Un centro storico nato attorno a un'abbazia medievale, con case unite fra loro nei secoli. E un fiume che nel 2024 ha rimesso tutti davanti alla stessa domanda: dove va l'acqua.
Cairo Montenotte è il comune più grande della Val Bormida savonese, quasi tredicimila abitanti, sul confine fra la Liguria e il Piemonte. Il centro storico è nato attorno all'antica abbazia medievale di Santa Maria, e restano ancora parti della cinta muraria con Porta Sottana e Porta Soprana, che erano gli ingressi al borgo.
Il palazzo che racconta meglio come è fatto il costruito qui è Palazzo Scarampi: è nato dall'unione di più case medievali e ha preso la forma attuale nel Cinquecento, cambiando ancora aspetto nel Seicento dopo gli assedi. È lo schema di mezzo centro storico: edifici cresciuti uno addosso all'altro, uniti e divisi più volte, con muri in comune e fondazioni di epoche diverse sotto lo stesso tetto.
Nella frazione di Ferrania c'è l'abbazia di San Pietro e Nicolò, fondata nel 1097, con il borgo attorno impostato come un'abbazia fortificata: case contadine, granai, stalle. Fuori dal capoluogo il costruito è questo, edilizia rurale in pietra che chiede un altro tipo di lavoro rispetto al centro.
Poi c'è il fatto che oggi decide la maggior parte dei lavori. Nella notte fra il 26 e il 27 ottobre 2024 il Bormida è esondato: scantinati, locali sotto il livello stradale, attività e abitazioni private sott'acqua, con danni stimati intorno ai cento milioni di euro e un sindaco che ha detto che era peggio dell'alluvione del 1994. Il fiume è tornato a uscire il 22 settembre 2025. Qui la domanda non è se l'acqua tornerà, ma dove passerà quando torna.
A Cairo il costruito si legge per quote: cosa sta sotto il livello stradale, cosa sta sopra e cosa sta fuori dal capoluogo.
Il nucleo attorno all'abbazia di Santa Maria è fatto di edifici cresciuti uno addosso all'altro e riuniti nei secoli, come è successo a Palazzo Scarampi. Muri portanti in comune, fondazioni di epoche diverse, passaggi stretti.
Qui non si tocca niente senza sapere cosa fa l'edificio accanto. I lavori tipici sono umidità nei piani terra, consolidamenti puntuali e smaltimento delle acque nei cortili interni.
Sono quelli che nel 2024 sono andati sott'acqua per primi: cantine, magazzini, taverne e locali di attività ricavati sotto quota. In un fondovalle stretto sono anche i più diffusi.
Il lavoro serio è fuori, non dentro: drenaggio al piede del muro, pozzetti dimensionati sul serio, scarichi che vanno da qualche parte. L'impermeabilizzazione interna da sola contiene, non risolve.
Attorno all'abbazia di San Pietro e Nicolò, fondata nel 1097, il borgo ha l'impianto dell'abbazia fortificata, con case contadine, granai e stalle. Fuori dal capoluogo il costruito è rurale e sparso.
Muri in pietra senza barriera contro la risalita, solai in legno da verificare negli appoggi e acqua di versante mai gestita. Su questi edifici l'ordine dei lavori conta più della somma.
Prezzi indicativi per Cairo Montenotte. Zona extra rispetto alla nostra area abituale: sopralluogo su richiesta e a pagamento, scalato dal preventivo se accetti il lavoro.
L'acqua va intercettata prima dell'edificio, con dreno, geotessile e tubo che finisce in un punto di scarico reale. Senza quello, ogni impermeabilizzazione dura poco.
Scavo perimetrale, pulizia del muro controterra, guaina e drenante verticale. Si fa da fuori quando si può, perché da dentro si contiene, non si risolve.
Il punto dove si ferma quasi sempre il sistema. Un pozzetto sottodimensionato o intasato manda in crisi tutto il resto quando arriva l'acqua vera.
Trincee, livellamenti, basamenti, allacci. Il mezzo passa da aperture di ottanta o novanta centimetri e lavora nei cortili chiusi dei centri storici.
Massetti, intonaci e finiture da rifare dopo che l'acqua e uscita. Prima si asciuga e si capisce da dove e entrata, poi si ricostruisce: l'ordine inverso e denaro buttato.
Case e appartamenti chiavi in mano, con un solo preventivo e un solo referente per tutto il cantiere.