Il borgo fondato da Asti nel 1248, le cascine in mattoni del Pianalto, le case singole nate dagli anni Settanta e le frazioni da Corveglia a Valdichiesa. Dalla nostra sede di Chieri sono quattordici chilometri, un quarto d'ora di strada.
Villanova d'Asti è il primo comune astigiano che si incontra uscendo da Chieri verso est. Sta a 260 metri di quota, si estende su quasi 42 chilometri quadrati e confina con Poirino, Riva presso Chieri e Isolabella, che sono in provincia di Torino, e con Buttigliera d'Asti, Dusino San Michele, Montafia, San Paolo Solbrito e Valfenera. Dalla nostra sede di Corso Torino 21 sono circa 14 chilometri, un quarto d'ora di macchina: Villanova è più vicina a noi di molti comuni torinesi in cui lavoriamo ogni settimana. Il confine di provincia cambia l'ufficio delle pratiche, non i nostri tempi.
Al 1° gennaio 2025 i residenti erano 5.542, secondo l'ISTAT. Il paese è cresciuto molto: dal 1971 a oggi la popolazione è aumentata del 53 per cento. Il casello sull'autostrada A21, la stazione sulla linea metropolitana Torino-Asti e la pianura libera tutto intorno ne hanno fatto il terzo polo industriale della provincia, dopo Asti e Canelli.
Per chi fa scavi e ristrutturazioni vuol dire tre mondi nello stesso comune: un centro storico medievale in mattoni, una campagna di cascine e borghi agricoli, e una corona di case singole e villette nate in buona parte con la crescita del paese. Sotto tutti e tre sta lo stesso terreno: argilla compatta e falda vicina. Quasi tutti i lavori che ci chiedono a Villanova d'Asti cominciano da lì.
Villanova è una villanova nel senso medievale del termine, cioè un borgo fondato apposta. Lo fondò Asti nel 1248, come risulta dai documenti dell'archivio astigiano, chiamando a viverci gli abitanti di Dusino, Solbrito e Supponito. Supponito era una località vicino a Corveglia, poi abbandonata: oggi ne resta il nome nella piazza dove si alza la torre comunale, del Quattrocento, alta 26 metri. Il Piano paesaggistico regionale mette il centro storico tra gli insediamenti di nuova fondazione di età medievale, con una forte identità morfologica: vie regolari, isolati lunghi, case allineate sul filo della strada.
Fino all'epoca napoleonica il paese era chiuso da mura a forma di stella, quelle che il Theatrum Sabaudiae del Seicento disegna nei dettagli e da cui prende il nome il bastione della Mezzaluna. Dentro stanno le chiese di San Martino, San Pietro e Sant'Isidoro, il patrono. San Martino custodisce opere di Macrino d'Alba e del Moncalvo, e quasi di fronte c'è casa Baldissera, una dimora del Settecento in mattoni a vista.
Il materiale è quasi sempre lo stesso: il mattone. Le cronache locali ricordano che già nel Cinquecento il Comune aveva fornaci proprie per i laterizi delle costruzioni pubbliche e private, e ancora oggi a Villanova d'Asti si fanno mattoni a mano. Anche il complesso di Corveglia, sulla strada verso Carmagnola, è in laterizio cotto con capitelli e conci in arenaria: la chiesa è citata già nel 1153 e il campanile risale alla fine del XII secolo. Per noi conta per una ragione pratica. Un muro in mattoni pieni di due secoli fa non si tratta come un muro in blocchi degli anni Ottanta: assorbe e rilascia l'acqua in modo diverso, e se lo chiudi con l'intonaco sbagliato si ammala.
A Villanova d'Asti le situazioni ricorrenti sono quattro. Cambiano soprattutto in base a dove sta la casa.
Muratura portante in mattoni pieni, case allineate lungo le vie, cortili interni chiusi e androni stretti. Il piano regolatore tratta il centro storico come area di conservazione: gli interventi passano da permesso di costruire, piano di recupero o SCIA, e le recinzioni in muratura esistenti si rifanno con la stessa tipologia e la stessa altezza.
I lavori tipici sono l'umidità di risalita ai piani terra, vecchi intonaci cementizi da togliere, cortili che scaricano male e locali al piano strada da risanare. Si entra da portoni e androni, e serve un mezzo che ci passi.
Il piano regolatore ha una normativa dedicata al riuso dei borghi agricoli e delle cascine. Nei nuclei rurali il piano favorisce il risanamento e ammette la demolizione delle superfetazioni, cioè i piccoli volumi recenti che non c'entrano con l'edificio originale.
Tradotto in cantiere: tettoie, baracche e box aggiunti negli anni da togliere, aie da rifare, vecchie fosse e cisterne da bonificare, muri perimetrali da drenare, allacci lunghi da portare dalla strada.
Con la crescita del paese sono arrivate le case singole con giardino, spesso con cantina o seminterrato. Oggi hanno quaranta o cinquant'anni.
Muri controterra che lasciano passare l'acqua, guaine esterne ormai finite, vialetti e cortili che si sono abbassati, recinzioni da rifare, impianti da sostituire. Spesso il lavoro esterno e quello interno conviene farli insieme.
Le frazioni ufficiali sono Bianchi, Brassicarda, Corveglia, Gianassi, Raspino Nuovo, Raspino Vecchio, Savi, Stazione, Terrazze e Valdichiesa. Brassicarda è tra i punti abitati più antichi: la presenza di insediamenti è attestata fin dall'epoca romana.
Qui i lotti sono più ampi e le case più distanti dalla strada. I lavori sono soprattutto trincee lunghe per acqua, gas, fognatura e corrente, accessi carrai, fossi da ripristinare e drenaggi su terreni che d'inverno restano bagnati.
Il centro di Villanova d'Asti sta sul Pianalto, l'altopiano che da Poirino si allunga verso l'Astigiano. Il terreno è l'argilla rossa che caratterizza tutta questa zona: minerali finissimi che si cementano tra loro e formano uno strato molto compatto. È la stessa argilla che per secoli ha dato i mattoni e che trattiene l'acqua al punto da riempire le peschiere dove si alleva la tinca gobba dorata. Per un giardino o un cortile la conseguenza è semplice: l'acqua piovana non scende, resta sopra.
Poi c'è la falda. Il Piano di tutela delle acque della Regione Piemonte, nella scheda dedicata all'Altopiano di Poirino e alle colline astigiane, scrive che tra Santena e Villanova d'Asti la falda superficiale è molto vicina al piano campagna e in alcuni punti affiora.
Infine i corsi d'acqua. Il torrente Banna nasce tra le colline di Buttigliera d'Asti e passa da Villanova vicino al casello dell'autostrada. Il piano regolatore elenca anche il Rio Banna Piccolo, il Rio Verde, il Rio Isolabella e il Fosso di Dusino, oltre alla rete dei fossi irrigui verso Raspino Vecchio. Diversi interventi previsti dal Comune riguardano la sezione dei fossi.
In cantiere vuol dire tre cose. Un drenaggio a Villanova va portato fino a un recapito vero, un fosso o una rete di raccolta, perché in argilla compatta un pozzo perdente disperde poco, e con la falda alta ancora meno. Uno scavo profondo può riempirsi d'acqua mentre lavori, e va previsto di tenerlo asciutto. E una cantina nuova va valutata prima di disegnarla, perché il piano regolatore la limita in diverse zone. Abbiamo spiegato come si progetta una trincea drenante nella guida sul drenaggio del giardino.
I prezzi qui sotto sono indicativi, presi dalle nostre guide, e valgono per il capoluogo e per tutte le frazioni di Villanova d'Asti. Il prezzo vero arriva dopo aver visto il posto. Sopralluogo gratuito se ci affidi il lavoro.
Trincee drenanti con tubo forato e ghiaia, drenaggi perimetrali per muri controterra, livellamenti e scavi di fondazione. Il mini escavatore entra da passaggi di ottanta o novanta centimetri.
Acqua, gas, fognatura e cavi dalla strada alla casa. Nelle frazioni e nelle cascine le distanze sono lunghe, ed è il lavoro in cui il mezzo compatto rende di più. Tutti i passaggi sono nella guida sullo scavo della trincea per gli allacci.
Tettoie, baracche, box prefabbricati, muretti e basamenti in cemento, vasche dismesse. Demoliamo, separiamo i materiali e portiamo via tutto. Pratiche e smaltimento sono spiegati nell'articolo sulla demolizione di manufatti in giardino.
Scavo del cassonetto, sottofondo, pendenze e raccolta dell'acqua, poi la finitura. Sull'argilla del Pianalto il sottofondo è la parte che decide se il cortile tiene o si abbassa dopo due inverni.
Prima la diagnosi, poi barriera chimica, intonaci macroporosi e, dove serve, scavo esterno per liberare il piede del muro. La guida completa è quella sull'umidità di risalita.
Fondazione e getto di muretti e recinzioni in calcestruzzo, scavo e disarmo compresi, nel rispetto delle regole del piano regolatore sulle recinzioni.
Sulle cascine e sui lotti grandi il volume di terra è importante. Lo carichiamo e lo portiamo via con il nostro autocarro, con la documentazione prevista.
Case singole, cascine e appartamenti chiavi in mano, con un solo preventivo e un solo referente dal primo scavo all'ultima finitura.
Villanova d'Asti ha regole proprie, scritte nel suo piano regolatore, e alcune toccano proprio i nostri lavori. Le più utili sono queste.
Non serve saperle a memoria: ti diciamo noi se serve una pratica e quale, prima di firmare.
Lavoriamo nel concentrico di Villanova d'Asti e in tutte le frazioni, da Savi e Corveglia fino a Stazione, Valdichiesa e i due Raspino.