sono seconde case: il cantiere non ha alta stagione, ma lavora dentro case abitate.
Quasi ottomila abitanti su ventitré chilometri quadri, subito a ponente di Savona. Da Chieri sono circa centodieci chilometri.
Vado è l'eccezione di questo tratto di costa. Non è un comune di villeggiatura: è un comune industriale e portuale, con una piattaforma container e un tessuto produttivo che ha fatto crescere il paese fra gli anni Cinquanta e Settanta. Le case sono state costruite per chi ci lavorava, e sono abitate tutto l'anno.
Per un'impresa che viene da fuori questo cambia due cose. La prima è che il cantiere non ha una finestra da rispettare: non c'è la corsa a chiudere prima di giugno. La seconda è che si lavora dentro case occupate, e quello sposta il problema dal calendario all'organizzazione.
Tre situazioni, e sono diverse da quelle dei comuni qui accanto.
Anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, costruite per chi lavorava negli stabilimenti. Impianti dell'epoca, serramenti da sostituire, bagni mai toccati, involucro senza isolamento. È il grosso del lavoro qui.
Verso l'interno e sui versanti, con problemi di acqua di terreno, cantine umide, muri di sostegno. Meno salsedine, più drenaggi.
Dove la salsedine arriva anche qui: frontalini, cordoli, parapetti in cemento armato con le armature che si corrodono sotto un intonaco che sembra ancora sano.
Nei comuni di villeggiatura qui accanto il calendario comanda. Tutto quello che si vede o che occupa suolo deve stare fuori dai mesi d'estate, e questo accalca i cantieri in due finestre strette: prima di giugno e dopo settembre. Chi decide in aprile una facciata la fa l'anno dopo.
A Vado questo vincolo non c'è. Si può montare un ponteggio in luglio senza rovinare la stagione a nessuno, e un lavoro lungo si programma su mesi invece che su una finestra. Per un'impresa che viene da fuori è un vantaggio concreto, perché permette di tenere una squadra ferma qui quando gli altri comuni sono chiusi.
Il vincolo si sposta però da un'altra parte. Qui la casa è abitata mentre ci lavori, e non è un dettaglio da risolvere in corso d'opera: quanti giorni resti senza bagno, dove finiscono polvere e rumore, in che ordine si fanno le stanze, dove si mettono i mobili. Sono domande da fare al primo colloquio, prima del preventivo, perché cambiano la sequenza del lavoro e quindi le giornate. Un appartamento con un bagno solo si organizza in un modo, uno con due bagni in un altro.
Valori indicativi per Vado Ligure, che si chiudono dopo aver visto. Su un edificio di mare l'estensione del degrado si conosce quando si comincia a scrostare: un preventivo serio dice sempre cosa succede se sotto si trova più di quanto si vedeva.
| Intervento | Costo indicativo | Da cosa dipende |
|---|---|---|
| Tinteggiatura su intonaco sano | 40 - 60 euro/mq | Tipo di pittura e altezza dell'edificio |
| Risanamento intonaco e tinteggiatura | 60 - 90 euro/mq | Quanta superficie va spicconata |
| Rifacimento completo della facciata | 80 - 110 euro/mq | Stato del supporto e presenza di decori |
| Ripristino frontalini e cordoli | 70 - 180 euro/ml | Profondità della corrosione e sezione dei ferri |
| Impermeabilizzazione di un balcone | 35 - 90 euro/mq | Se il pacchetto va demolito o no |
| Rifacimento completo del balcone | 180 - 350 euro/mq | Demolizione, pendenze, pavimentazione |
| Ponteggio, montaggio e smontaggio | 12 - 20 euro/mq | Una tantum, indipendente dalla durata |
| Ponteggio, nolo | 8 - 15 euro/mq al mese | Corre finché il ponteggio resta su |
Il nolo del ponteggio è l'unica voce che cresce col tempo invece che col lavoro: ogni settimana di pioggia e ogni attesa di una pratica si paga senza produrre avanzamento. È il motivo per cui, quando il ponteggio è su, conviene decidere di fare tutto quello che da lì si raggiunge.
Quattro cose, e due stanno dietro il muro.
Su una palazzina degli anni Sessanta la domanda non è se rifarli ma quando. Si guarda il quadro, la sezione dei cavi, la messa a terra, il materiale degli scarichi: sono le voci che fanno saltare i preventivi fatti a vista.
Nelle case di quell'epoca l'impermeabilizzazione del piatto doccia spesso non esiste. La macchia sul soffitto del vicino nasce quasi sempre lì.
Muri senza isolamento e serramenti a vetro singolo o a doppio vetro vecchio. Prima di ragionare di cappotto si guarda quale intervento rende di più: spesso è il serramento, non il muro.
Pluviali, pendenze, terreno a monte. Nelle frazioni verso l'interno è la domanda che decide se una cantina resta asciutta o no.
Cinque passaggi, sempre nello stesso ordine.
Prima di far muovere qualcuno guardiamo un video e le misure grezze. Con quelle diamo un ordine di grandezza in giornata: serve a capire se siamo nello stesso mondo prima di far viaggiare una squadra da Torino.
Su un edificio di mare il sopralluogo non è una formalità: si batte sui frontalini, si cerca dove suona a vuoto, si guarda quanto copriferro c'è. È il momento in cui il numero smette di essere un'ipotesi.
Lavorazioni, tempi e incognite. Se una porzione non è stata sondata sta scritto, con il modo in cui ci si comporta se sotto si trova più degrado di quanto si vedeva.
Inizio e fine si concordano prima. Se qualcosa cambia in corsa, si ferma quella voce, si quantifica e si riparte: mai un lavoro eseguito e un prezzo comunicato alla fine.
Si gira insieme e si consegna la documentazione: le foto di quello che è stato coperto, le dichiarazioni degli impianti toccati, il conto che riporta le eventuali varianti.
Non un progetto e nemmeno una planimetria. Quattro cose che si prendono col telefono in dieci minuti, e con quelle rispondiamo lo stesso giorno.
Un video girato piano, camminando, con la luce del giorno: vale più di venti foto perché mostra i rapporti fra le cose, quanto è alto un muro rispetto a una porta, quanto è stretto un passaggio, come corre una crepa. Le misure grezze delle superfici, anche a passi. Le quattro misure dell'accesso se serve un mezzo. E una frase su cosa vorresti ottenere, che spesso sposta il preventivo più delle misure.
Quello che ne esce è un'anteprima e la chiamiamo così. Il prezzo si chiude dopo il sopralluogo a Vado Ligure, e se sotto si trova più di quanto si vedeva il numero cambia: sta scritto nel preventivo, non lo scopri dopo.
Quattro, e nessuno riguarda la manodopera.
È la scelta che si paga due volte: piastrelle nuove sopra tubi di sessant'anni, e alla prima perdita si riapre tutto. Se l'impianto ha quell'età si rifà adesso, non alla prossima occasione.
In una casa abitata l'ordine delle lavorazioni non è una preferenza, è il programma. Deciderlo mentre si lavora significa giornate perse e una famiglia in mezzo alla polvere più a lungo del necessario.
Su molte palazzine di quest'epoca il punto peggiore è il serramento, non il muro. Isolare la parete lasciando gli infissi vecchi rende molto meno di quanto dice il preventivo.
Anche qui la salsedine arriva. Si stucca, si ridipinge, e dopo due inverni il ferro spinge di nuovo: finché l'armatura non viene messa a nudo e passivata, si sta solo rimandando.
Siamo di Chieri, in provincia di Torino. A Vado Ligure arriviamo da fuori e non facciamo finta del contrario: per una riparazione da mezza giornata conviene chiamare un'impresa del posto, e lo diciamo noi.
Ha senso muoverci per lavori che tengono ferma la squadra: un appartamento completo, gli impianti, i bagni, i balconi, una facciata. Il vantaggio di Vado è che qui si può lavorare anche nei mesi in cui i comuni di villeggiatura qui accanto sono chiusi, e una trasferta può servire più cantieri nello stesso tratto.
Il sopralluogo è gratuito quando i lavori vengono poi affidati a noi. Se serve solo a corredare una pratica o un preventivo senza affidamento ha un costo, che viene scalato per intero dal preventivo in caso di successivo affidamento.
Sì. Siamo di Chieri e Vado è a circa centodieci chilometri. Vale il criterio di sempre: ci muoviamo per lavori che tengono ferma la squadra qualche giorno. Mandi un video su WhatsApp e in giornata sai se il tuo caso rientra.
Sì, ed è la differenza principale rispetto ai comuni di villeggiatura qui accanto. A Vado le case sono abitate da residenti, non da villeggianti: il ponteggio in luglio non blocca nessuna stagione. Il calendario lo detta il lavoro, non il turismo.
Spesso sì, e si decide prima di iniziare, non in corso d'opera. Le domande sono tre: quanti giorni resti senza bagno, dove finiscono la polvere e il rumore, e in che ordine si fanno le stanze. Un bagno solo cambia tutto il programma, e va detto al primo colloquio.
In parte. La salsedine c'è anche qui, ma il patrimonio è diverso: molto costruito fra gli anni Cinquanta e Settanta per chi lavorava negli stabilimenti, con impianti di quell'epoca. Le voci che tornano sono impianti da rifare, bagni, serramenti e isolamento, più che facciate di pregio.
Sì, come parte di una ristrutturazione: tracce, nuovi punti, quadro, scarichi e adduzioni, con le dichiarazioni di conformità. Non facciamo la riparazione urgente slegata da un lavoro edile: per quella conviene un idraulico o un elettricista di zona, che arriva prima di noi.
È un'anteprima e lo scriviamo sempre. Su un appartamento in ordine tiene bene. Quando si aprono i muri, con impianti degli anni Sessanta dietro, no: il numero si chiude dopo il sopralluogo.
È gratuito quando i lavori vengono poi affidati a noi. Se serve unicamente a corredare una pratica o un preventivo senza affidamento delle opere ha un costo, che viene scalato per intero dal preventivo in caso di successivo affidamento.
Su lavori che tengono ferma la squadra qualche giorno: un appartamento completo, i bagni, gli impianti, i balconi, una facciata. Per una singola opera da poche ore la trasferta da Chieri non ha senso e te lo diciamo subito, senza farti perdere tempo.
Come si organizza il cantiere quando non si può andare via.
Perché le finiture nuove sopra tubi vecchi si pagano due volte.
Cosa c'è sotto le piastrelle di un bagno mai toccato dagli anni Sessanta.
Perché la salsedine anticipa la corrosione delle armature.
Il comune accanto, dove il cantiere lo decide la pendenza.
Poco a ponente, dove il calendario invece comanda.
Sulla stessa costa, dove il problema è lo spazio per il cantiere.